Gli argomenti della blogosfera in Italia: ecco i dati

Un omino stilizzato schiaccia un enorme tasto con la scritta BLOG.

Le menzogne, diceva il signor Gladstone, si dividono in piccole bugie, grandi bugie e statistiche. Ecco qui alcuni dati statistici inventati da me medesimo, ma che importanti personalità delle scienze sociali hanno definito alquanto plausibili.

Qualche giorno fa un articolo del Corriere della Sera – ancora stanziato in via Solferino, contro ogni aspettativa – confermava, numeri alla mano, le conclusioni alle quali ero giunto con il mio post sul trattamento dei CV. Il 63,9 percento delle aziende italiane gestisce l’assunzione del personale tramite il classico dei classici: la raccomandazione. Poiché mi è andata così bene ho deciso di alzare il tiro. Questa volta inserisco le statistiche direttamente nel post. Argomento: gli argomenti della blogosfera italiota.

Non che ci voglia un grande impegno per scoprire quali sono gli argomenti della blogosfera, lo riconosco. Non sono altro che gli argomenti di cui si parla in giro, quando si è per strada, sui mezzi pubblici, durante la sesta pausa caffè della giornata nel nostro ufficio dell’amministrazione provinciale deputato alla protezione del piccione urbano, nel salotto in penombra dalla vecchia zia. Sono invece da escludere le chiacchiere da bar, perché al bar c’è l’alcol che impedisce di parlare di argomenti volgari e di prendersi sul serio. Su internet invece è pieno di gente che si prende sul serio e non si farà mai abbastanza per risolvere questo problema.

Ma lasciamo stare. Ecco gli argomenti della blogosfera, con annesse percentuali, in ordine crescente ed esposte tramite l’elenco puntato, per il quale vi rimando all’ultimo punto.

  • Scie chimiche, vaccini che fanno diventare autistici o gay (a piacere, si può scegliere), massoni, trilaterale, bilderberg. Ultimamente vanno per la maggiore anche le lobby della carne e dei detersivi. Il complottismo è un settore in forte crescita e che promette ottimi dividendi. Ci sto facendo il pensierino. Quota: 1%.
  • La crisi economica, la disoccupazione, la fame nel mondo (che poi, come diceva Elio, è in India). Tra coloro che se ne occupano, il 33% sostiene che sia tutta colpa di Berlusconi e della sua corte di nani e ballerine. Un altro 33% dà la colpa al pdmenoelle che è in combutta con Berlusconi e la sua corte di nani. Le ballerine no, ché quelle Berlusconi le tiene per sé. L’altro 33% scrive un blog per dire che è tutta colpa della banche e dell’IMU di Mario Monti. C’è poi un 1% residuale che attribuisce la responsabilità della crisi mondiale agli impiegati della motorizzazione. Nel complesso un altro 1% della blogosfera.
  • Matite per gli occhi, occhiali da sole, borse e borsette per portare a spasso il chihuahua. Ah, le fascion blogger! Le adoro. Con quei musini sorridenti (eredi di costosi apparecchi che raddrizzano i dispettosi dentini imperfetti), i foulard, le sciarpine, le frangette sexy… Si dice – ma l’ISTAT non è in grado attualmente di confermarlo – che alla vista della fotina della fascion blogger il 90% degli utenti immagini la summenzionata blogger mentre rimane coinvolta, in modo non sempre consenziente, in pratiche sessuali aberranti, o per lo meno lesive della sua dignità. Insomma, per citare Stefano Benni: pensieri che vanno dal quasi casto al quasi reato. Quota: 3%.
  • Tablet e smartphone. Viene la morte solo a pensarci. Quota: 5%.
  • Infine, ultimi ma non per importanza, vengono i blog che da soli rappresentano il 95% della produzione della blogosfera in lingua italiana: i blog che scrivono di come si scrive sui blog. Formattate bene il testo. Usate un vocabolario di 300 parole. Non scrivete mai il termine “frattale”. Evitate anche “termine”. Usate il grassetto e gli elenchi puntati. Sorridete: più è largo il vostro sorriso, più i visitatori penseranno bene della vostra mamma e dei pranzi che vi cucina. Non nominate mai i vostri guru invano. Pubblicate ogni giorno, rispondete ai commenti. Sostenete tutto ciò contro cui il nemico combatte, e combattete contro tutto ciò che il nemico sostiene. C’è tanta saggezza in queste parole, soprattutto in quelle di Mao Zedong, che ne sapeva a pacchi, quasi quanto i blogger che ne sanno e scrivono i blog in cui si parla di come si deve scrivere su un blog. Blog che poi sarà un altro blog che tratterà dello scrivere sui blog che parlano di come si scrive sui blog. E tutti giù per terra: la blogosfera, i blog, i blogger e il presidente Mao, precipitati in un frattale vertiginoso che insegna a scrivere sui blog che trattano di come scrivere sui blog che parlano di come si scriva sui blog…

***

Image courtesy of Stuart Miles / FreeDigitalPhotos.net

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6 pensieri su “Gli argomenti della blogosfera in Italia: ecco i dati

  1. la frase di Mao era “caricate foto di gattini”, vero?

    c'era quel tale che diceva che l'universo altro non è che un discorso sull'universo pronunciato nel sonno dal dio Azathoth e trascritto dal Vecchio della Montagna Vagante in un libro riposto nella Biblioteca di Babele e opportunamente indicizzato da Google all'interno della più vasta Blogosfera.

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  2. I decaloghi sono uno strumento universale. Guarda qui, applicato ai casi precedenti:
    – le dieci lobby ebraico-massonico-bolscevico-rettiliane più genocide;
    – le dieci bank€ più ka$ta e più indebitate;
    – le dieci pettinature per sembrare figa anche se non lo sei;
    – le dieci modifiche che renderanno il vostro blog ricco e famoso.

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