Le idi di marzo: l’ombra del signoraggio

Cesare viene ucciso: scena dal film di Mankiewicz.

Il 15 di marzo del 44 a.C. Gaio Giulio Cesare si recò in senato. Non fece più ritorno a casa. Cosa si nasconde dietro il suo omicidio?

Qui di fianco potete vedere una rara foto originale di Giulio Cesare: uno scatto quasi miracoloso che si deve a Ligario, il quale aveva portato con sé lo smartphone. Dietro Cesare sta il primo dei congiurati ad alzare il pugnale sul generale, il sarcastico Casca, della sezione romana del gruppo Bilderberg.

Intorno gli altri partecipanti alla congiura: Cassio e Bruto, magistrati collusi con i poteri forti, Metello Cimbro, consigliere d’amministrazione dell’INPS e Decio, lobbista delle multinazionali. Del tutto estranei alla faccenda sono invece Popilio Lena, dietologo di scarso successo, e Cicerone, un vanitoso linguacciuto.

Alla pugnalata del Bilderberg Casca ne seguirono altre ventidue. Il medico legale, dottor Antistio, osservò che delle ventitré pugnalate solo una era mortale. Probabilmente quella di Bruto, la cui presenza fra i congiurati diede immenso dispiacere a Cesare, il quale molto lo amava. Si ruppe allora il gran cuore e niente più avrebbe tenuto Cesare in vita.

A decidere il destino di Cesare fu la riforma monetaria che si doveva votare quel giorno, quello sciagurato 15 di marzo. Battere sesterzi liberi da debito, questo era l’obiettivo di Cesare: così da far ripartire l’economia e annullare l’indebitamento dello Stato.

Questo, per converso, avrebbe azzerato i proventi del signoraggio per banche e pubblicani. Presi contatti con funzionari corrotti e magistratimenoelle, armarono la mano dei congiurati. Rimaneva solo da mettere in atto il criminoso proposito.

Il 15 di marzo l’occasione si presentò. Cesare cadde colpito dai loro pugnali: con lui caddero nel dimenticatoio della storia i sesterzi liberi da debito. Quanto quella riforma fosse necessaria è presto detto: nel giro di a malapena cinque secoli cadde anche l’impero superbo di Roma.

Il mondo a volte corre lungo il filo del rasoio. Quel giorno fu una di quelle volte. Calpurnia, la moglie di Cesare, fece un brutto sogno quella notte e ne ebbe paura. Il presentimento non le dava pace e a lungo pregò il marito di non uscire di casa. Ma Cesare non le diede ascolto.

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17 pensieri su “Le idi di marzo: l’ombra del signoraggio

  1. Ma haarp non c'entrava? E poi c'erano le scie chimiche, i cieli di Roma erano stati percorsi da scudi infuocati…chiaramente veicoli aerei che rilasciavano bario e alluminio nonché filamenti polimerici. Si è trattato di un gombloddo in piena regola!!!

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  2. Pingback: Signoraggio bancario e strane coincidenze | frottole

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