Fare gli scrittori oggi: perché?

Una locandina della Bohème di Puccini.

Borghese o proletario che sia, si sa che l’Italiano medio in tutta la vita legge sì e no un libro solo: il sussidiario delle elementari, e certi nemmeno arrivano all’ultima pagina. Nonostante ciò, è pieno di persone che di mestiere vogliono fare lo scrittore.

Sinceramente non capisco. Capirei se volessero fare il deputato: ottimo salario, nessuna responsabilità; lavoro un po’ noioso, ma benefiz aziendali di ottimo livello. Capirei anche se volessero fare i preti: divisa sobria ed elegante, il prestigio del lavoro per un’azienda leader del settore, un settore che non conosce crisi.

Capirei se volessero fare gli astronauti, gli esploratori in Amazzonia, i muratori: lavori pericolosi, sempre sulla breccia, in faccia all’ignoto. Ancora capirei se volessero fare gli impiegati pubblici: il pane del re, il servizio dello Stato, “non sfruttare e non essere sfruttato”, lo stipendio fisso, l’inamovibilità.

Qualcuno di voi ha degli amici che vogliono fare gli scrittori? Ma guarda, tutti quanti. A parte tu, che lavori nella fabbrichetta di papà. Come al solito non hai capito di cosa stiamo parlando. Torna a giocare con le macchinine, vai.

 

Come si diventa scrittori in Italia

Ma perché desiderare di fare gli scrittori? Eppure questi che vogliono fare il scritore sono un’armata d’occupazione in piena regola, con tanto di armi pesanti. Due passi su facebook e ne incontrate una pattuglia mentre rastrella partigiani o compie angherie sui civili inermi. Sono quelli che sono così convinti di essere scrittori da scriverselo nel nome dell’account.

A cosa devono tale altisonante titolazione? Hanno forse dato alle stampe un romanzo sui lupi mannari con la pleurite presso Prestanome Edizioni s.r.l., editore a pagamento che ti fa acquistare cento copie? No. Il romanzo è ancora inedito.

Basta molto meno per diventare scrittori, è sufficiente aver spedito a ogni editore il proprio romanzo summenzionato, o il poema epico sulla battaglia di El Alamein. Adesso che hanno causato dolore fisico a tutti i redattori del Reame possono dirsi scrittori. E il mondo deve sapere, anche su facebook: e da qui i Cippa Lippa Scrittore, i Come Fosse Antani Poeta. Ad ogni modo l’orbe terracqueo aveva già avuto qualche sentore, perché i Cippa Lippa e gli Antani da mesi non facevano che postare in bacheca foto di tramonti con citazioni di poeti maledetti o frasette edificanti sullo stile delle Edizioni Paoline.

 

Perché si diventa scrittori?

Perché gli Antani e i Cippa Lippa vogliono fare gli scrittori? Per parafrasare Vulvia: qualcuno li spingeva, c’erano dei spingitori di scrittori? Se vi accontentate, provo a rispondere e lo faccio tramite un elenco puntato, stendardo dei blogger che ne sanno.

