Come affrontare il pranzo di Natale

Il Babbo Natale Robot di Futurama.

Coloro che conoscono il vecchio adagio alzino la mano, per favore: Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi. Così sentenzia il tribunale di Christmas Carol. E poiché “i tuoi”, cioè i vostri, vi vengono assegnati d’ufficio – né avete soldi a sufficienza per ingaggiarne di altri – è giocoforza presentarsi al loro pranzo di Natale e accostare le labbra all’amaro calice

Anche quest’anno, alle solite, vi ritroverete – ennesima volta – sistemati in mezzo a gente che vedete un volta ogni 365 giorni, ma ostinata nel trattarvi con proterva familiarità.

E come ogni volta (perché le tradizioni vanno rispettate, perdiana), già all’antipasto vi scoprirete a ragionare come assicuratori. Quesito nr 1: dati la qualità della vita in questo nostro tempo di crisi, il livello del reddito, il tasso alcolemico nel sangue, il titolo di studio, il numero di ex, il candidato calcoli la propria aspettativa di vita. Così, per sapere per quanti anni ancora dovrete sentirvi dire “Eh, ma il lavoro oggigiorno bisogna inventarselo” da uno zio pensionato dopo venticinque anni di onorato servizio presso le armate del catasto.

Rassegnatevi, a breve sarete seduti con il resto della giuria, circondati di gente che sparla di parenti lontani. A volte lontani giusto mezza tavolata. Ma non sia mai detto che il vostro non vi doni la sapientia sua: vi darò un consiglio per ridurre i danni collaterali.

(Breve inciso: naturalmente nulla e nessuno, tanto meno io, vi impedisce di pregare gli dei affinché vi soccorrano con una misericordiosa influenza, che tutto lenisce e che a tutto ripara. Ma ricordate: se avete promesso alle divinità un fioretto, un ex voto, un pellegrinaggio, il sacrificio della cuginetta vergine, ecco, vedete di tenere fede alla promessa. Gli dei sono gente rancorosa, la prossima volta invece dell’influenza vi potrebbero donare la dengue.)

Ma andiamo al saggio consiglio. Questo è da usarsi in quelle situazioni in cui due dialoganti cercano di mettervi in mezzo. Voi siete lì che vi ingozzate di ravioli della nonna come se per l’indomani fosse prevista l’Apocalisse e non desiderate essere distratti da tale godimento interiore, ma quelli – convinti di fare sfoggio di cortesia e buona conversazione – insistono per avere la vostra opinione su un fatto di cui v’importa sega.

Vi faccio un esempio. Due zii, uno anarchico e l’altro sottufficiale nel Regio Esercito, discorrono animatamente fra loro di un argomento scottante. Per l’anarchico l’uranio impoverito è origine e fonte di tutti i mali; per il militare l’uranio non solo è innocuo, ma corroborante: rende più smart (dice proprio smart, che orrore), e ti restituisce la tua naturale regolarità. Entrambi cercano il vostro sostegno, perché voi valete e in famiglia passate per quelli studiati. Avete studiato paleografia, ma questo – probabilmente insieme al vostro nome – è qualcosa che loro non sanno.

Sono tante le cose che non sanno. Vedete di approfittarne. Alla centesima volta che il legionario vi chiederà di confermare che l’uranio impoverito scende nella gola, sale nel naso e libera nos a malo, sbottate a voce abbastanza alta perché tutti gli invitati sentano: “Sì, sono gay, va bene?” Mi raccomando, un tono di voce deciso, ma che sembri un outing sofferto, a lungo e dolorosamente trattenuto.

Si farà silenzio per al massimo cinque secondi. Poi tutti riprenderanno a discutere dei rispettivi stati di salute (facendo a gara a chi ha la malattia degenerativa più rivoltante), a sparlare degli assenti o dei distanti, a lodare il cibo della festa e a rammaricarsi per la difficile situazione dell’approvvigionamento alimentare in Sudan. Voi potrete assaporare i ravioli della nonna in santa pace – lei non vi cercherà nemmeno se esagererete con il vino – e soprattutto non sentirete più parlare di uranio in vostra presenza.

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21 pensieri su “Come affrontare il pranzo di Natale

  1. Stupendo, lo dirò quando nascerà, anzi si rinnoverà, l'ormai obsoleta discussione tanto amata da ma cognata: “ah se tornassimo indietro, a voi uomini non vi avremmo cagato neppure di striscio, ce ne saremmo rimaste a casa da mamma e ora staremmo meglio”.
    Poi ti dirò, medito anche se baciare in bocca mio cognato, mi fa un po' schifo, però per i ravioli un piccolo sacrificio ci sta.

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  2. e questo è niente…
    pensa di trovarti in mezzo a parenti nemmeno tuoi che ti guardano con aria carica di pietà e ti dicono “bbbeeennnnn… e tu? ancora niente??? possibile tu non abbia ancora trovato un uomo che ti voglia bene??? ma qual è il probbblema??? eeeehhhhh… guarda le tue cugggine tutte bellechesposate (tuttoattaccato) che belle che sono con il pancione… guarda che l età avanza … ormai… sei in zona cesarini…”

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