Storia del partito del progresso moderato nei limiti della legge, di Jaroslav Hašek

Copertina di

“Il progresso ha un futuro.” Storia del partito del progresso moderato nei limiti della legge, di Jaroslav Hašek: con questo ebook intendo aprire la rubrica dei consigli per gli acquisti. Non si tratterà di vere e proprie recensioni, ma solo di un modo per fare un po’ di réclame agli ebook che se la meritano.

È edito da Sugaman, è dotato di un sommario navigabile (con qualche difetto, ma sempre meglio un sommario difettoso che nessun sommario) e di utili note esplicative; traduzione di Sergio Corduas, docente di letteratura ceca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Jaroslav Hašek (1883-1923) fu umorista e burlone praghese, svolse in vita sua molti lavori: impiegato di banca, redattore, scrittore, disertore, candidato alle elezioni.

Della sgangherata campagna elettorale che seguì alla sua candidatura parla proprio in questo libro. Fondatore, insieme agli amici della Praga più deleteria, del Partito del progresso moderato nei limiti della legge, il nostro ci regala nelle sue pagine gli episodi eroici e meno eroici, reali e meno reali, della storia di questo partito di cui nessuno ha mai sentito parlare, se non i pochi disperati che gli diedero pure il voto. Il tutto in un vortice di discorsi farneticanti tenuti di fronte ad un pubblico poco amichevole, conditi dall’ignoranza più abissale e convincente, abbondantemente innaffiati di alcool. Satira politica distillata.

Ce n’è per tutti. Per i votanti e per i politici, per i ladri e per la polizia, per i contadini e per gli intellettuali, per Cristoforo Colombo e per Edison.

 
Foto in bianco e nero dell'autore del testo, Jaroslav Hašek.
I futuri candidati vi troveranno materiale istruttivo per la loro campagna elettorale.
  • Lotte sociali, successi, sconfitte: “Nella Boemia settentrionale i minatori si ribellarono e tornarono al lavoro solo dopo che i proprietari ebbero loro diminuito i salari.”
  • Saggezza e dignità nell’accettare il destino cinico e baro: “Raggiungono la vittoria morale tutti coloro a cui l’avversario spacca una gamba”.
  • Dibattiti accesi e innovative forme di finanziamento politico: “La prima domanda è gratis, per ogni domanda successiva si paga mezzo litro di birra per il fondo elettorale del partito.”
  • Ritmi da oratore romano che nel Foro arringa la plebaglia: “Popolo Ceco! Cechi! Concittadini!”

 È un libro terribile, senza mezzi termini. Un’aggressione deliberata alla maestà della politica e alla morale della società. Uno scatarro sugli elettori di tutti i tempi. Una lezione per coloro che credono con cuore puro e sincero alle sirene dei candidati. Il loro destino – che leggano o meno questo libro – è segnato da un decreto irrevocabile del Fato e già le Parche lo misurano col metro e affilano le loro forbici: verrà il giorno in cui, se va bene, rideranno di ciò in cui hanno creduto; se va male se ne dovranno vergognare.

Insomma, leggete Storia del partito moderato nei limiti della legge, è un grande bel libercolo e non ve ne pentirete.
 
***
 
AGGIORNAMENTO. Data 11 dicembre 2012, dieci giorni prima della fine del mondo. Ho parlato con Alessandro Bonino, dell’editrice del testo. Trovate il suo commento in fondo. I difetti di visualizzazione che io riscontro sul sommario hanno natura misteriosa. Fate finta che non ci siano. Non capisco come si siano originati, ma pare che siano un difetto puramente mio. Nel fine settimana scriverò un altro aggiornamento, quando potrò scaricare un’altra copia del testo. In ogni caso compratelo: chissene se il sommario non è perfetto: è un gran bel libro, in una traduzione di livello, ogni riga vi regalerà una risata amara. Ci sentiamo fra qualche giorno per aggiornamenti! 
 
AGGIORNAMENTO 1. Data 2 gennaio 2013. Non sembrano esservi risposte al quesito. Misteri della fede!
***
Se ne avete l’occasione, leggete, sempre di Hašek, Il buon soldato Sc’vèik, un romanzone tragicomico sulla Grande Guerra.
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6 pensieri su “Storia del partito del progresso moderato nei limiti della legge, di Jaroslav Hašek

  1. Ciao! grazie molte della bella recensione. mi dici (magari con una mail) cosa non va nel sommario che correggo al più presto?

    Grazie ancora

    Alessandro Bonino – sugamaneditore chiocciola gmail punto com

    Mi piace

  2. Pingback: Il buon soldato Sc’vèik, di Jaroslav Hašek | frottole

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