Quali social network per i blogger?

Petrolini dice "Voglio il blog più bello e più superbo che pria!"

Un post della serie delle istruzioni per l’uso, il tipo di post più diffuso dell’orbe terracqueo 2.0. Perché il web, è inutile girarci intorno, è solo un gigantesco indice – organizzato da Google alla meno peggio – di manuali di istruzioni. Vi serve sapere cosa dovete fare se il vostro gatto è diventato lungo tre metri e somiglia a quella bestia che c’è nei libri di animali… ecco, proprio non vi viene in mente il nome, cosa si fa? lo cercate con Google. Si chiama tigre dai denti a sciabola. Ora potete chiedere a Google cosa fare quando si ha una tigre dai denti a sciabola in casa.

Questo era per fare un esempio. Il post di oggi riguarda un argomento che sta molto a cuore ai bloggatori, eletta schiera: usare i social network per diffondere i post del proprio blog, attrarre lettori e follower, diventare ricchi e famosi in poche semplici mosse.

Quanti di voi hanno il blog? alzate la mano, per favore. Accipicchia, quasi tutti. E chi usa i social network? tutti. Pure tu, che lavori nella fabbrichetta del papà? Oh, qui c’è un esperto, sentiamo un po’. Saresti addirittura il social media manager della fabbrichetta del papà. Abbiamo un dirigente fra noi. Che ha ottenuto il posto di social media manager perché “è sempre su facebook e ha un sacco di amici.” Quando si dice unire l’utile al dilettevole. Torna a condividere foto di gattini e meme sessisti, vai. Muori.

Torniamo a noi. Abbiamo i blog, abbiamo gli account sui social network, ora dobbiamo coordinare i due lati e far sì che la sinergia che si svilupperà ci porti a un aumento di visite, condivisioni, introiti pubblicitari, mipiacciamenti. Se lavoriamo bene il blog e i social network, come due carburanti ipergolici, si accenderanno al solo contatto, sprigionando notorietà e denaro. Ma (c’è sempre un ma), per fare ciò dobbiamo capire in cosa si differenziano i social network. Perché è evidente a prima vista che stare su facebook non è come stare su twitter, e via dicendo. Da ciò questo mio post, con il quale vi faccio dono delle mia esperienza sui social network.

I social network e le loro caratteristiche fondamentali:

  • Potluck. Potluck è un social nuovo di zecca, dalla grafica pulita, semplice da usare. Non è affollato di bimbiminkia e di spammatori seriali. Ed è questo il problema: non è affollato proprio, nel senso che non c’è nessuno. Mi ci sono iscritto e ho provato una sensazione di rilassante solitudine che non provavo da quando andai al cinema a vedere un film di Woody Allen, una quindicina d’anni fa.
  • Twitter. Di Twitter bisogna sapere una cosa sola, che è la più importante e ne caratterizza le potenzialità in termini pubblicitari e commerciali. Quest’unica cosa che dovete sapere è che Twitter è nato per un preciso utilizzo e da questo non ci si deve distaccare, se si vuole ottenere qualche risultato. Twitter serve a parlare di Justin Bieber, e basta.
  • Linkedin. Emana odore di ufficio del personale e di morte.
  • Facebook. Ogni giorno una lobby si sveglia e sa che dovrà insabbiare la cura per il cancro, la dimostrazione che i vaccini fanno diventare ghei, l’auto ad acqua. Ogni giorno un utente di facebook si sveglia e sa che dovrà condividere ogni idiozia che trova, altrimenti le lobby insabbieranno tutto. Da ciò derivano l’invasione della bacheca di facebook da parte di ogni genere di immonda vaccata e il delirium tremens che colpisce il ditino dell’utente di facebook appena vede l’immonda vaccata e si accorge che sotto c’è il tasto condividi. Zuckerberg non lo sapeva, ma inventando il tasto condividi stava scoperchiando per la seconda volta il vaso di Pandora.
  • Google+. Il social network di casa Google è bello, tecnicamente avanzato, pieno di opzioni, comodo, utile. Ogni giorno sfoglio la bacheca e trovo non meno di una decina di letture interessanti suggerite dai miei contatti, e scusate se è poco. Poi c’è la novità delle cerchie, che vi permette di mostrare a ciascuna cerchia il materiale che le può interessare. Qui c’è forse l’unico punto dolente: diamine, arrivasse mai una visita da google+, una sola, anche per sbaglio.
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37 pensieri su “Quali social network per i blogger?

  1. Il principale problema di twitter… ok, il secondo problema di twitter (il primo lo si evince guardando sconfortati i trend topic) è che un sacco di gente pensa che sia – o che debba essere – come facebook, mentre in realtà è completamente diverso: su facebook interagisci con gli amici, su twitter lo fai principalmente con degli socnosciuti. Il live tweeting è una delle cose più fighe e divertenti, e ieri avrei volentieri fatto a meno di lavorare per seguire su twitter la giornata politica 😀

    E Google+ non decollerà mai finchè la categoria che determina il successo di un social network “generico” continuerà ad ignorarlo: i bimbiminkia

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  2. Credo che quello sia il motivo che mi tiene un po' alla larga da twitter: proprio non riesco a seguire quel rumore di fondo.

    Google+ è meglio se rimane così 😀 anzi, già si cominciano a vedere troppi utenti che postano foto di gattini e appelli complottisti con l'immancabile “fai girare” e “svegliaaaa”.

