Political endorsement: domenica al voto

elezioni 2013

Tutti i blogger che si rispettino hanno il dovere di dichiarare per quale partito voteranno domenica, così da attirarsi gli insulti di tutti coloro che votano altro, guadagnando visite e clic sui banner di adsense. Tutti i blogger che si rispettino. Io, si sa, non sono degno di alcun rispetto. Né ha mai avuto altra ambizione, da quando le ha, che quella di sbeffeggiare con dovizia di mezzi tutti coloro che meritano di essere sbeffeggiati, di intrattenervi con qualche racconto, di segnalarvi qualche articolo interessante.

La mirifica offerta elettorale del febbraio 2013

Però si avvicina un momento importante, il più importante di un ciclo politico se si escludono il voto sulla finanziaria e lo scandalo – zoccole, soldi, soldi alle zoccole, a seconda – che farà cadere un governo oppure ne rilancerà l’immagine. Questa settimana sta per finire, e si voterà un nuovo parlamento. Si pensava che sarebbe stato il primo parlamento della Terza Repubblica. Poi il Banana è tornato e con lui noi siamo tornati al 1994. Ma tant’è che domenica si vota comunque. Tra un bipolarismo disastroso e una possibile Grosse Koalition, ecco alcune delle proposte elettorali e i motivi per cui non le voterò. E in conclusione la mia intenzione di voto, perché votare è un diritto ma anche un dovere e fregnacce del genere, che non vi sto a ripetere perché tanto vi avranno già fatto una testa così.

Popolo della Libertà. Sempre che si chiami ancora così. Un’orda di yesmen, nani, ballerine, varia umanità, sul libro paga del dottor Silvio Berlusconi, l’unico uomo sulla faccia della terra al quale la calvizie regredisce. Miracolo degno di Medjugorie, e anche più certo. Così come sono altrettanto certo che i disastri che ha già fatto non si esimerebbe dal rifarli. E le sue chance aumentano d’ora in ora.

Partito Pensionati. Questi veramente non li posso vedere. Avete la pensione? ne sono contento per voi. Immagino che non abbiate niente da fare. Succede a molti pensionati, e molti hanno a portata di mano tante soluzioni: andare al parco a dare il pane alle anatre, oppure criticare i lavori stradali gentilmente offerti dalla municipalità. Perché non andate a guardare gli operai?

Partito Democratico. Partito cardine di un’eventuale maggioranza di centrosinistra che al proprio interno riproduce tutti i problemi che le coalizioni di centrosinistra hanno sempre dimostrato di possedere in abbondanza. Capacissimo di governare, per qualche mese. Principale hobby: la guerra interna. Massimo D’Alema ha lasciato il segno.
Sinistra Ecologia Libertà. Uno dei due problemi di SEL è capire quello che dice Nichi Vendola. L’altro problema inizia quando lo si capisce.

PSI, Partito Socialista Italiano. Caso mai non ne aveste avuto abbastanza dei socialisti.

Rivoluzione Civile. Compagno Ingroia – a proposito, complimenti per il look e per la barba, che ti invidio – ogni volta che parli mi convinco sempre di più di una cosa: ed è che non ti voterò mai.

Scelta civica. La lista del prof. Monti, a friend of mine, sostenuta da mezzi fasci e avanzi di democrazia cristiana traghettati da quel Rommel del tatticismo parlamentare che risponde al nome di Pier Ferdinando Casini. Mario Monti, il gran cooptato, come lo ebbe a definire qualche giornalista. Insegnante di economia alla Bocconi, consulente di grandi aziende, commissario europeo, capo del governo dei professoroni. Ce lo ricorderemo per l’IMU, per l’imitazione che ne faceva Crozza (“voi umani…”), e per essersi portato in squadra quella lagna della Fornero.

Movimento Cinque Stelle. Mi bastano i suoi militanti per farmi dire che anche tu, caro il mio Grillo, non vedrai mai il mio voto. Quelli di “Siamo la gente, il potere ci temono” non hanno bisogno di inventare nulla, basta gironzolare su facebook e osservare cosa combinano i tuoi sostenitori. Spero che uno di loro passi di qui e mi lasci il caratteristico commento: servo della ka$ta!!111!!!! ki ti paga? oppure scommetto le 6 pacato da Bersano!!!!11!!1! o anche pacato d Abberluscone!!!!11!!1!! (Sono molto attenti alla punteggiatura).

Fare per Fermare il Declino. Una trovata uscita dal cilindro del vulcanico Oscar Giannino, noto per gli abiti eccentrici e il bastone da passeggio, un giornalista economico distrutto dalla propria vanità: millantava master e lauree mai visti. Vicenda che ha un aspetto paradossale: io che i titoli li ho non riesco a liberarmene; a lui i titoli manco servivano eppure li ha messi lo stesso nel curriculum. Chi ha il pane non ha i denti ecc.

 

L’unica vera scelta progressista

Centro democratico. E qui arriviamo al political endorsement, come dicono quelli che ne sanno.

Tabacci in versione Stalin.

Emergo solo ora da una lunga crisi interiore. Chi mi conosce sa quali siano stati i miei orientamenti politici, quali le posizioni in gioventù, in cosa abbia creduto e per cosa abbia lottato. Non è stato facile per me rendermi conto dei miei errori, della velleità delle lotte alle quali ho dato il mio contributo. Ma alla fine ce l’ho fatta, proprio quando l’offerta politica mi ha presentato il partito che riunisce concretezza, realismo generoso idealismo: Centro democratico.

Ho deciso di votare questo piccolo ma deciso partito leninista, questo faro di ortodossia e organizzazione in una sinistra allo sfascio dove la falce e il martello sono rimasti in mano a Ferrero e ai cocci di Rifunda. Lo guida il padre dei popoli, il generalissimo Br1, il migliore amico degli scienziati, degli sportivi e dei bambini sovietici, l’artefice della vittoria nella Grande Guerra Patriottica, il pianificatore dei successi economici dell’agricoltura e dell’industria nell’Unione delle Repubbliche. Mi basta guardare quella fronte spaziosa e quegli occhi sinceri che hanno letto il Capitale per sapere che il mio voto andrà a lui.

E così sia che il mio voto di domenica 24 febbraio diventi strumento di vendetta proletaria sugli affamatori del popolo, sui grassatori, sui protettori e sui sicofanti dell’arco parlamentare, su questi biechi burattini manovrati dalla controrivoluzione imperialista: votate Centro democratico e li vedremo percorrere la via innevata verso la redenzione, quella che porta ai gulag della Kolyma. Avrai il mio voto, compagno Tabacci.

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16 pensieri su “Political endorsement: domenica al voto

  1. Pensa che io, su stimolo del mio gatto, ho cercato di creare il PFU (Partito Felino Unito), se ci fossimo riusciti avremmo potuto contare sul voto di tutti i gattofili e di tutti i gatti italiani, purtroppo non siamo riusciti a raccogliere le firme e le impronte della zampa anteriore destra necessarie, tutto a causa di un complotto dei cani e dei loro padroni.
    Ma non ci arrendiamo, la guerriglia felina è iniziata, mandiamo al canile la casta canina!!!

    Mi piace

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