La storia del Cesso: perché si scrive?

Locandina del film "Le iene", dal quale è tratta la scena della storia del cesso.

Perché si scrive? Questo post nasce da altri post. Mi è capitato di leggere della Storia del Cesso sul blog del Girola, che a sua volta additava pubblicamente la fonte e origine di tutti i mali: un post di Germano M. su Book and Negative. È lui che ha lanciato questa esca alla rete. Vediamo quanti pesci tira su. Io ho già abboccato.

La storia del cesso è quella che viene raccontata nel film Le iene, qui da noi sull’italico web riadattata come il racconto di perché scriviamo.

Non vi sto a tediare sulle mie passate velleità letterarie. L’ho già fatto mesi fa su un post apposito. Poi a quelle velleità ho rinunciato da tempo. Non scrivo né abbastanza bene né abbastanza male da potermele permettere. Perché le velleità letterarie sono così, non conoscono le mezze misure. Per potervele permettere dovete avere talento in discreta misura, oppure essere dei mitomani egocentrici senza appello, di quelli che per nome su Facebook si scrivono Antani Poeta.

 

Perché si scrive? Bella domanda.

C’è chi scrive perché lo costringono. È capitato a tutti di essere costretti a scrivere: avevamo sei anni, eravamo in prima elementare. Lì iniziano un po’ tutti i problemi che derivano dall’essere alfabetizzati e dal non riuscire a dimenticarsene.

C’è chi scrive perché nelle vene gli scorre il sacro fuoco. Il sacro fuoco, che si alimenta con kerosene aeronautico misto ad acqua, può derivare indifferentemente dalla lettura di Petrarca o di Pound. Anche l’effetto di solito è lo stesso, perché questo sacro fuoco è il fuoco dell’andare a capo ogni tanto.

C’è chi scrive perché ha letto un sacco di brutti libri che, bontà loro, hanno reso ricchi e famosi gli autori. E se si diventa ricchi dipingendo cinquanta sfumature di viaggi esotici con annessa storia d’amore e spionaggio in salsa young adult con i personaggi tratti di peso dai ruoli fissi del porno amatoriale, allora, che diamine, possiamo diventare ricchi anche noi. Di peggio non potremo fare, vero?

C’è chi scrive perché si diverte a farlo, o diverte gli altri – non sempre volontariamente. C’è chi scrive perché scrivere fa figo. C’è chi scrive perché ha da comunicare un messaggio all’umanità. Roba importante, il segreto della vita, della felicità, del successo: self-coaching new age. C’è chi scrive perché chi scrive c’ha l’animo sensibbile e molti ne desiderano uno, chissà poi perché.

C’è chi scrive perché ha diciassette anni ed è innamorato. Dopo i diciotto se è fortunato smetterà sia di scrivere sia di essere innamorato. C’è chi scrive per occupare il tempo, chi invece deve ritagliarsi del tempo per scrivere. C’è chi scrive perché è una iena. C’è chi scrive perché così ci arrotonda lo stipendio da impiegato di banca e si sente un po’ come Kafka, ma senza la tisi. C’è chi scrive, infine, perché così quando gli chiedono che fa nella vita può dire “Io? Ah, io scrivo” e pensa che farà un figurone.

Quando chiedono a me che cosa faccio, dico che sono redattore per una piccola casa editrice. Di solito mi chiedono che vuol dire, che cosa faccio di preciso per questa casa editrice. Rispondo che correggo i libri degli altri, di quelli che scrivono.

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29 pensieri su “La storia del Cesso: perché si scrive?

  1. ci credi che, rimanendi nella cerchia delle mie amicizie nella vita reale, ci metto anche mia miglie, dove nessuno è a conoscenza del mondo editoriale, la maggior parte sino rimasti indifferenti alle storie weird, scifi, noir MA mi stanno ancora chiedendo a gran voce di contunuare un racconto supermega autoreferenziale che inizia come catarsi e non ho mai finito e non ho voglia di fare?

    Quindi perché dovrei scriverlo? Se lo faccio sarà malvolentieri, se non lo faccio perdo “lettori”. Quindi alla fine devo scrivere per me o per la fama e a sto punto per gli altri?

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  2. Occielo 0_o
    Non devo fare un post sull'argomento… Non devo fare un post sull'argomento… Non devo fare un post sull'argomento…
    Cavolo, ogni volta che leggo un post sull'argomento, mi vien voglia di fare un post sull'argomento….

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  3. Sì, non è questo il punto. Qualcosa di simile dovrei, anzi, averlo già scritto (e lette così mi sembrano delle gran cretinate). Voglio però capire se riesco a limitare le idiozie (e nascondere le promesse non mantenute) prima di dire: lo scriverò!

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