Valore Cultura: il governo aiuta i giovini e l’arte

Condaghe medievale. Simbolo di cultura.

Poi dicono che il governo non fa niente contro la crisi e per aiutare i giovini. Infingardi e malfidenti, guardate qui. Il Ministero dei beni culturali si dà da fare, altroché se si dà da fare: lavora con alacre solerzia per salvare la gioventù dalla crisi e il patrimonio culturale italiano dall’oblio.

Patrimonio culturale che, come si sa, è uno dei maggiori del sistema solare – anzi, bisogna dire che è il più importante, anche perché ci è rimasto giusto quello ed è meglio venderlo bene.

Finalmente un’iniziativa lodevole, che unisce amore per la cultura e stato sociale. O no?

Vediamo per bene, così da fugare ogni dubbio, il bando del ministero.

VISTO il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, recante “Istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali”, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59″;VISTO il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni;VISTA la legge 24 giugno 2013, n. 71, recante “Istituzione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo”;

E così via per una dozzina di volumi. Va bene, visto tutto quello che c’è da vedere, si istituisce un programma per la catalogazione e digitalizzazione del patrimonio culturale, così da facilitare l’accesso degli utenti alle risorse. Mi sembra una buona idea, non dico di no. Ma non staremo correndo un po’ troppo? in fondo siamo solo alla fine del 2013, per la digitalizzazione c’è sempre tempo. E poi a forza di digitalizzare vi ritroverete con un sacco di sportellisti che non fanno nulla, esattamente come ora. E a doverli pagare lo stesso, esattamente come ora.

Comunque, la lodevole iniziativa sarà portata avanti dal lavoro di 500 giovani e forti. Cinquecento assunzioni: roba che non si faceva dai tempi della prima repubblica, quando il Ministero delle poste e dei telegrafi, imponente corazzata, solcava i mari fra gli uffici di collocamento. Cinquecento laureati che verranno selezionati con procedura concorsuale e che saranno formati “per la durata di dodici mesi, per le attività di inventariazione e digitalizzazione…” Ah, è un anno di formazione. E poi, dopo questo anno di formazione? Qualcosa comincia a non quadrare troppo.

Punto interessante: concorso per titoli ed esami, con esame mediante quiz a risposta multipla. Ecco, io non vorrei fare il pedante con il Ministero, ché anzi va molto elogiato perché aiuta noi giovanetti a formarci, però con i quiz a risposta multipla l’amministrazione italiana si è fatta una brutta nomea: sapete, non è bello quando si scrive che ogni domanda ha una risposta valida, ed è così sul piano dell’organizzazione del quiz, ma tutte le risposte sono sbagliate, oppure tutte vere, oppure tutte uguali.

Ai fortunati cinquecento laureati (minimo 110 su 110, simbolo della pubblica idolatria del pezzo di carta) che supereranno la burocrazia e i quiz spetteranno i dodici mesi di formazione e lavoro presso istituti vari, con attività settimanale non inferiore alle 30 ore e non superiore alle 35, sei giorni su sette. Bontà loro non si può lavorare durante le festività, le quali sono le domeniche e le feste pubbliche più rilevanti, comprensive dell’Immacolata Concezione.

Ai fortunati cinquecento laureati, insomma, toccherà farsi il mazzo. Per 5.000 euro! No, non mensili: annuali. Facciamo la divisione: ne esce una mesata di euro 416 e 66 centesimi. Niente buoni pasto, si sa che i giovini – quelli laureati, di cui è goloso il Ministero – non gradiscono l’alimentazione.

Direi che il caso è chiuso. 416 euro e 66 centesimi di paga mensile: per il Ministero la Cultura è sicuramente un Valore, ma il lavoro un valore non lo ha. In particolare il lavoro degli altri, specie se giovani, soprattutto se laureati.

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10 pensieri su “Valore Cultura: il governo aiuta i giovini e l’arte

  1. ah, le mitiche lauree con 110 e lode per trascrivere e scannerizzare pezzi di carta…l'anno prossimo mi iscrivo a biologia, con specializzazione in batteriologia, così magari mi assumono per pulire i cessi al ministero. anzi, mi iscrivo a economia e commercio, sennò mia mamma non mi manda più a prendere il latte.

    prevedo un successone di partecipazione al concorsone (aka concors1), nonchè la nascita di decine di gruppi feisbuc indignatissimi per l'andamento dello stesso. pare che ormai valga più l'indignazione della dignità.

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