  • In primo luogo è pieno di gente che vuole fare lo scrittore per il semplice motivo che è pieno di pazzi. Non è un caso se Erasmo da Rotterdam, la lettura preferita dal dottor Silvio Berlusconi, faceva un elogio della follia, perché dalla follia proviene tutto ciò che di grande e importante si fa in questo mondo miserabile. Se non ci fossero dei pazzi, per esempio, dove mai si troverebbero dei coraggiosi disposti ad andare in battaglia, a fare a fila alla ASL, a dare l’esame di diritto degli appalti? Se non ci fossero i pazzi, forse nessuno proporrebbe a un editore il suo libro e il mondo si troverebbe senza storie da leggere. Non dico che sarebbe un male. Ma di sicuro gli editori e i librai avrebbero di che lamentarsi. Il peggio è che si lamenterebbero con il Parlamento e si sa come va a finire quando ci va di mezzo quella chiassosa assemblea in cerca di padrone.
  • In secondo luogo il mondo è pieno di vanitosi. In Italia, dove non ci facciamo mancare niente, i vanitosi coincidono con la popolazione censita, fatti meno alcuni eremiti e i fortunati analfabeti integrali. Cosa non si fa pur di vedere il proprio nome sulla copertina di un libro? Nessuno vuole mai spendere un soldo, ma quando si tratta di pubblicare il risultato delle proprie veglie, ecco che il valsente esce copioso dal conto in banca per entrare nelle tasche degli editori a pagamento, diabolica genia. Chi paga per pubblicare, lo avrete notato, ha sempre la scusa pronta: ma Montale, ma Palazzeschi, ma Moravia… Mi rifiuto di commentare, mi limito a notare che anche in questo settore ci qualifichiamo per abitanti del paese di così fan tutte.
  • Dal secondo punto derivano infallibilmente il terzo e il quarto. Quanti ne abbiamo visti vantarsi di studi profondi e di conseguenza imitare autori che vestono da cani e in ogni romanzo riescono a inanellare in sequenza i vocaboli apotropaico e inane? Ditemelo voi, perché io ho perso il conto anni fa. Più realisti del re, certi imitatori sfegatati si ricoprono con giacchette di pelle che sembra proprio pelle di cane e infilano le parole inane e apotropaico in ogni pagina della loro fatica letteraria. Si credono intellettuali d’avanguardia. Mi ricordano i politicanti di SEL che in campagna elettorale cianciano – per motivi inspiegabili alla scienza – della guerra civile spagnola, di cosa avrebbero fatto e detto se fossero stati maggiorenni nel ’36, di come la loro mano avrebbe impugnato l’armi per la causa internazionalista e per il POUM. Grazie tante e arrivederci: fuori dal Parlamento e dalle librerie.
  • Ultimo, ma non per importanza. C’è chi vuole fare lo scrittore perché pensa che sia un lavoro facile e prestigioso. Questo è il modello più gettonato, ché si sa che in Italia il pressapochismo è sempre à la page. Chi vuole farsi scrittore di prestigio a zero fatica ha letto un sacco di libercoli degli autori che vanno di moda. Sono quegli autori che se di loro dite che vi causano un violento riflusso gastroesofageo, ecco che vi dicono che siete snob. E a dirlo saranno degli snob micidiali, quelli con la sciarpina, che affollano ogni occasione in cui lo scrittore alla moda va a fare sfoggio della sua cultura pericolante e del suo senso dell’umorismo da radical chic. Sono quelli che lo vanno a sentire perché “è de sinistra”, ma cosa abbia di sinistra ci deve ancora essere spiegato. E allora sì che sarebbero risate, finalmente.

 

Ma insomma, perché?

Lo so, fremete per dirlo voi e intanto già vi sento, vociante pubblico, mentre chiedete che sia io a farlo: “Basta tergiversare! Orsù, ci sia alfin rivelato perché tutti vogliono fare di mestiere lo scrittore, specie del modello che va per la maggiore, il pennarulo che piace ai radical chic.” Ebbene, lo si dica e dichiari a piena a voce, le genti sentano ciò che non vogliono sentire: è pieno di persone che vogliono fare lo scrittore perché lo scrittore piace alle donne: tutte lo desiano, pulzelle e maritate, carampane e minorenni infoiate.

Il gioco è scoperto. Ovunque vi girate, c’è qualcuno che vuole scrivere perché pensa che così rimorchierà le ragazze. Vi dirà che poi male non fa, che magari diventa ricco e famoso, oltre che seduttore seriale. Diteglielo chiaro e tondo: che se lo tolga dalla testa. Il suo modello sia invece Marcello della Bohème di Puccini: un poetastro che scrive rime d’amore e articoli per un giornale che si chiama “Il castoro”, rintanato in una soffitta gelata e che per di più deve dividere con altra gentaglia della sua risma: uno studente di filosofia, un musicista, un pittore. Vada per il pittore, ma i musicisti e gli studenti di filosofia sono difficili da sopportare, i primi suonano e i secondi strombazzano in continuazione.

