Prove del collegamento fra Rettiliani e NWO

Giovanna, la cameriera di un'antica pubblicità.

Per l’inizio dell’anno 2013 vi offro altre prove dell’esistenza di un vasto complotto per sottomettere l’umanità al Nuovo Ordine Mondiale.

Tutti quanti sappiamo bene chi siano i responsabili, chi i soggetti coinvolti e i complici, quali le istituzioni e le multinazionali invischiate nei delitti che accompagnano il complotto nel suo dispiegarsi. Abbiamo già visto il cielo riempirsi di scie chimiche, le banche impossessarsi del denaro e ricattare gli stati sovrani, i governi svendere i loro cittadini agli esperimenti di ibridazione dei Grigi.

Con il testo che segue – trascrizione fedele di quanto registrato – vi forniamo un’altra prova inequivocabile dell’esistenza del Nuovo Ordine Mondiale e del suo collegamento con potenze aliene ostili. Si tratta di alcuni stralci del diario di bordo dell’ammiraglio Ssammamma Deaundy, comandante della flotta rettiliana arrivata sulla Terra il giorno 20 dicembre, come i lettori già sanno grazie alle prove messe a loro disposizione con il diario personale di Crocifissa Nihal Cosespagna.

Questi frammenti sono stati trasmessi al comando della flotta stellare rettiliana sulle onde corte. Per puro caso il diario dell’ammiraglio è stato intercettato e registrato da una nostra fedele lettrice, la signorina Giovanna, cameriera inquieta di Rovigo e radioamatrice [foto qui a sinistra]

Grazie alla signorina Giovanna, che sfida gli ascari del NWO, frottole può farvi partecipi di tali prove schiaccianti: il complotto esiste ed esistono anche i Rettiliani. Frottole spera di eguagliare la signorina Giovanna in coraggio e ardimento, ben sapendo che sotto tutti gli altri lati è una gara persa in partenza. Brava, Giovanna, brava.

Diario del comandate, data stellare 131120.12.
La Ssimbula si è unita oggi al resto della flotta. È per me un grande piacere e un molteplice onore quello di essere al comando di una nave così bella e di una flotta così potente. Sette incrociatori, due corazzate, diciotto cacciatorpediniere, più le navi di appoggio, rifornimento e riparazione.
Mentre dalla cupola di osservazione guardavamo la flotta prendere formazione intorno a noi il mio nuovo ufficiale di rotta, il tenente Ssorrir Ua, ha detto che una forza così potrebbe da sola conquistare un intero settore. Non esagera: la potenza di fuoco dei vascelli, i trecento caccia della Ssimbula, i seimila marines imbarcati, rendono questa flotta una delle forze d’urto maggiori di questo ammasso, ed è giustamente l’orgoglio dell’Oligarchia.
Io e il mio secondo, Ssaabb Agassa, abbiamo fatto una scommessa. Per me una flotta simile è senza dubbio destinata al sistema di Ssugurru, dove la sua potenza romperebbe lo stallo in cui versano gli assedi che vi stiamo conducendo. Per il secondo ufficiale invece saremo mandati nel settore di Ssavurca, obiettivo quasi certo della prossima grande offensiva.
Nano tornato. Annuncio ufficiale presso terza camera parlamento. Consigliato avviamento procedure piano emergenza little italy. Seguono valutazioni nostro analista. *La redazione stima che le ultime quattro frasi siano da attribuirsi a un cablogramma dell’ambasciata americana a Roma, intercettato per caso, che ha finito per coprire una parte del diario di bordo.*

