Troppo istruito per lavorare? ecco la soluzione

Un curriculum vitae eccessivo con troppo lauree: disoccupazione sicura.

A cinque anni dalla laurea quasi il 12 percento dei laureati italiani è overeducated, cioè fa un lavoro che richiede il diploma, se va bene. Altri, 8 percento, svolgono un lavoro che non ha niente a che fare con i loro studi: sono overskilled. Overeducated, overskilled: due parole che generano mostri. Quei mostri che dicono che c’è bisogno di più educazione, e non si riferiscono a coloro che non si tolgono il cappello di fronte a una donna. Oppure quegli zombie dal sorriso ebefrenico che vi dicono che siete troppo skillati, meritando un’esecuzione sommaria.

Vi è capitato di sicuro. Alzate la mano… tutti, come al solito escluso te, che lavori nella fabbrichetta del papà. Perché non hai capito, come al solito. Anche tu sei overeducated: non è necessario avere la terza elementare per fare le barchette di carta. Sì, certo, sei il social media coso. Muori.

Visto che siamo tutti afflitti da tale problema (anzi, problematica, come dicono quelli che vogliono far credere di essere colti), ne approfitto per l’ennesima guida alla ricerca del lavoro, ovvero le mie disavventure condensate in sapientia e saggezza: entrambe vi dono gratis et amore.

Siete overskilled? Siete overeducated? Avete risposto in coro “Sì, lo siamo”? Allora vediamo di darci una mossa con questo curriculum, invece di stare qui a lamentarci o a cercare il tizio che lavora alla fabbrichetta del papà per linciarlo.

 

Chi siamo + da dove veniamo = dove finiamo

Lavoriamo in maniera scientifica. Chi siamo: siamo gente che ha studiato e che ora vorrebbe lavorare, se possibile vorremmo un lavoro in linea con la nostra preparazione. Male, molto male. Da dove veniamo: veniamo dagli studi superiori. Come prima, più di prima: male. Dove finiamo: dopo migliaia di curriculum inviati alle aziende leader del settore ci ritroviamo con la casella delle mail vuota di risposte e gonfia di spam, come si è visto in un altro post. Quindi stiamo andando a quel paese, in parole povere.

Cercate in voi la risposta, la risposta è in noi stessi, è questione di karma. Abbiamo sentito queste fregnacce milioni di volte, ormai un circuito automatico ci spegne l’udito appena parte un discorso che le contiene. Ma se guardiamo la questione dal versante del nostro CV scopriamo che questi fregnacciari new age dicono una grossa verità senza volerlo.

Non è la risposta a essere in noi: in noi è il problema. Guardate quel curriculum che abbiamo spedito alle aziende leader del settore. Ma voi uno così lo vorreste vedere in faccia? Avete studiato e lo scrivete pure – non avete un po’ di ritegno, di amor proprio? Cosa non siete pronti a fare per la carriera, se rinunciate così alla svelta alla vostra dignità? Per un colloquio sareste capaci di prostituire vostra sorella in un bordello di Tirana.

Questa nostra ansia da prestazione curricolare è controproducente: prima ce ne renderemo conto, meglio sarà per tutti.

 

Come non finire dove siamo finiti

Per prima cosa slegate vostra sorella e disdite l’appuntamento con il magnaccia. Poi prendete il curriculum e sotto col bianchetto.

  • Il master in economia degli intermediari finanziari vogliamo toglierlo o no? S’era già detto che l’ufficio del personale si spaventa, ma noi no, vanitosi come siamo l’abbiamo volute tenere. Via, immondo straccio di carta.
  • Laurea magistrale e bibì e bibò. Quanto ci piace darci importanza in questo paese… Non importa se siamo dottori (che poi a forza di dirlo c’è il rischio che la gente ci creda e venga a chiedere una ricetta per quella tosse stizzosa che non se ne vuole andare): contano le esperienze, signori miei.
  • Che vedo qui: una summer school sull’analisi multilineare delle variabili per le indagini sociali! Lasciare una cosa così sul CV non è coraggio: è incoscienza. Via anche lei: d’estate siamo andati in vacanza, e se ce lo chiedono diciamo che siamo andati a Ibiza.
  • Guardate adesso com’è bello il nostro CV senza quegli inutili titoli di studio che fanno tanto borghesuccio di provincia che vuol far carriera, petulante arrivista, magari di ascendenza proletaria. Rimane solo una cosa da aggiustare: bisogna tappare i buchi e inserire le esperienze, molte, moltissime, rigorosamente farlocche. Che ogni buco diventi un’esperienza. Dove prima studiavamo, attirando disprezzo e commiserazione, ora acquistiamo esperienza, che ci porta considerazione e prestigio sociale.

Per esempio quell’anno di master: copriamolo con quattro impieghi come freelance. Basta scegliere uno di quei lavori che sanno fare tutti, che non ci vuole niente. Che so, social media manager per un’associazione, web copywriter per un’altra. Vero è che a definirli lavori ci vuole molta fantasia, ma se queste cose vanno di moda assai, che ci possiamo fare? Mettiamoci anche che siamo stati consulenti SEO: tanto chi è che va a controllare?

 

Un grande curriculum per grandi risultati

Ora che il nostro curriculum è cambiato, e siamo cambiati anche noi, risolvendo il nostro problema interiore, non abbiamo che da mettere a posto gli ultimi dettagli. Per esempio potremmo aggiungere uno sport di squadra praticato ininterrottamente dall’età di quattro anni, così ci riconoscerebbero d’ufficio che abbiamo il team working e il team building, che fanno sempre bene.

Non facciamoci mancare l’associazione di volontariato per la tutela del ramarro urbanizzato in tempi recenti: si fa sfoggio di buoni sentimenti, di coscienza civica, si fa capire che si è disposti a lavorare pure senza stipendio. Da poco si è appurato che l’ultimo punto è importante.

Spedite questo CV alle stesse aziende che vi hanno ignorato fino ad ora. Vedrete la differenza. Se poi volete togliere qualche altro titolo di studio, non fate male. Nel mio curriculum ho lasciato solo la quinta elementare e da quando ho tolto anche le esperienze ottengo colloqui a non finire. Overskilled e overeducated sono soltanto uno spiacevole ricordo. Adesso sono skillato al punto giusto per il sistema economico italiano.

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25 pensieri su “Troppo istruito per lavorare? ecco la soluzione

  1. ho preso una certificazione Microsoft nel 2000, ma essendo roba sistemistica mi guardo bene dal metterla sul cv: primo perchè è scaduta, e secondo perchè un sistemista deve saper fare, non avere una certificazione totalmente nozionistica! :p

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  2. Vallo a spiegare alle aziende, Davidone… in questo paese è pieno di gente che pensa che il copia-incolla sia la soluzione a tutti i problemi. Poi chiamano i programmatori e inferociti si lamentano: “Perché non siamo primi su Google?! non siete competenti!” Cose da matti, ma vero -_-

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