scribacchino e mestierante – scrivere nel 2013 #2

Un amanuense.

Qualcuno ricorderà un post con il quale partecipavo a un’iniziativa di Daniele Imperi. Beata ingenuità, pensavo fosse finita lì! Il fatto è che avevo definito Daniele una fonte inesauribile di trovate e progetti e lui, tanto per non smentirsi, anche oggi ha tirato fuori dal cilindro un coniglio. E poiché è uno che ci sa fare il coniglio è uscito già cucinato in umido, con capperi e aceto.

Con il post pubblicato addì 10 gennaio del 2013, secondo numero di Scrivere nel 2013, il nostro ci invita a fare un’autoanalisi. Insomma, che razza di scrittori siamo? dove andiamo, con quali mezzi? qual è il senso di quello che facciamo? c’è vita dopo la morte, o per lo meno su Marte? Mi sembra una buona idea, ché riflettere su quello che si fa non è mai tempo perso. Al massimo sono soldi guadagnati per lo psicanalista da cui ci toccherà andare dopo.

Mi discosto solo sul piano prettamente terminologico, come si vede dal titolo del post. Scrittore mi sa sempre di qualifica pretenziosa. Scribacchino e mestierante mi aggrada di più: è modesto, dà l’idea di un qualcosa di artigianale, premoderno, preindustriale. Subito richiama alla mente un esempio illustre e illustrato, un ricordo che mi molce il cuore.

Ma via, iniziamo la seduta. Che poi non capisco perché si chiama seduta, visto che il paziente non si siede, ma si sdraia sul lettino. Nel mentre Sigmund Freud alle sue spalle se la dorme della grossa. Il paziente ciancia di deficit da accudimento, isteria maschile, usi terapeutici dell’eroina. Anche io alla fine della fiera vi parlerò delle stesse cose.

Non so, sarò io che sono un concentrato di anomalie, però ho iniziato a scrivere assai tardi. E non sono del tutto convinto che scrivere (più o meno bene) sia il risultato di una dote innata. Mi sembra più l’effetto di un insieme di fattori casuali, di contesto, di abitudini acquisite, di brutti vizi. Questo lo dico perché penso ai motivi per cui ho iniziato. Di sicuro perché giravo intorno a una ragazza più colta della media degli esseri viventi di questo sistema solare. E scrivere, uno pensa, su questo genere di creature deve fare effetto.

Sì, come sempre, le peggiori ignominie che un uomo fa, le fa per correre dietro a una donna. Potete prendervela con lei ogni volta che vi trovate a passare di qui. Un po’ ho iniziato, come molti credo, per far ridere gli amici. Il primo racconto, oggi andato perduto a causa di cambiamenti vari di computer, era un bozzetto sul mio primo esame all’università. Storia delle dottrine politiche, un’estate con un caldo che ammazzava, un ragazzo allampanato e con la faccia da “ho visto Alien nell’armadio di mia sorella” che mi indica l’assistente della professoressa e mi dice “Quello ci spacca le ossa”, e alla via così. Tutto vero, s’intende.

Ho iniziato tardi e ho smesso presto, perché dopo qualche anno ho messo da parte le velleità artistiche e anche l’attività. Ho ripreso a scrivere seriamente (avverbio che si rifiuta pervicacemente di starmi vicino) nel 2011. Non so il motivo. Forse sempre per far ridere gli amici, ma soprattutto per distrarmi dalla tesi di dottorato alla quale lavoravo. A quel punto ho anche aperto il blog, ma di fatto è rimasto un cimitero con poche tombe fino a questa estate, quando ho deciso che era il caso di fare qualcosa, e che trattarlo come una vetrina per racconti era del tutto inutile. Così piano piano lo sto rendendo un po’ diverso. Soprattutto me lo ha reso diverso – e migliore – PalleQuadre, mannaggia a lui che non sopporta la mia cialtroneria informatica (grazie, Palle!)

Comunque, il bloggherino c’è, i raccontini pure, ma la voglia di spaccare ed emergere mi sa di no. Temo di non avere il carattere giusto per questo genere di cose.

Mandare qualcosa a un editore, ci chiede Daniele. Questa è buona. (A parte che io sto anche da quella parte della barricata, visto che collaboro alla costruzione di un’editrice). Non mi verrebbe mai in mente di farlo. Nemmeno se avessi del materiale da mandare. Ho difficoltà pure con i concorsi. Mi segno tutti i concorsi di narrativa che vedo… ma poi non mando niente, non mi pare di avere qualcosa di adatto. L’ho fatto una volta e ci ho ottenuto il secondo premio, ma era il robo letterario dell’Ateneo, una cosa limitata.

Magari dovrei darmi una mossa e mandare qualcosa ogni tanto. Di buono c’è che la blogosfera adesso elabora parecchie iniziative sul tipo del contest di narrativa. Mi sembrano più alla mia portata – non nel senso dei risultati, si intende. I miei risultati sono e sempre saranno orgogliosamente scarsi o direttamente nulli!

Dovrei trovare una collocazione per i racconti troppo lunghi per apparire sul blog. Dovrei scrivere di più, cosa che però incrementerebbe a dismisura gli introiti del bar Fiori Chiari e diminuirebbe di molto i miei risparmi, visto che in genere inizio a scrivere lì. Dovrei concludere quei dannati tre racconti che ho iniziato da un pezzo e che mi sono tanto divertito a scrivere. Dovrei riprendere gli appunti di quel romanzetto che non andava da nessuna parte, Una stagione su Punicà, e vedere se per caso in direzione ostinata e contraria riesce ad andare. Dovrei fare un sacco di cose, soprattutto dovrei scrivere meglio. Ma non sono certo che la mia appartenenza alla corporazione degli scribacchini e dei mestieranti mi permetta simili traguardi.

***

PS Daniele, smettila. Già siamo degli scribacchini, e in quanto tali vanitosi e vanagloriosi – se poi ti ci metti anche tu a chiederci di parlare di noi, dove andremo a finire? Tu stai nutrendo il nostro smisurato ego…

Annunci

15 pensieri su “scribacchino e mestierante – scrivere nel 2013 #2

  1. Pingback: La storia del Cesso: perché si scrive? | frottole

lasciate la vostra opinione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...