L’invasione aliena: anche la guerra non è più quella di una volta

Jane Badler nella parte di Diana, il vice comandante dei Visitors.

Questa è una storia che sta a metà fra la realtà e la finzione, nel senso che parla di qualcosa di vero nella finzione: l’invasione aliena della Terra.
In molti ridono – mentre dormono sicuri nei loro lettini, cullati dalle scadenze delle rate del mutuo, dall’ammontare delle bollette – quando sentono parlare di guerre e di invasioni.

Si dibatte, in certi ambienti accademici, sulla natura della guerra. Alcuni sostengono che la guerra sia da considerarsi un’istituzione della società internazionale classica; altri sostengono che sia una gran brutta porcheria; altri ancora mandano a quel paese gli uni e gli altri oppure si occupano dello smaltimento dei rifiuti a Ceprano, provincia di Frosinone, scrivendo sull’argomento ponderosi volumi e voluminosi ammassi di articoli sulle riviste internazionali.

Chi dorme e pensa al mutuo ha della guerra un’idea ancora meno discutibile: la guerra riguarda gli altri. Gli altri più poveri, più sfigati: tipo gli Africani, che sono il concentrato della sfiga e della povertà, tanto che anche finanziare la costruzione di un pozzo d’acqua è solo buttare dei soldi perché tanto il pozzo verrà distrutto con la prossima guerra civile, in un fuoco d’artificio di mutilazioni e stupri di cui si sentirà parlare al telegiornale solo se i fatti cadranno nel periodo delle vacanze natalizie.
Eppure ci fu un tempo di questa nostra umanità in cui la guerra era un ricordo fin troppo vivo e l’invasione era ancora un’eventualità, e nemmeno troppo labile. Negli anni ’50 e ’60 si pensava che non fosse poi così assurdo che degli esseri senzienti potessero invadere il nostro pianeta. Non per tutti quegli esseri senzienti di cui sopra rispondevano ad un piano quinquennale: per alcuni potevano pure venire da un altro pianeta – lo specifico per i meno esperti: dicesi pianeta uno Stato estero collocato oltre l’orbita bassa, dove stanno i trabiccoli che noialtri mandiamo su.

I nemici dei bei vecchi tempi erano delle robe immonde. I Marziani della Guerra dei Mondi (quelli del ’53, anno della morte di Stalin, non quelli di Spielberg) erano delle marionette cadute in una lavanderia a secco – imperdibile la sequenza in cui un medico prende il polso all’alieno e dichiara: è morto.

Ed erano i più belli e prestanti fra gli invasori venuti dallo spazio. Negli stessi anni abbiamo visto di tutto: meduse luminose per le quali l’acqua era un corrosivo, robot indistruttibili di eccellente fabbricazione, asparagi in abito da sera, ambasciatrici di Venere senza biancheria avvolte nella stagnola, accappatoi tossicodipendenti. E niente era di seconda mano perché la serie di Star Trek non era ancora stata concepita.

Gli alieni venivano per mangiarsi le persone, compiere orrendi esperimenti, riempire di terrore questo sistema solare. Erano invasori con cazzi e controcazzi, che arrivavano con immense flotte spaziali, dischi volanti dalle prestazioni fantastiche, con armi che facevano sembrare l’Armata Rossa il club del tiro al piattello.

Ma un giorno tutto questo insieme di ingranaggi, pulegge e rotelle che erano le nostre fantasie sull’invasione si è rotto. Sarà che l’Armata Rossa non c’è più, sarà che non siamo più gli stessi nemmeno noi, da quel lontano 1991. Sarà anche che l’incidenza delle malattie psichiatriche è in forte aumento, come si evince leggendo su internet che qualcuno credeva fermamente che gli alieni si sarebbero palesati durante le Olimpiadi di Londra. Non s’è visto nessuno, evidentemente s’erano dimenticati di prenotarsi l’albergo.

C’è gente che pensa che una Federazione Galattica ci osservi. Altri pensano che ci siano alcuni stati di extraterrestri in guerra fra di loro per non si sa esattamente cosa riguardo noi. C’è gente che pensa che i governi siano in trattativa con i Grigi, o con i Brufolosi di Zeta Reticuli. Altri pensano che i ministri e i banchieri siano dei Rettiliani, cioè lucertole di due metri con la maschera di carnevale addosso, così noi non li sgamiamo, ché siamo notoriamente distratti.

Tutto si tiene insieme – come dubitarne – col collante delle scie chimiche, del signoraggio bancario, del controllo mentale, del Nuovo Ordine Mondiale, del Vaticano, della Massoneria, dei Sionisti, del gruppo Bilderberg, dei Maya. Una cosa è certa: se questi sono i presupposti, allora possiamo scordarci le belle invasioni di una volta.

***

PS Un’ultima aggiunta. Ora che non ci sono più gli alieni dei bei vecchi tempi che volevano venire qui, mangiarsi la gente, rubarci tutto e farci sottoscrivere polizze capestro, non c’è più nemmeno il personaggio che tutti adoravamo in quei film.

Il ragazzino biondo: sono certo che vi ricordate di quel ragazzino biondo che di solito apriva il film. Ammiratore sfegatato degli ingegneri della NASA, esperto di tutto ciò che riguarda l’astronautica, era lui, il ragazzino biondo, a dire le fatidiche parole che avrebbero potuto salvare il pianeta: sono arrivati, li ho visti. Frignava, con una vocetta insopportabile sia nel doppiaggio che in lingua originale, perché il padre e la madre – noiosa coppia di borghesi – non riuscivano a credere che dietro la staccionata visibile dalla finestra della di lui stanza fosse atterrata la navicella dei biechi invasori spaziali. Lo avremmo voluto per le mani,quel bambinetto petulante e saccente, onde cagionargli dolore fisico. Ma non potevamo, era dall’altra parte dello schermo, dall’altra parte dell’Atlantico. Ci consolava solo questo: la certezza che a scuola doveva subire delle angherie indicibili.

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8 pensieri su “L’invasione aliena: anche la guerra non è più quella di una volta

  1. L'ammiraglio Pirlon Pirlan? 😀 (L'annunciatrice ha ragione: bisogna prepararsi all'invasione: io sto già iniziando la mia propaganda, come vedete: a favore dei vincitori dello spazio profondo…) Grazie del commento, Subaceto!

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  2. Ma Diana non ha una tuta adidas con tre strisce? quindi i visitors sono tra di noi nei quartieri popolari si riproducono come conigli e ascoltano raggaeton. Mi chiedo come abbiano fatto a non debellare la piaga dei roditori fognari.

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  3. Ma Diana non ha una tuta adidas con tre strisce? quindi i visitors sono tra di noi nei quartieri popolari si riproducono come conigli e ascoltano raggaeton. Mi chiedo come abbiano fatto a non debellare la piaga dei roditori fognari.

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