Gli adoratori di Shapona

Shapona, dio del vaiolo presso gli Yoruba della Nigeria.

Questo è il sesto post del manuale di lotta alle fregnacce cospirative, materiale formativo per aspiranti disinformatori del Nuovo Ordine Mondiale. Il manuale non è coperto da diritti e reca in omaggio al lettore gli occhiali da sole con l’ambito effetto pupilla rettiliana.

Non fateveli sfuggire! E conservate i tagliandi fedeltà per l’estrazione dei premi conclusiva.

Vi chiedo perdono, perché in questo post prenderò l’argomento un po’ alla lontana. Sarete pazienti? Dovete solo immaginare di vivere in un mondo lontano nel tempo e nello spazio. Un mondo dove la gente muore frequentemente per orrende infezioni, dove i medici non lottano solo contro le malattie, ma anche contro gli uomini.

 

Nigeria, primi del ‘900

Quel mondo così assurdo, uguale a quello di oggi, dista poco più di cento anni dal nostro. Siamo in Nigeria, colonia della corona britannica. Nonostante gli sforzi dei medici e della autorità, nonostante i progressi della scienza, molte malattie flagellano la popolazione. La peste per esempio colpisce Lagos nel 1924, anche se viene arginata in breve tempo. Altre malattie invece sono onnipresenti.

Una di queste è talmente diffusa da avere pure una propria divinità. L’oggetto nell’immagine qui sopra, che qualcuno avrà scambiato per una bambola vudù, è una raffigurazione di Shapona, pustoloso dio del vaiolo. La sua collera portava la malattia. Gli erano dedicati altari e luoghi di culto. Aveva anche i suoi sacerdoti, organizzati in potenti confraternite e in società segrete, che si opponevano alla vaccinazione.

Un funzionario di sanità della colonia, Oguntola Sapara, originario della Sierra Leone, aveva di più gravi sospetti. Era sua convinzione che le confraternite degli adoratori di Shapona diffondessero esse stesse la malattia, usandola come strumento di ricatto nei confronti di singoli cittadini e comunità, per ottenere denaro e favori: da ciò, e non da motivazioni di purezza rituale, derivava la loro contrarietà alla vaccinazione del vaiolo.

Ma come dimostrare l’esistenza di un crimine così spaventoso, di cui nessuno – per paura – osava parlare? C’era un solo modo. Il coraggioso dottore, correndo un grave rischio personale, si infiltrò in una confraternita e ottenne l’iniziazione.

I suoi sospetti si dimostrarono più che fondati. Infettare qualcuno con il vaiolo, come vide, era quanto di più semplice si potesse immaginare. I sacerdoti conservavano in barattoli ben chiusi, da tenere lontano da fonti di calore, le pustole dei contagiati: nelle pustole il virus aspettava la sua occasione. Un barattolo e la visita a un malato, tanto bastava a quei criminali per procurarsi un’arma batteriologica elementare ed economica, ma dall’efficacia spaventosa.

Le confraternite vennero messe al bando dalle autorità coloniali e il culto di Shapona vietato. Era il 1907.

 

Che ne fu dei nostri eroi

Il dottor Sapara continuò a esercitare la professione medica fino alla sua morte, che arrivò nel 1935. Durante la sua vita ottenne numerosi riconoscimenti, compreso il prestigioso Imperial Service Order, di cui fu insignito dal re Giorgio V.

Il dio Shapona continuò ad avere degli adoratori, per fortuna meno delinquenti dei primi. Perse comunque il posto nel 1980, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarò il vaiolo eradicato dalla faccia della Terra, a seguito di un’intensiva campagna di contenimento e vaccinazione. Cosa fece dopo questa data è difficile saperlo. Forse seguì la strada di Shitala.

Shitala è la dea del vaiolo per gli induisti. A differenza di Shapona, che bello non è mai stato, Shitala è una ragazza assai graziosa. Come il suo collega nigeriano anche Shitala perse il posto nel 1980, ma si sa che si diede subito da fare, frequentando un corso di formazione-lavoro finanziato dalla regione Lombardia, sempre in ambito sanitario. Adesso ha un proprio ufficio nel pantheon induista, presso il quale rappresenta l’associazione professionale delle malattie esantematiche.

 

A volte ritornano

Dall’impresa del dottor Sapara sono passati più di cento anni. Forse il mondo si muove veramente su cicli di durata secolare, perché gli adoratori di Shapona stanno tornando, anche se non hanno più un dio. Forse nemmeno c’è un dio che li voglia per adoratori.

Sono gli antivaccinisti: gente che dice che i vaccini non servono, o che servono solo a riempire il conto in banca del signor Big Pharma, o fanno diventare ghei, oppure autistici, a piacere. “Al voler vostro e mio”, come scrive il Poeta.

Su Protesi di Complotto li definiscono gente con diritto di vaiolo: gente generosa che estenderebbe il diritto di vaiolo anche agli altri.

***

L’effigie Shapona è opera di un guaritore nigeriano, il quale scolpì e montò molte raffigurazioni di quel tremendo dio e le donò agli organizzatori di una conferenza sull’eradicamento del vaiolo che si svolse nel 1969.

Nel prossimo post prenderemo confidenza con le dimensioni del complotto: L’organigramma del NWO, chi è dentro alla congiura?

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7 pensieri su “Gli adoratori di Shapona

  1. guarda Ale, ieri mi è capitato di soffermarmi su un programma di italia1, mistero, e con mia grande sorpresa parlavano di illuminati e nonsocosaltro, e su un servizio raccontavano che anche beyonce e il marito jay z fanno parte della “setta”. e addirittura l'acronimo del nome del figlio suona come nato sotto gli illuminati.
    sarà vero?????????????????????????????????????????

    Mi piace

  2. Pingback: Faccia a faccia col complottista (5) Supereroi contro le scie chimiche | frottole

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