Frasi romantiche per san Valentino

Un'immagine per san Valentino: una coppia che si bacia.

Dopo il successo interplanetario dell’anno passato, che tanti lutti addusse agli Achei (l’anno, non il successo), anche nel 2014 voglio proporvi qualche appunto su espressioni terrificanti che si trovano in giro quando l’argomento di un racconto vira in direzione dell’erotismo.

Mancano solo due settimane alla festa globale dei fiorai. San Valentino è alle porte. Milioni di questuanti implorano Google: cosa si deve regalare per san Valentino? cosa si deve dire per san Valentino? invitarla a cena al fast food fa micragnoso? al cinese si mangia troppo agliato? e altre delizie ineffabili di questo stampo.

Eccomi qui, pronto ad aiutarli. San Valentino, giorno in cui si parla d’amore per obbligo di legge, è il momento adatto per riprendere un progetto demoniaco di qualche tempo fa: occuparsi di narrativa erotica. Ricordo a tutti le regole che mi sono dato:

  • non fare nomi;
  • non mettere link.

Perché? perché non voglio che troppa gente venga a lagnarsi. Se no mi tocca prendere il fucile e sparare. Quanto ai questuanti qui troveranno per lo meno qualche cosa che non devono dire. Per il resto possono riciclare i Baci Perugina.

Basta indugi. E che san Valentino da Interamna, che da lassù protegge gli epilettici, ci dia la sua benedizione. Qualche giorno fa leggevo con profitto un post di Anna Albano, editor e fustigatrice dei costumi letterari nazionali. Il post è dedicato alle scene erotiche che si trovano ormai a ogni pie’ sospinto nelle opere prime come nei romanzi di chi non ha niente da perdere. Anna Albano vi fa un’osservazione che mi ha dato l’idea per questo post:

scrivono di sesso più le donne che gli uomini.

Decido quindi di dare un’occhiata a cosa ci propone la rete. E ci propone di tutto. Scelgo fior da fiore da un raccontino che dovrebbe essere fetish. L’inclita autrice, che per comodità chiamerò Iolanda, ci descrive in prima persona il suo accoppiamento con un tipo nomato lo smilzo.

Per prima cosa rilevo che il racconto sa di dizionario medico. Una quantità di termini anatomici, con relativi sinonimi, che riempirebbe di meraviglia un ipocondriaco. È normale: le donne, si sa, comunicano con una proprietà di linguaggio nettamente superiore a quella degli uomini. Non a caso il Goldoni, nella sua saggezza, fa dire al signor Lunardo nei Rusteghi:

Co le lassè parlar, no le gh’ha mai torto.

Tale proprietà di linguaggio, tale lessico smisurato, uniti però a una curiosa concezione del buon gusto, hanno qui prodotto un atroce campionario delle espressioni più viete dell’italiano scritto.

È un susseguirsi di ampio scroto (tre volte), sapore maschile (tre volte), verga eretta (quattro volte), verga indurita (sei volte). C’è pure un incredibile turgore della verga di lui. Argh. La scena in cui viene usata l’incresciosa combinazione di termini è questa: lei si toglie un perizoma da educanda dell’Ottocento, si volta e subito nota il turgore della verga di lui. Il turgore. Lei nota il turgore.

Iolanda, per carità, non voglio insegnarti alcunché. Però potevi scrivere “mi voltai e vidi che era già a minchia dritta”. È un po’ più reale. Dà anche l’idea che tu sia soddisfatta del risultato. Ne hai ben donde: vuol dire che fai la tua porca figura, che hai il culetto aerodinamico. Forse hai pensato che minchia dritta sia poco elegante? Ragazza mia, per caso due persone che si avvinghiano e ragliano ti sembrano eleganti?

E anche per quest’anno san Valentino è sistemato.

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50 pensieri su “Frasi romantiche per san Valentino

  1. Direi che in queste espressioni c'è tutto. Queste scrittrici di romanzi erotici vogliono sempre provocare un turgore di verga in noi ma il solo risultato che riescono a ottenere è di renderci ampio lo scroto.

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  2. domanda: ma perché in questi racconti non c'è mai un uomo che abbia il turgore della verga come quello dei mini minions? si usano sempre espressioni che fanno gridare “oh mio Dio, e questo dove lo metto?”

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  3. Guarda se vuoi posso consigliarti “”Poi venne l'arcobaleno”, che ho disgraziatamente acquistato per sbaglio in un'edicola quando ero troppo ingenua per capire che le edicole vendono certi “libri”, di arcobaleni nel libro non ne ricordo, ma secondo me lei ha visto l'unicorno. Il corno, sopratutto.
    Poi questi libri sono sempre pieni di milf..probabilmente per far rispecchiare le lettrici!
    Ps.: sei scandaloso!!!:P

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  4. Il bello è che neanche la letteratura erotica che si vorrebbe “classica” è immune da questo assurdo morbo della reticenza quando si tratta di chiamare per il loro nome parti intime e/o pratiche sessuali. Ricordo ancora con sommo orrore nella famigerata Histoire d'O espressioni di questo tipo: “E lui si fece largo per il passaggio più stretto” (in luogo di “glielo spinse nel c…) oppure “allora lui ghermì le terga”. E questo è solo quello che la mia memoria ha vagamente trattenuto. Dopo la lettura di quel romanzo ho avuto un calo vertiginoso calo della libido, dovrebbero somministrarlo in carcere ai maniaci sessuali.

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  5. plauso incondizionato per madeddu e ampi inviti a jolanda: coraggio, dolcezza!

    un unico appunto: quel “madame albano” in prossimità del “fustigatrice” mi fa apparire come una specie di signora in costume di latex con relativo gatto a nove code. ma ho una reputazione da mantenere, io (un'ampia reputazione).