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  3. Cattiveria un par di palle: se scambi le descrizioni dei due social non sene accorge nessuno 😀

    Su linkedin, invece, avrei speso qualche parola in più, si vede che non lo frequenti molto (e fai bene): la cosa più agghiacciante sono le segnalazioni tra colleghi, che spesso occorrono quando la professione li porta a prendere strade diverse. Che sia tra pari, o tra capo e sottoposto, in ogni caso è sempre “stato un piacere lavorare con tizio”, di cui inevitabilmente ti mancherà “la sua capacità di affrontare e risolvere i problemi” o, se è un capo, di “gestire le criticità” nonchè di “fare squadra”. Opzionale, la citazione del senso dell'umorismo, specie se si tratta di un capo e, soprattutto, se non ha mai fatto ridere nessuno ma si riteneva parecchio spiritoso.

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  4. twitter lo uso per seguire un tot di giornalisti e webzine, visto che altrimenti gli aggiornamenti su facebook si perdono nel marasma di foto di gattini, bambini, scie chimiche e citazioni poetiche; inoltre, c'è il comodissimo servizio che mi aggiorna in tempo reale sui rallentamenti sul G.R.A. (ma appena passo allo smartphone, metto su Waze e risolvo); infine, ribadisco il divertimento del live tweeting: ho seguito The Voice Of Italy (l'unico talent che mi sento di salvare), e la parte migliore erano appunto i commenti in diretta, spesso non seguivo la tv per leggere sul telefono o al pc 😀

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  5. Non lo frequento perché tanto non troverò mai un lavoro in un ambiente strutturato, quindi mi è inutile. E poi è veramente un ufficio amministrativo in forma di social network: una tristezza che spinge al suicidio.

    Le leccate me le ero francamente perse. L'aziendalese arriva fin lì, allora. Però credo che sia più frequente la dizione “lavorare in team”: “fare squadra” è da matusa 😛

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  6. No, no, non ci siamo: si dice team building. Chissà perchè non m'è venuto in mente subito 😀

    Cmq, sì, tra curriculum e segnalazioni scopri soluzioni linguistiche veramente inarrivabili 😀

    Un giorno che non ho niente da fare ne raccolgo un po', poi le mando a “voi blogger brutti e cattivi”, e tirate a sorte per vedere chi ci fa un bel post

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  7. Per inciso, non l'avevo mai sentito nominare (neanche wikipedia, per dire…) e mi sono detto: magari è così sconosciuto che il proxy aziendale non me lo filtra… e invece sì. Uff. Che ha di bello 'sto coso? A che serve? A CHI serve?

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  8. mi suggerisce wikipedia che si tratta del “Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Università degli Studi di Padova”. Meno male, temevo lo sapessero gli dèi e mi stavo preoccupando.

    (mi annoio, ho fame, non è ancora ora di pranzo e sto facendo un lavoro noioso, abbiate pazienza)

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  9. Il titolo del mio commento sarà “cose che mi fanno paura dei social networks”

    Potluck fa troppo Sputnik e io per andare in orbita non c'ho mica le scarpe giuste.

    Twitter richiede un commento a tema volante. Qualcosa tipo l'abusatissimo “il calabrone non potrebbe volare ma non lo sa e così di smettere di volare non vuole proprio saperne”. Insomma, magari non sapendo che parlare di Bieber è proprio obbligatorio su Twitter qualche battito d'ali lo si può pur fare.

    Facebook ha una grande s-fortuna: io non credo di essere ancora sufficientemente qualificata per dire a tutti i miei “amici” “buonanotte raga!” e taggare come luogo in cui mi trovo “casa mia”.

    3 su 5 mi sembra una buona media da commentare.
    Un po' come prendere tre stelline su cinque in una valutazione.
    Perché, in fondo, dovremmo pur tenerci un po' di mistero, no?

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  10. (problemone: linkedin ti dice chi ha visitato il tuo profilo, e le segnalazioni le vedi solo se sei registrato… risultato: dovrei navigare – loggato – tra i profili di vari ex colleghi, facendo sapere a tutti che li ho guardati. Ex capi compresi, che sono quelli che si prendono le migliori leccato. Non muoio dalla gioia nel farlo. Ti lascio una piccola perla scovata sul curriculum di un ex collega: tra le attività svolte ha indicato “Erogazione di sessioni di training”… -___-)

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  11. ahahah sto ancora rivoltandomi di qua e di là sul tappeto, dove sono caduta (dalla sedia) dalle risate. odore di ufficio del personale e di morte ahahahah (e di ascelle sudaticce un po' anche in effetti… anche se spezzo una lancia a favore, a volte IN è utile dai, non fosse altro che a vantarsi dei propri titoli di studio e lavori…. autoreferenziale a 1000 insomma :D). Ma mi lasci fuori tutti i social image-based? instagram, pinterest… quelli dove le bimbeminkia postano ancora più foto con le chiappette al vento che su Facebook???? una grave mancanza da parte tua…………..

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  12. Potluk, guarderò… dire social solitario è come dire sesso fai date… ha un suo fascino, ma sa anche di perversione (non volevo dire sfigherìa).

    A me piacevano i blog e tuttora mi piacciono, non necessariamente i fashion blog, più che altro i cazzivari blog, ma dei blog mi piace l’essere a margine della tua vita, dove magari puoi essere un po’ più libera perché sai che non arriverà a leggerti tua suocera o il prof di matematica di tuo figlio;di feisbuk odio il fatto che ti vuole obbligare ad un’unica faccia per tutti quelli che conosci incluso l’ufficio del personale – dove lavoro “in prestito” ho visto un provvedimento disciplinare per una frase infelice su facebook… chi si fa 600 amici dovrebbe saperlo che il numero è troppo grosso per essere vero… ma non sempre a tutti è chiaro…

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