Habitat, etologia e struttura sociale

Segni massonici sul dollaro...

Con questo post apro una serie dedicata al problema più spinoso del nostro tempo: l’ubiquità di coloro che credono che sia in atto un immane complotto ai danni del sistema solare tutto. Sarà un piccolo manuale di sopravvivenza all’incontro con i complotti e i complottisti: il Manuale dei complotti.

Qualcuno vi dirà che un manuale come il mio sia da prendere con le pinze, come tutto ciò che dice un disinformatore sul libro paga del Nuovo Ordine Mondiale. Ma d’altra parte chi meglio di un disinformatore professionista conosce complotti e complottisti: i complotti li ordisce, i complottisti li combatte. E, poiché ha a disposizione tecnologia aliena e denaro a vagonate, vince lui, il disinformatore. Se ne facciano una ragione, ma non cambino mestiere: senza di loro toccherebbe cambiare mestiere anche a me. E io tengo molto ai miei 6.000 euro mensili non signoraggiati.

 

Introduzione: il complottismo, questo sconosciuto

Negli ultimi duecento e fruscia anni la modernità, la scienza e la razionalità sono passate sulla religione come un rullo compressore. La frequenza alle funzioni religiose è crollata per gradi e ora è rilevabile solo con appositi strumenti. Ma si può tirare a campare senza una religione? Qualcuno ci riesce, ma nel complesso direi che si debba dare una risposta negativa.

Si inventano e diffondono in continuazione nuove confessioni. Un giorno ci siamo svegliati e abbiamo scoperto che i Testimoni di Geova non avevano più il monopolio della religione porta a porta. A contenderglielo c’erano i Mormoni, con le loro deplorevoli cravatte da assicuratori di provincia, e i tizi di Scientology, con quell’aria lì che hanno loro, l’aria di chi ha appena infilato il dito nella presa elettrica e non vede l’ora di farlo di nuovo.

Fin qui tutto normale: giusto un aumento di predicatori in giro per le strade. Ma internet e la globalizzazione hanno dispiegato anche in questo campo i loro effetti. Combinati questi effetti con quelli della libertà religiosa, non poteva che uscirne il mercato delle confessioni, dove la mano invisibile si rimbocca la manica per evitarvi le fiamme dell’inferno. Ed ecco il proliferare di offerte.

Dall’incontro mirabile di domanda e offerta nasce su questo mercato la prima religione del nuovo millennio, la prima vera religione globale della nostra specie: il complottismo. Nasce, si nutre, cresce e si diffonde con la velocità dell’influenza, che per altro sostiene essere un complotto per rallentare la crescita dell’economia cinese.

 

Conoscere il nemico per poterlo combattere

Siete in grado di riconoscere un complottista quando ve lo trovate davanti? Non sempre il complottista vi farà il favore, giusto dopo essersi presentato, di dichiarare urbi et orbi che gli Americani non sono andati sulla Luna, o che invece sono andati in segreto su Marte assieme ai Russi, o che i vaccini fanno diventare ghei, o autistici, a piacimento.

Qui di seguito, in tre rapidi punti, vi presento gli elementi che vi permetteranno di riconoscere di primo acchito il seguace del nefando culto del complottismo.

  1. Habitat. Il complottista vive di preferenza su Facebook a quote medio basse (ad alta quota è pericolosa a cause delle scie chimiche che spargiamo noi altri). Durante la stagione secca migra su appositi forum. I forum sono un ambiente dove la selezione naturale è spietata: chi non dimostra continuamente di credere a tutto viene espulso dopo un processo sommario: e non si sente più parlare di lui.
  2. Etologia. Il complottista è una creature prettamente verbale. Il suo essere complottista si manifesta tramite il parlare incessantemente del suo complotto preferito, che è un elemento ausiliario del complotto dei complotti, quello del NWO. È certo che sia in atto una congiura ai danni dell’umanità (lo neghiamo solo noi che ne facciamo parte): se questa congiura avrà successo, una quota consistente della popolazione sarà eliminata, roba da almeno sei miliardi di morti, che faranno la fortuna degli impresari di pompe funebri convenzionati con il Nuovo Ordine Mondiale. Ora, il complottista sa tutto questo: ebbene cosa fa, lo combatte? No, ne parla. Su internet. È il suo modo di fermare il complotto. Se gli chiedete una spiegazione, vi dirà che violentare la punteggiatura con la tastiera è l’unica via, perché così si informano le persone. Qualcuno, in vena di voli pindarici, vi dirà che così si illuminano le coscienze. Grazie per averci illuminato riguardo agli impianti bioplasmatici dei rettiliani, maestro.
  3. Strutture sociali. Il complottista vive in branchi scarsamente strutturati e guidati da un capo carismatico che se lo vedesse Max Weber cambierebbe mestiere. Il potere del capo è assoluto: in collegamento medianico diretto via youtube con la Verità, il capo decide per il branco a quali teorie del complotto credere e a quali no, sostenendo che queste ultime siano messe in giro da un apposito ufficio del Nuovo Ordine Mondiale. Il capo vive di quella che gli economisti chiamano rendita da signoraggio complottista: cioè mette insieme il pranzo e la cena vendendo ai membri del branco i DVD con le nuove prove dell’autoattentato delle Torri gemelle, alcune foto Rockfeller vestito a maschera e i risultati dell’ultima di campionato dei Rettiliani.

 

Cosa fare se un complottista vi si para davanti

Tenete a mente i tre punti e fate esercizio applicandoli alle persone che conoscete. Un parente, un amico, un compagno di scuola, un passante, un pensionato che con voi fa la fila alle poste maledicendo il governo e l’INPS: di colpo vi accorgete che almeno uno di loro è un complottista maledetto.

State calmi. È importante non mostrarsi spaventati. Il complottista sente l’odore della paura e prende coraggio. E a quel punto non avrete scampo: vi esporrà tutto il repertorio, dai Savi di Sion a Big Pharma, e vincerà a tavolino prendendovi per sfinimento.

Se siete in grado di improvvisare un attacco di ipoacusia, allora è il momento giusto per fare ricorso a questa vostra virtù. Altrimenti estraete la scacciacani e tentate il tutto per tutto. Caso mai vi venisse in mente di ricorrere alla violenza, vi avverto che la pistola è inutile. Sempre che non abbiate avuto l’accortezza di caricarla con proiettili d’argento, tipo quelli con cui furono fucilati Nicolae Ceaușescu e signora.

***

Nel prossimo post: come affrontare un complottista se non siete in grado di fingervi sordi, non avete con voi la scacciacani o avete finito i proiettili d’argento. Manuale dei complotti, parte seconda: faccia a faccia col fascio 2.0.

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7 pensieri su “Habitat, etologia e struttura sociale

  1. Pingback: Faccia a faccia col complottista (2) Il fascista 2.0 | frottole

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