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  6. Turgore è una parola molto usata nei romanzi dove ci sono scene di sesso, più spesso di quanto si possa pensare… e da donna la cosa mi ha sempre messo un po' a disagio: perché tutta questa etichetta in una scena che dovrebbe trasudare passione? Probabile che ci credono tutte facilmente impressionabili… persino le “sfumature” varie si contengono e la protagonista non ha mai di parlare chiaramente della sua vagina, deviando con “mi toccò lì” o “mi strusciò là”… c'era da vergognarsi, prima accenni a manette e gatti a nove code e poi non sai chiamare le cose con il proprio nome? 🙂

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  7. ahahahah! Verissimo! Oppure da educande, anche se le educande non esistono più o forse si trasformano automaticamente in scrittrici di letteratura erotica… la metamorfosi…
    Perdona l'errore nel mio precedente messaggio: nella mia lotta con la tastiera, è andato perso “non ha mai il coraggio di parlare”… 🙂

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  8. Il mio dubbio personale è che ho sempre trovato difficile tirar fuori una parola che non fosse vagina (è brutto, esteticamente brutto, nun se pò vedè!)

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  9. Io ho trovato un modo poetico per nominarla. Ecco una poesia che tratta la vagina…

    SORPRESA
    Forte de lo cor che nulla ama
    avvicinai una presunta dama
    contrattai, e a prezzo pattuito
    le feci con sorriso lo mio invito
    ma a casa giunti, così restai paonazzo
    al posto della GNAGNA, avea lo cazzo.

    (Tutti i diritti riservati. Ogni uso e abuso del poema contenente gnagna sarà perseguito per violenza sessuale)

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  10. Dovrebbe leggere fanfiction per il prossimo san valentino: il vero assatanamento è quello amatariale, se lo ricordi sempre!
    Nulla batte la cucina della mamma e la torta al cioccolato della nonna, nemmeno i suoi ristoranti cinesi… figuriamoci una pasticceria!

    Al momento va forte una storia (attualmente in corso) in cui una giovane donna illibata ingabbia uccelli restando rigorosamente (e tecnicamente) illibata perché deve chiedere l’annullamento del proprio matrimonio (ma la regina Maria Antonietta, sbocconcellando una brioche, tutta vestita in color oro, le ha detto picche).
    Nel frattempo fa un 69 con un tizio incontrato 5 minuti prima e conclude assaporando il “piacere di un uomo che le cola tra le labbra”…

    Le lettrici al momento apprezzano moltissimo (io sono perplessa, ma non faccio testo), c’è pure un gruppo facebook dove si disquisisce con gusto di questi due che si accoppiano “come conigli selvaggi” e si cita il libro del profeta Ezechiele…

    C’è anche una scena in cui lui ruglia e non raglia… emette il suono di un cervo in amore, quindi, rumore che tutti conoscono mi pare…

    E poi seni palpitanti sotto camicie che divengono sempre più trasparenti dopo ogni respiro – stendiamo un velo pietoso.

    Ci sarà un motivo per cui le baccanti si riunivano in segreto e se vedevano un uomo lo facevano a pezzi, non crede?

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      • Guardi le copincollo dei pezzettini… e le metto in chiaro che non ci sto provando con lei… è roba molto imbarazzante, e pure riceve “review” estatiche… io non mi capacito 😛

        “È la prima volta che mi bacia, con un tale trasporto, che sento la sua bocca gustare il mio sapore, anche se io non faccio nulla per ricambiare questo bacio, e improvvisamente ho la consapevolezza che stanotte sia venuto a riscuotere un vecchio debito, lasciato in sospeso per tre anni.
        Mi prenderà, stanotte, lo sento dai suoi gemiti, che si fanno strizzati, dalle mani che percorrono con una foga diversa dalle altre e che sono di nuovo tra le cosce.”

        Diciamo che la scrittura è un grandissimo sfogo… i gemti strizzati sono interessanti…

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      • Però le mie che sono molto pudiche non piacciono… cosa che onestamente mi lascia indifferente… avrà notato, immagino , una certa tendenza al monologo ostinato, no?

        Proverò a scriverne una tutta di sospiri e mani tra le cosce e pensieri d’amore non corrisposti e sofferenza interiore ed esteriore e sesso davanti ai caminetti… ma solo per vedere chi se la legge (per me scrivono “ma ti sei impazzita?”).

        un po’ mi fa effetto: data l’età dovremmo non avere problemi a recuperare i mariti e sbatterli sui letti, no? Uno dei pochi vantaggi dell’età (mia cognata girava per discoteche, povera crista, fino a poco fa).

        Io detesto una fanfictionara (non dovrei lo so, la pace nel mondo e tutto il resto): per me ci ha “inquadrato” e a intervalli regolari ci ammannisce storie in cui non succede nulla: solo quasi-trapanation sull’erba, sul tappeto, nel prato, nel boschetto, bordo fontana, sul pavimento, sulla paglia… ogni scenario è buono.
        Lei è triste, lui non riesce a trattenere il fuoco della passione e allora finiscono in terra dove c’è quel che c’è (mai un cespuglio di ortiche!)

        Io non credo faccia sul serio, io mi sarei ben rotta al posto suo di questa trapanation! secondo me ci ha inquadrato e ci da ciò che pensa che noi vogliamo: trapanation everywhere! Seni che palpitano, gemiti strizzati e strozzati, voce di lui roca (caro vuoi una mentina?), mani che lasciano scie di fuoco (occazzo!) sospiri soffocati immancabilmente nell’incavo della spalla di lei che freme (e che altro deve fare?)… due @@

        Per me è una sua amica e ci sta pigliando per i fondelli! ne sono quasi certa!

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