Il segreto dei sondaggi

La faccia del troll dei meme.

Il Giornale dice che Enrico Letta ha fatto cadere il governo. Perché mai non dovremmo credere a sì autorevole quotidiano? Cattivo, Letta, cattivo. Grazie a te adesso ci tocca una nuova campagna elettorale. Questa storia sta diventando sfiancante.

Anche questa, come ogni campagna elettorale che si rispetti, sarà un tripudio pirotecnico di interviste a campione, sondaggi, sonde spaziali e ricchi premi. Da quelli del Giornale, che diranno che il Cavaliere vince 10 a 1, a quelli del TG3 che stabiliranno che il Cavaliere è morto in data 25 aprile 2012.

Prepariamoci anche noi all’eventualità di incontrare un intervistatore… anzi, facciamo il contrario, mettiamoci nei panni dell’intervistatore. In genere è divertente, ogni volta che l’ho fatto sono tornato con aneddoti clamorosi. Qualcuno ha fatto l’intervistatore per dei sondaggi? alzate la mano. Qualcuno, bene. Il tizio che lavora nella fabbrichetta del papà oggi non c’è? peccato, sono sicuro che lui ha molta esperienza in materia.

Armati di moduli e matita copiativa (ne approfittiamo per aiutare l’elettorato del Movimento Cinque Stelle a familiarizzare con questo ritrovato della tecnica moderna), ce ne andremo in giro a chiedere alla gente che partito voterà. Ricordate di appuntarvi alla camicia un badge con il vostro nome e cognome e l’istituto di appartenenza: sono uno strumento di potere. Sul mio ci scrivo dott. Alo M. e ci aggiungo anche il simboletto araldico del mio ciclo di dottorato: scudo argento con salame in campo bianco e il motto ad aratrum nati.

 

Gli elettori di fronte all’intervistatore

Facciamo finta che le Leggi di Murphy per oggi cessino di avere validità e corso. Non solo incontriamo cinque elettori che ci rispondono, ma hanno tutti intenzione di votare partiti diversi.

Primo elettore. Ci ascolta, annuisce e dichiara con voce ferma: “Voterò il PD.” E mentre lo dice la sua faccia si trasforma in quella del troll dei meme. Ha pensato questo: “Chi fa i sondaggi sono tutti professoroni komunisti, non ggente come me. Se dico che voglio votare PeppiGrillo questi mi guardano male. Allora io dico che voto il pdmenoelle: una balla alla casta!”

Secondo elettore. Non ci ascolta, fa no con la testa e se ne va dicendo che voterà il PD. Si è voltato di spalle troppo in fretta, ma sappiamo che la sua faccia si è trasformata in quella del troll mentre pensava: “Un altro di questi seccatori comunisti, questa Italia è piena di comunisti, ha ragione Berlusconi. Ma se gli dico che voto Berlusconi questo mi guarda male e magari mi tiene qui a fare il comizio, come tutti questi comunisti invidiosi. No, gli dico che voto PD e lo frego.”

Terzo elettore. Sospira sconsolato e ci risponde che non ha ancora deciso, ma che comunque andrà a votare di certo, perché è dovere di ogni cittadino andare a votare, non sia mai, ha però pensato che forse, sì, alla fine pensa che voterà Rifondazione comunista. Mentre lo dice la sua faccia diventa quella del troll. Il fedifrago voterà il PD, ma poiché pensa che tutti i sondaggisti – tolti quelli di Mediaset – siano di estrema sinistra, si è spostato a sinistra anche lui.

Quarto elettore. Non ci lascia neanche il tempo di descrivergli l’obiettivo della ricerca e parte in quarta (non a caso è il quarto elettore): “Io voterò [un partitello nazista a caso] perché, anche se voi comunisti la pensate diversamente, quando c’era Lui le cose funzionavano e l’Italia era rispettata nel mondo…” Va avanti così, con i treni in orario, lo spazio ai giovani, la conquista dell’Impero, il caffè di cicoria e tutto ciò che oggi ci manca per essere un grande paese, ma che avremmo, se non fosse per noi comunisti che abbiamo tradito insieme a Badoglio… Aveva la faccia da troll anche prima che lo fermassimo.

Quinto e ultimo elettore. Si gratta la barbetta con fare pensoso e ci risponde: “Voterò il Partito Maoista per il comunismo agrario, unico baluardo contro l’imperialismo capitalista.” Poi fa la faccia da troll e se ne va. E con questo possiamo affermare con certezza matematica che voterà Rifondazione comunista.

 

Conclusioni

Allora, signori, cosa abbiamo imparato oggi? Tolto l’imbecille comizio dell’elettore di estrema destra, tutti ci hanno mentito.

Tutti, nessuno escluso, ci hanno preso per pericolosi bolscevichi, nonostante ci fossimo premurati di lasciare i cavalli ben lontani dalla fontana di Piazza San Pietro.

Ma quelli che ci hanno mentito lo hanno fatto per renderci felici, per non deluderci, per non addolorarci: le loro menzogne ci faranno cannare il sondaggio, ma ce le hanno dette a fin di bene.

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13 pensieri su “Il segreto dei sondaggi

  1. Credo fortemente nei sondaggi politici. Soprattutto quando sono discordi tra loro. Mi piace l'idea che ogni partito si senta vincitore prima ancora di iniziare la campagna elettorale, e tutto questo in base a dati che potrebbero essere veri o volutamente fasulli. Però bisogna dire la verità: dopo le operazioni di scrutinio, almeno uno dei sondaggi presentati dice il vero. Il bello è che si sa solo dopo. Prima sono solo materia per i sogni dei nostri cari partiti politici.

    A proposito: alle prossime elezioni vota Consapevole. Consapevole, la lista informante della politica strabordante.

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  2. Devi andare a pescare tra le casalinghe e i pensionati, tra quelli che hanno scritto sulla fronte “ho votato DC tutta la vita e dal '92 mi sento orfano”. Fai tanto il *professorino* e poi mi cadi su 'ste banalità? 😀

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