Se poi Cippa Lippa Scrittore e Antani Poeta vi dicono che Marcello si porta a letto la bella Mimì, quindi fare lo scrittore serve a rimorchiare, potete ribattere facendo notare loro che la Mimì ci aveva la tubercolosi.

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43 pensieri su “Fare gli scrittori oggi: perché?

  1. Per fortuna che ci sei tu che, unto da Dio, ci delizi con cotanto sapere letterario e spirito di sacrificio, magari da anni rintanato in qualche soffitto, da sempre destinato alla professione di scrittore. Sei sicuro che le tue manine non siano state derubate alla nobile arte della muratura ???? Ma neanche saprai che significa lavorare con la “L” maiuscola…… Ridicolo !!!

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  2. Mi sa che abbiamo qui il primo Antani Poeta della giornata… si sente dallo stile mediante il quale espone le sue fantasiose idee, purtroppo tutte sbagliate. Ma via, non si può avere tutto dalla vita, dico bene?

    Ho giusto da farti notare questo: al massimo si sta rintanati in soffitta, non nel soffitto. Comunque era una mansarda, gli anni sono stati due e ci si stava benissimo. Dalla finestra vedevo la cupola del duomo.

    Ti saluto, torna quando vuoi.

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  3. ma infatti mi stavo chiedendo pur io come facevi a stare nel soffitto.
    che fai? ok, le spese per una stanza sono alte, ma l intercapedine non è eccessivo?
    comunque è vero, ha ragione l Anonimo qui sopra: per fortuna ci sei tu, unto da Dio (o da chi per esso), che ci delizi con i tuoi post, sublimi da leggere.
    che qui basta andare a capo un poco più spesso che tac, ci si sente poeti in erba.
    (se la fumassero pure di tanto in tanto magari…)

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  4. C'è una crisi degli alloggi che fa spavento, gli stipendi sono bassi, gli affitti alti, non entro mai in graduatoria per gli alloggi popolari… ma finalmente qualcuno mi suggerisce la giusta soluzione: basta affittare camere intere, ci si accontenti dell'intercapedine!

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  5. Al signor Anonimo bisognerebbe spiegare che l'arte della muratura non è incompatibile con quella della scrittura: esistono, infatti, certi libri che possono essere utilizzati al posto dei mattoni. Posso assicurare (e qua si tratta di comprovata esperienza) che certi libri di qualche poetastro o scrivano della domenica sono in grado di reggere una parete meglio di un blocchetto. Ben vengano quindi gli scrittori di serie B e i loro libercoli… Il mondo dell'edilizia ringrazierà!! 🙂

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  6. Miiii, si sente che hai fatto studi classici, chiaro che tu hai uno stile ineccepibile, subito pronto a correggere, ma è ovvio che i tuoi lavori non necessitano di editing. Tu semini cultura. Sei proprio un ganzo delle parole. Ah, Antani ci sarai tu, snob da quattro soldi !!! Vai a lavorare come tutti quelli che se lo guadagnano…..Grosso testicolo !!!

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  7. Il soffitto è la superficie che fa da limite superiore interno in una stanza. Non è, generalmente, un elemento strutturale; si tratta della parte inferiore di un tetto o di un piano superiore.

    I soffitti, soprattutto nel passato, erano spesso decorati con affreschi o mosaici. Uno dei soffitti affrescati più famosi è quello della Cappella Sistina, di Michelangelo Buonarroti.

    Un particolare tipo di soffitto è quello a cassettoni, con scomparti regolari solitamente quadrati……..E RIPETO : TESTICOLO ABNORME. IMPARA TU LE PAROLE !!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  8. “torna quando vuoi”: mai l'avessi scritto.

    Continui a non azzeccarne nemmeno una, ho formazione scientifica.

    L'eleganza con cui chiudi il commento ti qualifica: una persona la cui ineducazione è superata solo dalla sua mancanza di educazione. Continua così, farai strada.

