Latte scaduto e ribollito: fate girare!

Il mitico numeretto sui prodotti derivati del latte...

Anche oggi una notizia censurata emerge grazie a Facebook e ai suoi illuminati utenti. Qualcuno di voi, che magari bazzica il webbe da un po’ di tempo, dirà “Ma che razza di censura è? Si sa da un pezzo questa roba.” Vero, si sa da un pezzo: ma era anche da un pezzo che non la rivedevo sulle bacheche di Facebook. E ricordate inoltre che è censurata costantemente dai media di regime. Si vocifera che Mino Pecorelli sia stato ucciso perché voleva rivelare ciò che aveva scoperto di questo complotto.

Vi ho caricato l’immagine con il testo dell’allarme, così vedete che non mi sto inventando niente. Per comodità lo riporto qui di seguito.

Guardate quei numerini rossi…..ci avete mai fatto caso?sapete cosa sono?la maggior parte di voi non lo sà e ve lo dico io…….123456…..sono i numeri di volte che la legge permette di riutilizzare il prodotto…il prodotto che ho preso è della semplice panna con scadenza nel 2014 prodotta nel 2012 quindi con 2 anni di vita…poniamo un esempio che nel negozio in cui era in vendita non la venda…che fà ci perde i soldi?certo che no la ridà indietro e ne avrà una nuova…lo scopo di questo gesto?il prodotto verrà ribollito e pastorizzato ed ecco che sotto la confezione mancherà il numero uno così la catena può continuare fino al numero sei..cioè un prodotto può avere ben 12/18 anni sembra impossibile ma è una verità nascosta… quindi conaiglio a tutti di guardare sempre sotto le confezioni…e se i numeri ci sono tutti il prodotto è nuovo altrimenti è stato riusato…

Inquietante, nevvero? No, non mi riferisco alla sintassi affetta da labirintite, né ai punti di sospensione stile sereno variabile, agli accenti sbarazzini o all’incapacità dell’autore di battere lo spazio dopo la punteggiatura, probabilmente derivante da un difetto genetico. Queste cose sono il segno che ci troviamo di fronte a qualcosa che le lobby e i massoni vorrebbero far sparire, sono le stimmate della verità rivelata.

Queste sono notizie che non avremmo mai voluto sentire. “Poniamo un esempio che nel negozio in cui era in vendita non la venda”… Avete capito, no? Mettiamo che in un negozio rimanga invenduto un prodotto caseario e che questo abbia ormai superato la data di scadenza (spiegone): cosa si fa, si ritira il prodotto dallo scaffale e gli si dà un’etichetta nuova? Ma no, queste sono soluzioni da poveri fessi, da ladri di polli mascherati da negozianti, inadatte al mondo moderno e alla razionalità applicata ai processi economici. Insomma, Max Weber mica è passato per niente.

Qui siamo di fronte a una truffa organizzata su vasta scala, non al macellaio che ci promette a 4 euro e 50 un chilo di manzo morbidissimo che deve solo toccare la piastra e poi lo tagliamo con il grissino. La legge – quale? non si sa, di sicuro la tengono nascosta appositamente – permette di riutilizzare sei volte lo stesso bric di latte. Quando è andato a male semplicemente lo si rimanda al produttore. Il produttore lo fa bollire, lo rimette nella confezione e toglie il numero 1 dalla serie: 23456. E così via, in caso di invenduto o di scadenza, fino a che rimane solo il numero 6.

Capite, un bric di panna da cucina possono rifilarcelo anche se è vecchio di 18 anni: la legge glielo permette. La Legge. E figurarsi se la lobby del latte non se ne approfitta, se non lucrano sulla nostra salute. Perché da quella roba si può prendere, che so, la salmonella. Quanta gente muore di salmonella ogni giorno? Perché non se ne parla? Anche i medici devono essere coinvolti. Magari uno si presenta dal dottore con i sintomi della salmonella e il medico – che è sul libro paga delle industrie farmaceutiche – fa il finto tonto e gli dice: “Lei non ha la salmonella, ha solo preso la morte.” E con la morte, si sa, è sempre un caso chiuso.

Ciò che è inquietante è proprio questo: davvero non ci si può fidare di nessuno. Anche la bella Lola, dalla quale vado a comprare il latte e i cereali per la prima colazione, anche lei fa parte di un complotto. Lei e tutti i lattai, anzi, tutti coloro che lavorano nel settore caseario. Più i medici, i paramedici, i legislatori, gli avvocati, la magistratura. Arrendiamoci, siamo circondati.

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21 pensieri su “Latte scaduto e ribollito: fate girare!

  1. bei tempi! Le gif animate, i popup dei siti su geocities, gli mp3 che si scaricavano in mezz'ora se ti diceva bene, i crack su astalavista.box.sk, napster e le mail girate a tutta la rubrica con gli indirizzi in chiaro.

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  2. Ti ricordi quelle gif in miniatura che si aggiungevano su certe chat? c'era gente che per tasto di scelta rapida delle gif metteva le lettere nude e crude: parlavano a colpi di angioletti svolazzanti, gattini e zoccole che si strusciavano sul palo.

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  3. Fabri Fibra l'aveva già denunciato nel pezzo “Andiamo”:

    Il lattaio mi ha detto: ““tranquillo mica è veleno, io bevo il latte di un mese fa” “.
    “ma sei scemo?”.

    Ora il cerchio si chiude alla perfezione. Anzi, alla perfezzione.

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  4. mm ma insomma tutti nel settore caseario fanno parte del gombloddohoho!! tranne gli allevatori? Ma allora anche le quote latte saranno un rotella di questo mefitico meccanismo contro il consumatore di latte e mozzarelle?

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  5. Pingback: Web 1.0: le chat, le gif animate e altre cose perdute | frottole

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