Mentre tutti guardavano ‘La grande bellezza’

Toni Servillo in "La grande bellezza".

Questa mattina il mio saggio fratello ha scritto su Facebook che il paese dei santi, dei poeti e dei navigatori ha aggiunto un nuovo mestiere a quelli che già praticava, cioè ministro dell’economia e CT della nazionale di calcio.

Adesso gli Italiani sono anche critici cinematografici. E in effetti avevo avuto qualche sentore di questa mutazione antropologica improvvisa. Sono stato ieri pomeriggio al bar dello Sport (Dio conservi Stefano Benni e il suo neorealismo). Gli avventori discutevano animatamente, come di consueto, e con la consueta foga autistica con cui parlano di Zola, fuorigioco e modulo all’italiana: solo che parlavano di montaggio analogico.

Insomma, grazie al post di mio fratello scopro cosa si celava dietro queste novità apocalittiche: La grande bellezza, vincitore del premio Oscar per il miglior film in lingua straniera, veniva trasmesso in chiaro dalla TV. Tanti complimenti da parte mia a Sorrentino, a Servillo e anche alla Ferilli: mi hanno detto che finalmente ha fatto vedere le bocce.

Scopro la cosa con un giorno di ritardo, quindi non ho visto La grande bellezza. Che poi – incredibile dictu audituque – a quell’ora stavo proprio guardando un film. Incredibile dictu etc l’ho scritto – chi mi conosce lo sa – perché è molto raro che io guardi dei film. In un anno, se tutto va bene, ne vedo una decina.

Il film che ho visto ieri, mentre mezza nazione guardava La grande bellezza e si laureava al DAMS, si intitola La piccola Vera. Regia di Vasilij Pičul, La piccola Vera fu campione d’incassi nel 1988, con quasi 55 milioni di spettatori, nei cinema dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

La giovane Vera si è appena diplomata e vive insieme a suo padre Kolija e a sua madre Rita. Suo fratello Viktor, più grande, sta a Mosca, dove esercita la professione di medico. Vera è insoddisfatta della vita nella cittadina di provincia in cui si sente intrappolata. A casa le cose non vanno proprio benissimo. I genitori non approvano il suo stile di vita e le sue amicizie. Vera, che ha un caratterino niente male, non sembra disposta a fare marcia indietro. E, per di più, nel bel mezzo di una retata della polizia durante un concerto non autorizzato, decide di innamorarsi: per tutto il film rimane insieme tenera e feroce, prepotente e fragile.Natal'ja Negoda sulla copertina di Play Boy, maggio del 1989.

Niente spoiler, tranquilli. Perché sono certo che andrete tutti su youtube immediatamente per guardarvi La piccola Vera. È un film molto anni ’80, uno spaccato di vita tardo-sovietica, a tratti veramente spietato. Colonna sonora articolata intorno a due canzoni di Sofija Rotaru, cantante pop all’epoca (e sul posto) alquanto famosa. Notevole l’interpretazione del compagno Jurij Nazarov nella parte di Kolija, l’alcolizzatissimo padre di Vera. Il film fece scalpore: vi si vede la prima scena di sesso del cinema sovietico. Per chi si fosse distratto: 1988…

Quanto a Vera, la protagonista, è interpretata da Natal’ja Negoda. Classe 1963, Natal’ja Negoda, una grande bellezza (ops), era alla sua seconda prova di recitazione. L’anno dopo comparve sulla copertina di Playboy del mese di maggio, come potete vedere. E ho detto tutto.

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15 pensieri su “Mentre tutti guardavano ‘La grande bellezza’

  1. Qual gonadi! Ieri ne parlavano tutti, manco fosse un obbligo vedere il “film che… bla bla… e poi Di Caprio è scandaloso che non abbia vinto…” e quant'altro.

    La tua segnalazione ha invece attirato la mia attenzione. Non so se lo guarderò, ma almeno sono sicuro che non dovrò parlarne con tutti!

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  2. Basta fregnacce, passiamo alle cose serie:

    “che mi hanno detto che finalmente ha fatto vedere le bocce” -> molto di sfuggita, purtroppo.

    Detto questo, ho avuto la fortuna di vedermelo a casa – scaricato, of course – senza interruzioni pubblicitarie e senza la “pressione” di star vedendo un vincitore dell'Oscar, e sicuramente l'ho apprezzato molto di più rispetto a quanto avrei potuto vedendolo su canale 5. La cosa curiosa è che all'epoca lessi un po' di critiche e mi trovai d'accordo sia con quelle positive che con quelle negative.

    Detto questo, corro a cercare 'sta Vera su youtube 😀

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  3. Ecco, anche questa storia dell'Oscar mancato al povero Di Caprio: ora, siamo tutti contenti che da belloccio che piaceva alle ragazzine si sia evoluto in un attorone, però l'Oscar non è un diritto riconosciuto dalla costituzione. E forse qualcuno si ricorda dei tremendi reati che Di Caprio ha compiuto in gioventù, come Titanic… 🙂

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  4. Io le bocce della Ferilli non le ho viste. Sarà che non ho colto le implicazioni sociologiche racchiuse nella scelta di un montaggio ana-satirico primaché analogico-visibile; quasi con intento didattico (da intendersi nell'accezione brechtiana) del profilmico dell'Autore volutamente parallelo e parodistico la poetica e stilistica già felliniana.

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  5. Pingback: Si parlava di donne | frottole

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