Carta bollata, di Salvatore Farina

Salvatore Farina, scrittore ottocentesco.

Un ebook gratuito che ho letto da poco e vi voglio segnalare. Come sempre troverete alla fine del post le informazioni su come scaricarlo, dove, e in quali formati. Forse vi ricordate di un certo Salvatore Farina, (Sorso, 1846 – Milano, 1918): accennavo a lui nel post in cui vi consigliavo di leggere i Racconti Umoristici di Tarchetti, di cui era amico. Ecco, questo ebook gratis di oggi è un racconto scritto da Salvatore Farina: Carta bollata, a volte noto come Testamento, edito nel 1894 (e poi ristampato).

Carta bollata è un racconto umoristico che ha per protagonista Giusto Giusti, pittore e bohémien di Milano. Uomo di buoni sentimenti, ma a volte di carattere non facile: viene espulso all’età di 18 anni dall’Accademia di Brera per aver dato dell’asino a un docente ed è in rotta con la famiglia, di cui rimangono solo cugini e zii, avidi affaristi. Giusto vive nelle ristrettezze, ma con quel misto di rassegnazione e buon umore che gli sembra congenito.

Dipinge copie del Cenacolo di Leonardo, che vende a ricchi viaggiatori stranieri, e con queste tira avanti, cercando di dipingere soggetti diversi. Purtroppo non gli è facile, perché non ha mai un soldo e le modelle vogliono essere pagate. Basta guardarne l’appartamento per capire che nelle sue tasche non si trova uno spicciolo: pochi mobili, tele non finite, e i soliti Cenacoli.

Ora, quale è la peggiore disgrazia che possa capitare sulla testa di un uomo simile? Una malattia, un incidente, un lutto, una guerra? No, è Equitalia. Un agente del fisco decide che Giusto, avendo venduto ben quattro copie del Cenacolo nell’anno passato, è ricco e ha evaso le tasse. Inutile discutere, inutile far presente che il Cenacolo ha un prezzo più basso di quello ipotizzato dall’agente, inutile tutto: 800 lire, decreta l’Equitalia del Regno, comprensive di multa e minacce di pignoramento.

Il nostro Giusto – faro della pittura lombarda, si direbbe della corrente dei macchiaioli – non ha mai visto 800 lire in vita sua, possiede solo i suoi pennelli e i suoi colori, ha poco altro in più. Non può che andare a proporre qualche affare ai tanto disprezzati parenti. Un prestito dall’orologiaio-ricettatore, dal macellaio? Una Madonna dai sette dolori da dipingere per la chiesetta del cugino prete, che ha sempre la tonaca unta e la barba di una settimana? Niente da fare, non hanno un soldo, o così dicono. Rimane un parente, che fa l’usciere al tribunale. In casa di questo riceve l’ennesimo rifiuto e si innamora della sua cuginetta, figlia dell’usciere, la bella Cristina.

Niente spoiler, tranquilli, non vi racconto il resto. Vi dico solo che c’entrano una malattia, una convalescenza, un testamento scritto per scherzo, un notaio succube di una moglie chiacchierona.

Carta bollata – titolo che richiama l’ossessione tutta italica per le formalità burocratiche, le firme e i timbri, sempre presente nel testo – è un racconto spiritoso e leggero (quasi un Parenti serpenti dove i parenti sono meno bestie: ma erano altri tempi), uno spaccato di un’Italia sempre uguale a se stessa, scritto da un autore anti-verista, che dicono sentimentale, ma che ci regala una vicenda divertente, a lieto fine e con alcune insinuazioni di rara cattiveria.

***

Carta bollata oggi si trova in ebook e gratis, è un racconto che in pochi hanno letto (farete la figura dei letteratoni del tempo antico citando un racconto così sconosciuto) e che si legge tutto d’un fiato, grazie al suo umorismo e all’italiano elegante e preciso. Io ho scaricato la mia copia da Amazon in formato .mobi e l’ho trovata è ben fatta. Se non ricordo male c’è un solo errore di stampa; unico vero difetto è la mancanza dell’indice navigabile, ma per un racconto si può sopportare. Chi necessita di altri formati li trova facilmente altrove, ché sul web nulla manca. Su Liber Liber potete scaricare il .pdf, e da questo ottenere un .epub usando Calibre. Se lo leggete, ditemi che ve ne è parso.

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2 pensieri su “Carta bollata, di Salvatore Farina

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