Il Nulla: una burla di Luca Fadda e il self publishing

Copertina dell'ebook "il nulla" di Luca Fadda.

Il mio conterraneo Luca Fadda ha sfondato con un ebook autoprodotto che ha distribuito su Amazon. Si tratta del famoso “Il Nulla”, il suo ultimo libro, di cui vi riporto la copertina. Non vi piace? Mai giudicare un libro dalla copertina, come si diceva un tempo. Lo dicono sempre meno. Comunque, tralasciando la copertina, si tratta di un testo destinato a fare notizia: una quarta di copertina intrigante, una breve introduzione e poi seguono le 345 pagine del nulla. Proprio nel senso che sono vuote: 345 pagine senza una parola che una. Per di più non potete nemmeno scorrerle: l’ebook si blocca irrimediabilmente, fagocitato dal proprio nulla. È il primo ebook della storia a essere dotato di un meccanismo di autodistruzione.

Questo testo devastante è stato offerto su Amazon per la modica cifra di 0 €. In sei giorni ha scalato la classifica: 250 download lo hanno portato al primo posto per la categoria della narrativa nel kindle store. Potete vedere la schermata della classifica sul blog del Fadda: batte pure Pinocchio.

Il successo di pubblico è stato accompagnato dal successo di critica. Ben tre terroristi – uno sono io – hanno lasciato sul libro commenti e giudizi entusiastici, come meritava. Un solo lettore insoddisfatto è tornato a lamentarsi, intuendo il subdolo raggiro: se è uno scherzo – ha scritto, – è di cattivo gusto. Suvvia, sarebbe stato di cattivo gusto con il libro a pagamento!

Ad ogni modo, che lo si trovi divertente o meno, lo scherzo orchestrato da Luca Fadda ci obbliga a riflettere un poco su quello che stiamo facendo noi altri che leggiamo i libri o li scriviamo.

Per prima cosa le classifiche. Amazon ne ha poca colpa, si limita a contare quante volte viene scaricato un libro e stilare la lista per categoria. Immagino che non sia così semplice e che l’algoritmo faccia anche altre valutazioni, ma è evidente che le classifiche dicano veramente poco. Inoltre consideriamo che 250 copie permettono di scalare una classifica: ma allora i volumi di vendita degli ebook in Italia hanno ampiezze subatomiche?

E in secondo luogo sarebbe anche il caso di farsi un esame di coscienza circa l’autopubblicazione. Personalmente non ho nulla contro l’autopubblicazione. Anzi, mi sembra che abbia ottime potenzialità: ma affinché queste potenzialità possano dispiegarsi è necessario che pressapochismo e dilettantismo vengano banditi dal suolo nazionale, nel quale purtroppo hanno profonde e solide radici.

Mi spiego. Dicevo all’inizio di non fare caso alla copertina, perché “Il Nulla” non ha una bella copertina e dice il vecchio adagio che non è dalla copertina che si devono giudicare i libri. Io leggo spesso gli autopubblicati, non faccio lo schizzinoso. Ho scaricato alcuni ebook autoprodotti veramente ben fatti: copertina invitante, ottima formattazione, nessun refuso. A volte era condotta bene pure la campagna pubblicitaria, senza spammare il link su tutti i forum, tutti social network e tutti i canali di telemetria dei lanci spaziali. L’autore non si metteva la copertina come foto personale del blog e non compariva su Facebook come Antani Poeta o Cippa Lippa scrittore.

Insomma, ogni aspetto dell’ebook autoprodotto era stato curato o veniva gestito in maniera piuttosto professionale. Ogni aspetto, escluso uno: la scrittura. E che in un libro la parte meno curata sia proprio la scrittura è quantomeno assurdo. Abbiamo voglia a dire che scrivere è una professione, se poi non siamo in grado di farlo in modo professionale. Perché a rendere scrittori non è di certo la bella copertina commissionata a un bravo disegnatore.

La burla editoriale di Luca Fadda ha colpito nel segno, ci siamo divertiti, ora la ricreazione è finita, torniamo in aula. Vi lascio con la quarta di copertina:

La crisi che attraversa ogni scrittore almeno una volta nella vita. Minuti infiniti che scorrono vischiosi sulle pagine di un libro. L’apologia del vuoto che accompagna la disperazione. Cosa resta a un uomo, quando ormai non ha più niente? Un’opera unica nel suo genere: 345 pagine di NULLA. Da leggere.

È impossibile non scaricare “Il Nulla” dopo averla letta!

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25 pensieri su “Il Nulla: una burla di Luca Fadda e il self publishing

  1. ai miei tempi (quando si saltava i fossi per lungo) ove ancora esistevano bancherelle e libri di carta, c era un libro simile.
    tutte paginette bianche.
    lo pagavi però mille lire (potevi magari usarlo come blocchetto per gli appunti? non credo comunque abbia venduto molto).
    il titolo?
    tutto ciò che gli uomini sanno delle donne.

    puuahhahahaha… cof cof… ai miei vecchi tempi l umorismo era semplice…

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  2. Grazie Alessandro, mi sono commosso. Sys ha ragione, conosco quel libro. Ma quello si può sfogliare, mentre nel mio caso è la potenzialità dell'ebook che viene messa a dura prova. E la formazinoe delle classifiche.

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  3. il tuo post mi fa pensare ad un libro scritto da una sedicente scrittrice, pubblicato dalla casa editrice in cui la medesima lavora, che vantava abominevoli quantità di estratti scaricati, si fregiava del titolo di top seller su amazon (con tanto di screenshot); il libro aveva una copertina elegante, il booktrailer, cazzi e mazzi; la tizia, inoltre, aveva un blog curato, un sito ben fatto e soprattutto era particolarmente allergica alle critiche. Orbene, di quel libro, per me, rimarrà per sempre immortale il disclaimer: “E' vietata la riproduzione, anche parziale **od a** uso** interno o didattico, con
    qualsiasi mezzo non autorizzato, cioè senza autorizzazione scritta
    dell’autore o di XXXXXX Edzioni”.
    Non si giudica un libro dalla copertina, ok, ma può basta persino il disclaimer.

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  4. Cattivi noi? E' colpa sua che scrive frasi come questa (giuro, ho fatto copia-incolla):

    Per dono della natura, qualcosa rendeva la città differente dalle
    altre, non solo la sua disposizione al centro del mar
    Mediterraneo, le cui acque furono narrate già dai tempi di
    Omero nell’interminabile viaggio di Ulisse, essa, infatti, era
    conosciuta per la sua forma, ciò che neanche i maremoti
    riuscirono mai a sommergere, poiché era costruita intorno ad
    una grande falce sul mar Ionio creata dalla natura, e in quei
    luoghi, si estendeva il complesso cittadino, il quale era
    costruito lungo il porto, prima attività del luogo per commercio
    e potere su tutte le altre città del Regno.

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