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  9. Patetici?? No grazie..preferisco i peripatetici. 😛 Poi io non sono un fenomeno da penna. Io sono l'erede di Virgilio: infatti, ho l'abitudine di girare per casa con una corona d'alloro e una tavoletta di cera. Voglio rispondere anche alla tua proposta di imparare un mestiere: perché dovrei andare a lavorare quando ho la fortuna di aver incontrato (virtualmente) un caso da clinica psichiatrica come te?? Che vadano in malora il lavoro e la mia vita sociale. Sinceramente è più divertente avere a che fare con un fenomeno da Gran Guignol come te. Mi sento di ringraziarti di cuore perché hai dato un nuovo senso alla mia vita.. una vita priva di aspetti divertenti. 😉 Anzi, visto che ci sei manda pure una foto del tuo cranio..da buon lombrosiano voglio studiarlo per bene onde capire quali sono le tue anomalie. 🙂 Ps. oltre a sparare cazzate sai pure cucinar le torte? :O

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  10. Merda, quindi non si cucca? Niente niente? Ma che lo faccio a fare allora?
    Comunque, Alessandro, vedo che hai colpito nel segno: prima ancora dei complimenti per l'articolo divertente e in gran parte vero (manca qualcosa, come il fatto di aver comprato un computer e riuscire a calcare tasti in sequenza), arrivano gli insulti per la sua assoluta inutilità.

    “Ecco, meglio il calcio nei coglioni dal nemico che la carezza dall'amico” direbbe Jean Jacques Revenderot leggendo i commenti. E avrebbe ragione, se fosse vivo.

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  11. Reverendot?
    Non si sa bene come, non si sa bene il perché, ma pare che fu visto l'ultima volta completamente ubriaco, camminare su una banchina della Senna avvolto nella nebbia. Urlava: “Cammino sulle acque, datemi altro vino. Sono Gesù e lo moltiplico, anzi di più: ne calcolo la derivata!”.
    Ma è una leggenda.

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  12. Articolo splendido. E in effetti il numero d'aspiranti scrittori rasenta spesso l'inverosimile… Ma gran parte vuole scrivere a mano e pubblicare cartaceo, quindi dal mio punto di vista, scarso pericolo… 😀

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  13. AHAHAHAHAHAHAAH “Stefy” sei forte. Che paroloni eruditi. Io sarò un fenomeno da Grand Guignol ( che si scrive con la “d” finale. Mi cadi in basso. Che erroracci per una mente eccelsa come la tua e quella di tutti quelli che sono “veri” scrittori come voi che state qui a masturbarvi la mente con blog inutili come questo. E qualcuno ve lo doveva pur dire, che diamine !!!) Immagino che le librerie trabocchino dei tuoi scritti e di tutti quelli come te. Punto primo : son certo che tu abbia il più grande cranio da glande che si possa incontrare in circolazione, pertanto sarebbe sufficiente studiarti al basso ventre per capire che genere di sostanza in putrefazione tu sia. Ah, per finire son certo che le torte riesca a farle meglio tu col fondoschiena! ……. Il vostro problema come riportato ” nella psicopatica introduzione al blog” è che siete un pizzico invidiosi di quelli che agganciano ragazze con le parole. A voi nemmeno quello riesce, manica di frustrati !!!!!………

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  14. Ahhhh, “Stefy”, Grand Guignol si scrive con la “d” finale, mi cadi proprio su erroracci del genere con la mente eccelsa che ti ritrovi. Preferisco essere un fenomendo da Grand Guignol che un pagliaccio da circo Togni quale tu sei e non fai nemmeno ridere. Anzi, a dirla tutta, neanche pietà. Sei patetico come tutti quelli che stan qui e si sentono scrittori provetti. Son certo che le librerie traboccheranno di opere vostre. Miseri !!! Per quanto riguarda la testa son certo, piuttosto e anziché no, che la tua sia un glande piuttosto enorme,per studiarla è sufficiente controllare al basso ventre per constatare che genere di sostanza in putrefazione vi sia. Evinto che la tua vita temo non avesse senso e continuerà a esserne carente, ritengo che le torte a te riescano meglio fatte col fondoschiena tuo…. Ah, dimenticavo: Cari frustratoni, Siete un pizzico invidiosi di quelli che con le parole agganciano le ragazze,poiché a voi riesce difficile se non impossibile pure quello. Fatevene una ragione. Finché pontificherete introduzioni deliranti come in questo blog, susciterete solo tanta ilarità e commiserazione. RIDICOLI !!!

