Si parlava di donne

Marilyn Monroe

Vi è mai capitato di dire qualcosa di agghiacciante proprio nel momento in cui tutti coloro che non devono sentire, a causa di un qualche rarissimo allineamento planetario, hanno smesso di parlare? Oppure vi è successo di essere lì, di vedere questo fenomeno che rasenta il paranormale, di esserne vittime? Su, alzate la mano. Ecco, è successo a tutti. I fenomeni paranormali stanno diventando un po’ troppo frequenti.

Di questo fenomeno sono stato testimone poco tempo fa. Questa è la storia di quei momenti fatali: prima ci si rallegra, tosto viene il pianto.

Era pomeriggio ed ero in biblioteca, come spesso faccio. Con gli amici usciamo per prendere il caffè alla macchinetta e goderci il caldo sole della primavera appena entrata. Si parlava di donne (siamo uomini molto originali). Per la precisione il nostro amico dalla smisurata saggezza invitava tutti a esternare e argomentare la loro preferenza.

Il suo ideale di donna è la Bellucci, ci diceva: scura di capelli e mediterranea. Un altro, estimatore delle curve, con accorati accenti tesseva le lodi di Kitty Kosmo, pin up favolosa. Io, per fare l’originale, citavo la semisconosciuta attrice Natal’ja Negoda. E alla via così, fino al più sentimentale, legato alla memoria di Marilyn Monroe, la cui bellezza brilla di luce propria ancora oggi.

Mancava solo un parere, un amico dalla flebile voce faceva un po’ il ritroso. Alla fine, sollecitata la sua alta opinione con preghiere e promesse di offerte votive, cedeva alle insistenze dei cari amici e pronunciava testuali parole:

A me piacciono quelle tossiche che recitano nei film porno più ignominiosi, quelle che quando le inquadrano da vicino si vedono i buchi sui polsi. Quelle che le mettono a fare le cose più turpi, come l’auto-fisting, e si vede che provano schifo per quello che fanno e per se stesse, ma lo fanno ugualmente perché hanno bisogno di soldi per la dose. Ecco, a me quelle piacciono molto, trovo che siano molto umane.

Mentre il criminale di guerra pronunciava con flebile voce tali parole si era fatto intorno a noi un silenzio liturgico. Le studentesse di lettere e filosofia ci guardavano inorridite. Guardavano noi, non lui. Lui nel frattempo gettava il bicchierino nella spazzatura e innescava l’ordigno Fine di mondo:

Questo caffè fa schifo. Se lo prende una donna incinta la fa abortire, dovrebbero vietarlo per legge. Be’, io torno dentro.

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20 pensieri su “Si parlava di donne

  1. niente di particolare… un “quella gran p*****a di tua madre” detto a un mio compagno di banco alle medie, durante il cambio dell'ora. Inutile dire che improvvisamente tutto tacque e apparve la professoressa di italiano.

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  2. 😀
    Mi capita sempre e dico cose anche più inquietanti.
    Tempo fa in libreria stavo cercando di convincere il mio compagno a regalarmi il nuovo romanzo di Alice Sebold. Alla sua domanda: “ma chi è questa che manco l'ho sentita mai nominare?” rispondo, mentre stavamo in fila alla cassa: “ma come, non la conosci? È quella che ha scritto quel fantastico libro su uno psicopatico che uccide una ragazzina, dai, quello veramente fortissimo, fichissimo…”. Inutile dire che tutti si sono girati e mi hanno guardata come se la psicopatica fossi io. 😀

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