Diario del comandante, data stellare 161120.12.
Siamo in viaggio verso le porte di Tannhäuser e procediamo alla massima velocità possibile. Purtroppo tale velocità non è quella prevista dai progettisti.
Il tenente Corr Honka e l’ingegnere capo Ssub Uginu erano disposti a correre il rischio di spingere le macchine alla massima potenza. Dopo attenta riflessione il consiglio di guerra ha votato contro la loro proposta. È stata una saggia decisione.
La flotta al momento marcia a una velocità inferiore di 10 parsec/luce/secondo a quella massima stimata dai progetti. Nonostante ciò un’avaria ai motori ha già costretto il cacciatorpediniere Kon’kali a rimanere indietro. La proposta dei due ufficiali, per quanto ben argomentata, non ha fatto i conti con una spiacevole realtà. I collaudi dell’apparato motore sono stati approssimativi e a volte non sono stati effettuati – ma sempre e comunque registrati negli appositi moduli per le certificazioni di risparmio energetico.
Ho fatto portare la documentazione nella mia cabina per esaminarla. Si tratta di sedici carriole: ci vorrà del tempo, ma sono intenzionato a venire a capo della questione, e in ciò ho il pieno e incondizionato appoggio dei miei ufficiali. Non si può rimandare ulteriormente, è arrivato il momento di fare chiarezza circa queste prassi amministrative del tutto inaccettabili. A causa di queste cattive abitudini l’intera flotta corre ora un grande pericolo, pericolo che in zona di guerra le sarebbe senza dubbio fatale.
Ci troviamo nell’incresciosa situazione di dover correre verso le porte di Tannhäuser perché afflitti da penuria di viveri, e dall’impossibilità di rifornirci presso la vicina base di Orione, bloccata da uno sciopero degli scaricatori che va avanti senza interruzione da otto orbite standard, sciopero che ha messo in crisi la già traballante economia del sistema.
Quali che siano le difficoltà dell’economia su Orione, a niente è servita la nostra disponibilità a pagare tutte le ore lavorate come straordinari in giorno feriale, e di pagarle a pronta cassa. Né ha sortito alcun effetto la nostra minaccia – puro bluff – di aprire il fuoco sulla base.
Il risultato è che siamo costretti a correre verso le porte di Tannhäuser, privi di altre possibilità di rifornimento, e con le scorte alimentari in gran parte contaminate.
A questo riguardo il consiglio di guerra all’unanimità ha deciso di esaminare puntigliosamente la documentazione relativa agli approvvigionamenti della flotta. Si tratta di altre diciotto carriole di permessi, certificazioni di origine controllata, bolle di accompagnamento, che sarà mia premura controllare il prima possibile e con la maggiore attenzione, per il bene della flotta e dell’Oligarchia.

Diario del comandante, data stellare 161120.12. Supplemento.
La flotta ha superato con successo la sua prima emergenza e può dirsi baciata dalla fortuna, cosa che ha sempre un effetto positivo sul morale degli equipaggi. Il nostro arrivo alle porte di Tannhäuser ha fortuitamente coinciso con la cessazione delle agitazioni sindacali che anche qui bloccavano (a nostra insaputa, e sia detto che ciò non fa onore a nostri servizi informativi) le attività dello spazioporto.
Secondo la stampa locale l’agitazione si è conclusa quando una folla inferocita ha invaso la sala assembleare del palazzo planetario, dove da tre orbite standard i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro discutevano i nuovi contratti, mangiando e bevendo con larghezza a spese della popolazione.

Diario del comandante, data stellare 011220.12
Per il morale degli equipaggi è stato un duro colpo, ma non era possibile tenere nascosta la notizia. Meglio prevenire il problema, come dice il nostro bravo medico, dottor Ssug Unnu, che curarlo. Gli equipaggi sono legittimamente delusi.
Per chi si aspettava la guerra in un settore importante, il ritorno carico di onori e di gloria, la notizia che la flotta fa rotta per la Terra è poco meno che una condanna a morte. Il cifrato della Flotta Stellare ha mandato in frantumi le discussioni che avevamo imbastito, ognuno sostenendo la sua ipotesi circa la futura missione.
Il consiglio di guerra ha accolto la notizia con sommo stupore, quasi incredulità. Ci aspettavamo il combattimento e la vittoria, la conquista di nuove province, nuovi popoli, nuove razze. Non posso nascondere che io stesso speravo con tutta l’anima di essere assegnato al settore di Ssugurru – cosa riguardo alla quale avevo anche scommesso con l’ufficiale di rotta – dove coprirmi di gloria con la conquista di pianeti e lune.
Da un simile acquisto avrei tratto onore e fama grandissimi per me e la mia famiglia. Avrei accumulato un grande bottino di schiavi e materie prime, con il quale avrei ripagato i debiti contratti per taroccare il concorso che mi ha assegnato il grado, gli avvocati per difendermi in tribunale per le malversazioni che compirei governando le province conquistate. E con la restante parte avrei vissuto da signore per il resta della mia vita, onorato come benemerito dell’Oligarchia, genocida dei Ssugurriani, come mio padre fu a suo tempo: un esempio per i concittadini, come io vorrei essere. Dovrò aspettare, non ancora è arrivato il mio momento di dare all’Oligarchia una vittoria.
Una simile flotta diretta verso la Terra. Non riusciamo in nessun modo a capire il motivo. La conquista del pianeta sarebbe inutile – e oltremodo facile anche per una forza modesta, visto il livello tecnologico degli abitanti. È un sistema scarso di risorse, abitato da una civilizzazione primitiva e improduttiva, incapace di ulteriori sviluppi. Cosa può portare all’Oligarchia la conquista di questo orticello abitato da scimmie?