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  15. No, Madeddu la smetta! Non può demolire il mio sogno, dannazione.

    Scherzi a parte, scrivere mi piace ma non l'ho mai considerata come posibile alternativa al mio lavoro. So come la pensi e lo condivido in pieno.

    Mi piace molto leggere, mi piace ascoltare. Mi piace molto stare dall'altra parte di un messaggio. Ma a volte ho voglia di essere a diffonderlo, quel messaggio. Non ho ancora capito se, dal momento stesso della pubblicazione del mio primo (e probabilmente ultimo) e-book, potrò considerarmi alla stregua di quelli che qualcuno definisce “scrittorini” o “scrittor-hobby”. So solo che non m'importa di vedere il mio nome su una copertina, ma tengo molto al fatto che le mie parole possano arrivare a un gran numero di persone.

    La cosa più triste in cui mi sono imbattuto è il forum per l'assistenza agli autori autopubblicati su Amazon. Se non l'hai sbirciato, ti consiglio di farlo. C'è gente che ha riempito con il link al proprio libro del cazzo tutti i thread di assistenza, persino quelli sulla formattazione degli e-book. Non ti nascondo che questi atteggiamenti da morti di fame mi hanno spinto più volte a riconsiderare ciò che stavo per fare. Non vorrei mai essere come loro.

    Credo di aver scritto un commento inutilmente lungo e incoerente. Concludo con una sola frase: il mio rapporto libri letti/scritti è ancora fermo a centinaia/zero. Se ci sono, in Italia, più scrittori che lettori non è colpa mia.

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  16. Cribbio, hai una velocità di risposta pari a quella di un treno delle ferrovie dello stato!! Mi dispiace di averti costretto a non dormire la notte per pensare questa risposta.. Comunque non ho scritto un errore: tu sei proprio da “Gran Guignol” cioè sei la versione del “Grand Guignol ma non posso”.. 😀 Poi ho notato che sei fissato con le parti basse e con le sostanze putrescenti. Devo interpretare tutto questo come una forma di perversione dovuta a dei traumi infantili? Ti prego, rassicurami in merito che ci tengo alla tua salute :O Poi sinceramente usare termini come “glande” per offendere le persone mi sembra una forma di ingratitudine nei confronti del fallo.. Povero Priapo. 😦 Al massimo ispirati a Schopenhauer se vuoi insultare con stile. Lo dico per te: il tuo frasario sembra quello di Pino Scotto e non quello di un eccelso letterato. 🙂 Poi, se sei pieno di ragazze perché perdi il tempo con noi, poveri, sfigati e abbruttiti internauti?? La compagnia femminile dovrebbe risultare più congeniale a un Casanova come te. 🙂 Ps. ma le ragazze si agganciano come si agganciano due vagoni?? :O

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  17. Che ci vuoi fare, sono destinato a un posto nel genio sabotatori.

    Facciamo triste vita noi che non abbiamo nulla contro l'autopubblicazione ma vediamo come si comportano certi autopubblicati, fra spame e recensioni di vecchie zie. Ma quello riguarda anche chi viene pubblicato con tanto lancio pubblicitario, possiamo stare tranquilli 🙂

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  18. Inutile girarci intorno, la colpa è sicuramente degli spingitori di scrittori. Quello sì che è un mestiere che rende di questi tempi.
    Cmq a parte le tue delizione riflessioni sul fenomeno, trovo davvero inquietante e preoccupante che qualcuno si senta chiamato in causa fino all'insulto…

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  19. Bisogna farci l'abitudine, internet ha questa curiosa caratteristica. Se dichiari che un certo comportamento è idiota, coloro che lo praticano, invece di andare a nascondersi o far finta di niente, si inalberano e sbraitano come isterici. Cosa che di fatto equivale a dichiarare che loro appartengono alla categoria degli idioti 🙂 Son ragazzi, cresceranno.

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