Preghiera per l’anno nuovo: il blogging nel 2014

Cartolina di buon capodanno stampata in Unione Sovietica, con un albero di natale e il Cremlino.

Caro Babbo Natale, quest’anno che è passato sono stato molto buono e umile. Se non fossi tanto modesto quanto buono, oserei dire che sono stato di un’umiltà straordinaria. Nonostante ciò, tu (dico proprio a te, Babbo Natale), non mi hai portato nessuno dei doni che ti avevo chiesto.

Non ho visto il lavoro ben pagato e di tutto riposo che molto desideravo. Non ho visto nemmeno la fidanzata nuova, che doveva essere bella, istruita, spiritosa, zoccola e pure un po’ ciecata, così da farsi andare bene uno come me. Sei un infame, non ti scriverò mai più.

Ora che le ho cantate al vecchio cialtrone posso passare alle cose serie. È il primo giorno dell’anno. L’Anno Domini 2013 è finito, gratzias a Deus. Come ogni anno nuovo è d’uopo che si inizi con un post sull’argomento del blogging. Lo fanno tutti i blogger che ne sanno, quelli che scrivono le liste numerate: i dieci sauropodi con la coda più lunga, le dieci attrici tedesche di cinema porno con i diplomi post-laurea più prestigiosi.

I post di fine e inizio anno sono sempre un consuntivo o un libro dei sogni. Cosa si è fatto, cosa si vorrebbe fare.

Poiché non sono il figlio della serva, anche io voglio pubblicare il mio post di inizio anno. Però, siccome non sono un blogger di quelli che ne sanno, mi limiterò a una prece. La mia è una preghiera rivolta alla blogosfera tutta. È una preghiera sentita, che viene dal profondo del cuore: la accompagno con ricche offerte di vino, pingui capretti e spoglie opime, che sempre gradite sono ai Celesti.

Questo umile blogger che non ne sa è lettore assiduo di blog altrui, specie di quelli dei mostri sacri, di coloro che mietono una costante e ricca messe di commenti. A loro rivolgo a mani giunte questa orazione.

Dalla notte dei tempi, quando ciò che sta sopra e ciò che sta sotto non erano ancora stati separati, quando la Terra e il Cielo ancora non avevano nome, quando nel caos si agitavano i mostri, i portali, l’anonimato e le chat; quando ancora i capi ufficio costringevano le segretarie dalle belle gambe a stampare le e.mail; quando la guerra al terrore era ancora la scusa per i disastri d’Iraq e d’Afghanistan – voi eravate già qui, eterni ed increati.
A quel tempo già scrivevate alluvioni di post per avvertire i comuni mortali: content is king, oracolo degli dei tutti, così dicevate al vostro popolo. E dall’alto della vostra saggezza, il cui eterno consiglio è inciso nel bronzo e nella pietra immutabili, ancora oggi scrivete post per ricordare la legge agli uomini, perché il vostro pubblico adorante non dimentichi che il content è stato incoronato king. Sempre i fedeli vi ascoltano e commentano; cantano le vostre lodi le vergini più pure, scelte fra nobili lignaggi.
Mai io sarò una vergine scelta, né di nobile lignaggio – è un’antica dinastia, la mia, di scalpellini e capimastri – ma voglio lo stesso aggiungermi ai salmodianti e sempre con voi ripeterò che il content è king. Solo un dubbio, nei momenti più neri, sfiora il mio cuore, mai saldo abbastanza: ma questo content (che è king), possibile che non si incarni mai se non in post in cui si dice che il content è king?
Ma i decreti del Fato, si sa, e ciò che piace ai Numi eterni, gli uomini non possono mutare.

***

Buon anno a tutti. Ai bloggatori, eletta schiera di eroi. Ai lettori, che con la loro misericordiosa pazienza alimentano in noi infondate speranze.

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17 pensieri su “Preghiera per l’anno nuovo: il blogging nel 2014

  1. ma questo content (che è king), possibile che non si incarni mai se non in post in cui si dice che il content è king?

    Mi verrebbe da dire che hai appena visto il Re Nudo mentre tutti ripetevano quant'era ben vestito, se hai presente la fiaba

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  2. Sicome ho iniziato l'anno con l'influenza (gli accidenti prima o poi arrivano anche a quelli coriacei come me), ho finalmente capito come funziona: si devono chiedere solo cose poco belle.

    Auguri Alessandro 😉

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  3. Io mi accontento dell'infiammazione alla gola che ha bussato ieri alla mia porta. Si dice “bussate e vi sarà aperto”: ho aperto. Eccomi con l'infiammazione solidamente impiantata nel cavo oro-faringeo. Non posso che dirmi: ad maiora!

    Buon anno, Mario!

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  4. Aspetta che prendo un dizionario e rileggo il post!:P No, ho capito quasi tutto a parte le cose strettamente bloggariane (Sono come Dante, neologismi a più non posso!), comunque nei primi tre aggettivi della ragazza che avevi richiesto ci rientro…gli ultimi due bè ci posso lavorare!:P

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  5. Pingback: Parole che non si possono più sentire: un dizionario | frottole

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