Diario del comandante, data stellare 171220.12
A poca distanza dalla meta il nostro viaggio subisce l’ennesima battuta d’arresto. A causa di un’avaria al motore della Ssimbula la flotta è ferma nell’orbita del quarto pianeta del sistema dei Terrestri. È una roccia del colore della ruggine del ferro, che i Terrestri chiamano, con la scarsa fantasia che caratterizza quella razza primordiale, pianeta rosso. A volte invece lo chiamano Marte, dal nome di un loro antico dio della guerra, oppure Barsoom, da un libro di storie senza fondamento.
Ci siamo messi in contatto con i Terrestri appena possibile. Non è stato facile e abbiamo sbagliato frequenza per tre volte, trovandoci a parlare in diretta attraverso i microfoni di una stazione il cui nome pare essere Radio Maria, nome che non siamo riusciti a tradurre. Gli effetti sembrano essere stati assai comici – così ci hanno detto i rappresentanti della popolazione con cui ci siamo collegati, quel Nuovo Ordine Mondiale di cui si parlava nel cifrato della Flotta Stellare ricevuto in data 091220.12.
Per quanto appartenenti a una razza primitiva e superstiziosa, spiritualmente e tecnicamente inferiore anche ai più selvaggi a noi noti, ci hanno dato l’impressione di essere amichevoli e affidabili. Non sono in grado, a causa della ristrettezza di mezzi, di aiutarci con l’avaria dell’apparato motore. Sanno di non esserne in grado, ma non hanno mancato comunque di offrire il loro aiuto, sapendo che non avevamo altra opzione che declinare. Volevano fare bella figura con poca spesa.
I nostri tecnici sono ancora al lavoro sul danno e raddoppiano continuamente i loro sforzi. Non ho intenzione di mancare all’appuntamento pattuito con questi rappresentanti del Nuovo Ordine Mondiale. Questi sono gli ordini della Flotta Stellare: saranno eseguiti puntualmente, a ogni costo. Questo nonostante le perplessità sul contenuto delle istruzioni stesse, che in ogni caso non sono da discutere. Gli ordini sono di raggiungere la Terra e prendere contatto con questi rappresentanti alleati dell’Oligarchia nei tempi previsti e stabiliti: così faremo.
Rimaniamo in attesa del prossimo cifrato che ci darà le istruzioni su come rapportarci a questa stirpe di Terrestri.

Diario del comandante, data stellare 191220.12.
Il cifrato con le ultime istruzioni è arrivato in concomitanza con il rapporto dell’ingegnere capo Ssub Uginu che ci segnalava il completamento delle riparazioni. Mentre ripartivamo alla volta della Terra ho dato lettura del cifrato al consiglio di guerra. Siamo senza parole.
Spediti qui per partecipare a una celebrazione di difficile comprensione, di difficile inquadramento scientifico, di nessuna utilità all’Oligarchia. Una forza come la nostra dispiegata per compiacere questi primitivi, fingendo di partecipare alla loro sciocca fiducia in profezie di razze estinte da migliaia di orbite. Allora questa è la nostra missione, fingere con questo pugno di selvaggi che complotta per avere il dominio del pianeta, ed è ben lontano dall’ottenerlo, che tutto è come sempre avevano pensato, o avevano voluto pensare.
Obbligati a nasconderci come ladri agli occhi della massa della popolazione che infesta il pianeta e dei suoi governi. Istruzioni che umiliano dei rettili di guerra quali noi siamo. Mascherare questa forza militare da flottiglia di barche da vacanza, e ormeggiarla al molo di una località strategicamente ininfluente chiamata Porto Cervo – così ininfluente che abbiamo fatto fatica a trovarla sulle mappe. Anche i rappresentanti del Nuovo Ordine Mondiale si sono mostrati stupiti. E inoltre mascherare noi stessi: che onta, prendere l’aspetto degli abitanti di questo mondo.
“Occultare l’equipaggio, rinunciando a divise e decorazioni”. Già questa, da sola, è un’umiliazione bastevole per molte vite. Ma il resto! vestire con i segni esteriori di una specie di corporazione dei Terrestri. Due dei miei ufficiali – il capitano Ssau Dda, il tenente Ssuubb Agasseri: ne riporto i nomi, a loro maggior gloria – hanno preferito il suicidio piuttosto che disonorare la loro uniforme vestendosi da “Mafiosi Russi”. Non è da biasimarsi questo loro atto estremo, degno è d’ogni onore il loro gesto, sebbene rasenti l’insubordinazione.
Il consiglio di guerra, nel generale cordoglio per questi fatti luttuosi e tristi e abbattuto da queste istruzioni umilianti, ha proceduto a emanare gli ordini dettagliati per obbedire alle istruzioni di cui sopra. Noi stessi – darò l’esempio, per quanto mi costi – ci accingiamo a vestirci da “Mafiosi Russi”, nonostante sia evidente, a chiunque abbia occhi per vedere, che l’abbigliamento di questa corporazione si distingua per un cattivo gusto più unico che raro: veri tamarri, esibizionisti, volgari e arricchiti.

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3 pensieri su “Prove del collegamento fra Rettiliani e NWO

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