La lettera di rifiuto dell’editore

Il cippo commemorativo della battaglia di El Alamein.

L’argomento di ieri, non troppo serio, era perché tutti vogliono fare gli scrittori. Il successo di pubblico è stato notevole, complice anche un commentatore spericolato e anonimo (o meglio, che crede di essere anonimo). L’anonimo ammiratore probabilmente fa parte della schiera degli Antani Poeta e dei Cippa Lippa Scrittore, l’armata di coloro che se lo scrivono nel nome di facebook. Altrimenti non si spiegherebbe la reazione isterica e sconclusionata del nostro.

Comunque, visto che la scrittura è un tema che attira, cercherò di fare il bis. Quella che segue è una lettera di rifiuto spedita da Cadorna, editor per la collana di poesia delle Edizioni Carsiche, a Giovann’Antani Poeta. La lettera di rifiuto di un editore, come quella di un ufficio del personale, è uno dei fenomeni naturali più rari del pianeta. Antani Poeta potrà raccontare ai suoi nipoti di averne vista una.

 

Gentile dottor Giovann’Antani Poeta,

è con dispiacere che Le comunico che la nostra editrice non può inserire nella collana di poesia contemporanea il materiale che Lei ha avuto la compiacenza di sottoporre alla nostra attenzione. In particolare i redattori sono rimasti alquanto perplessi da Danzando con il Ghibli, breve poema epico che Lei dedica alla seconda battaglia di El Alamein.

Le riassumo le motivazioni addotte dai redattori. Non mi dilungo troppo per non rubarLe tempo.

In primo luogo abbiamo trovato di difficile inquadramento l’amalgama di stili differenti e il pastiche linguistico onnipresenti nel testo. Per farLe un esempio le riporto due passi posti a brevissima distanza, tratti dal libro II:

Indi una man fra le sue gli prese
e con volto fermo e parole alate
il disse: “gran cimento attaccar difese.”
e poco dopo:

sabbia ferro cingoli sabbia
zang tumb tumb

Abbiamo colto e apprezzato la citazione di Marinetti, ma l’effetto complessivo ci lascia nondimeno incerti.

Anche sul piano tematico abbiamo avuto alcune difficoltà. Quella che segue è la mia personale interpretazione.

Rommell e Montgomery appaiono come le versioni moderne di Cesare e Pompeo della Pharsalia di Lucano. Il loro scontro diventa una guerra tutta interna alla civilizzazione occidentale, che in essa si perde e consuma mentre lascia liberi i suoi nemici: l’industrialismo americano e il comunismo sovietico. L’industrialismo e il comunismo, nel libro IV, palesano la loro vera natura: forme dell’ebraismo internazionale. Mi permetto di suggerirLe di smussare un poco questa sua posizione.

Questo è più o meno chiaro. Anzi, a volte diventa forse eccessivamente esplicito, come i versi conclusivi del libro IV, dove i commissari del popolo e i padroni delle Corporation vengono descritti come

stirpe circoncisa e sanza patria

Ma se questo è chiaro, meno chiaro mi è il significato di altre figure. Una su tutte: il generale Ettore Bastico. Per quanto io abbia letto, e con gusto, i versi in cui viene descritto il miracolo della moltiplicazione della benzina avio, non riesco a capire per quale motivo siano stati attribuiti dei caratteri messianici a tale personaggio della nostra storia militare.

Non La incomodo ulteriormente. Tengo comunque a farLe sapere che ho molto apprezzato l’impaginazione del file e l’uso del carattere Garamond, del quale sono da sempre un fervente sostenitore.

Le mando i miei più cordiali saluti e La ringrazio ancora per averci proposto il Suo materiale.

Firmato Cadorna, Edizioni Carsiche

***

La lettera del buon Cadorna, così cortese e puntuale, ci insegna molte cose. Chi ha a che fare con le lettere di rifiuto – da quelle d’amore a quelle editoriali – dovrebbe prenderla a modello. Vi troverà tutti gli elementi fondamentali del rifiuto corretto e senza appello: le formule di cortesia, l’esposizione sincera dei difetti riscontrati, una chiusura gentile, che rende conto anche delle qualità. Perché, per quanti siano i difetti, un pregio si trova dappertutto.

Advertisements

13 pensieri su “La lettera di rifiuto dell’editore

  1. Scusate se non mi chiamo Alessandro (Qui è un covo di Alessandri).

    In ogni caso, Madeddu, questa lettera è fantastica. Meglio, molto meglio di quelle che ricevo io che bene o male sono in questo stile:

    “Sig. Fadda, la prego di voler inviare il file corretto perché in quello che ha inviato c'era un'accozzaglia di luoghi comuni, perifrasi inconcludenti, allitterazioni, avverbi su avverbi, passaggi didascalici e pure retorica da quattro soldi. Dica pure a suo figlio di smetterla di giocare con i suoi files. Se invece era il testo che voleva sottoporci, non prenda in considerazione questa mail e attenda fiducioso.”

    Mi piace

  2. Da qualche parte hanno impiantato la fabbrica degli Alessandro.

    Comunque lamentati con questo editore: che almeno ti chiami dottor Fadda. In Italia il titolo di dottore non si deve negare a nessuno, come detta la costituzione dove parla del diritto allo studio.

    Mi piace

  3. Ti ringrazio, Romina. E grazie anche di essere passata da queste parti!

    Una lettera di rifiuto costruttiva è invero utile assai. Ma il tempo a disposizione è quello che è, la quantità di proposte che si ricevono è inquietante. Di solito gli editori devono adottare il principio del silenzio-dissenso 🙂

    Mi piace

lasciate la vostra opinione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...