Osservando i bimbiminkia

Justin Bieber, re dei bimbiminkia.

L’altra sera, mentre era già in atto lo sgradito revival dell’inverno, passeggiavo per la strada e osservavo i passanti e le cose, come faccio spesso quando non ho niente da fare o nessuna voglia di farlo.

In particolare trovavo degni di attenzione i bimbiminkia e li studiavo quasi forse con la stessa minuzia con cui un uomo potrebbe scrutare al microscopio le creature effimere che brulicano e si moltiplicano in una goccia d’acqua.

La riproduzione

Non ho scritto moltiplicano solo per esigenze di citazione: ho visto una bimbaminkia in dolce attesa. Bella, come sono le donne incinte. Avrà avuto dodici anni al massimo. E mentre la guardavo immaginavo il fatale dialogo col dolce suo principe:
– Non necessitiamo di goldone alcuno, mia leggiadra signora: al momento opportuno lo menerò fuori.
– E se, a causa della virile foga, in tempo non faceste?
– Amor mio, non vi crucciate: sono uso, in questa mia verde età, sparare a salve.

Il mese seguente:
– Buaaa, sob! Non mi sono venute! Sigh!
– Perché sei una poottana e lo fai anche con altri, ecco perché sei incinta! Sei una zoccola, ti lascio!
E le lascia anche il bambino. Non male per un cavaliere che, nella sua verde età, per la prima volta non ha sparato a salve.

La cucciolina col pancione, sedotta e abbandonata, passeggiava e guardava le vetrine dei negozi. Le amiche le dicevano: “Ti sono venute due tette enormi, che invidia!” Si sa, non c’è niente come un complimento per consolare una donna.

Abitudini e comunicazione

Durante la mia passeggiata scientifica ho notato con disgusto che la gran parte dei bimbiminkia (e non poche delle bimbe) sputa continuamente per terra e mette, in tale operazione, ingegno e alacrità mirabili.

Ho elaborato alcune ipotesi, la cui validità non posso valutare, mancandomi i mezzi e le conoscenze necessari. Le elenco qui di seguito, per i volenterosi ricercatori che volessero rimediare alle mie negligenze:

  • diffusione epidemica di infezioni del cavo oro-faringeo che causano un aumento esponenziale della salivazione;
  • orrendi esperimenti che prevedono l’inserimento, nel genoma di Homo Sapiens, di porzioni di DNA di Lama glama, il Lama delle Ande;
  • emanazione, da parte delle competenti autorità sanitarie, di nuovi precetti, di orientamento contrario agli antichi, in materia di igiene pubblica;
  • pubescente idiozia, che in taluni casi può prolungarsi ben oltre l’età dell’adolescenza e financo alle età più senili.

Se le dottrine di certe superstizioni e culti misterici sono veritiere, si possono dare casi di idiozia pubescente che continua anche dopo la morte. Ad ogni modo mi rifiuto di dare credito a qualsivoglia genere di Giudizio Universale che richiami dall’oltretomba questo esercito di Lama imbizzarriti.

Per il resto, quando non sputano, bestemmiano.

Manto e piumaggio

Inesperto di moda, anzi, particolarmente fuori moda io stesso, e per abbigliamento e per maniere, dello stile d’abbigliamento dei bimbiminkia non mi occuperò, lasciando ad altri, più eruditi in tal senso, l’onore e l’onere di tali indagini. Diverso è il punto che mi preme affrontare.

La molesta senectute dei miei trent’anni e il mio taglio di capelli da coscritto m’impongono, in questo ritorno di fiamma dell’inverno, di indossare tabarro, guanti e cappello. Altrettanto invece il clima non impone ai bimbiminkia. Costoro infatti affrontano le rigide temperature odierne coperti di abiti estivi: in particolare i ragazzini, ma non manca la quota rosa, fornita – come d’uso in questi frangenti – dal quartile delle maggiorate.

Vedendo quei ragazzini in camicia, quando non in maglietta a maniche corte, solo una cosa riuscivo a pensare: a quando, a solo trent’anni, reumatismi e artriti li obbligheranno a camminare lenti, doloranti e aggrappati al bastone. Un arzillo vecchietto li fermerà per la via, chiedendo loro del reparto, del fronte, del luogo in cui vennero mutilati per l’onore della patria. Il vecchio signore zoppica, leggermente, per la scheggia di un 88 millimetri: accadde la mattina del 24 di ottobre del ’42, a Jabal Kalakh, Africa Settentrionale.

***

Comunque, come dice un mio amico, quando non sopporti più i ragazzini vuol dire che sei diventato vecchio.

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24 pensieri su “Osservando i bimbiminkia

  1. Tra le ipotesi circa le cause del frequente ricorso allo sputo su pavimentazione stradale suggerirei l'uso smodato di tabacco da fumo di cui i suddetti bimbiminkia, in una sorta di delirio d'immortalità adolescenziale, si servono come se facesse gran bene. Da ciò, quindi, deriverebbe l'esigenza di scatarrare come vecchi lama imbizzarriti onde espettorare l'eccesso di catrame ed altri idrocarburi derivati dalla suddetta pratica.

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  2. Penso sia più una cosa tipo “Se fumi e non sputi godi solo a metà” e poi vuoi mettere il fascino tenebroso che dona la siga alle facce imberbi? 😀
    PS: I miei nonni hanno fumato la prima sigaretta a 12 anni perché gliele regalavano i soldati Ammerigàni, forse erano un po' bimbiminkia anche loro…

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  3. Io ve lo dico, per vostra cultura generale: chi invidia le “tette enormi” non sa la fatica di portarsele a spasso. A siurine così auguro di dover portare un cartello al collo che indichi fronte e retro. E che nessuno noti la differenza tra i due versi.

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  4. Ieri, approfittando di uno sconto stellare, ho comprato una giacca di pelle per la mezza stagione, non avendo niente di più pesante di una camicia che non sia, appunto, il tabarro. Mi sono riguardato allo specchio a casa e mi sono sentito un po' un vecchio che cerca di imitare supergiovane.

    Ti ringrazio, endi. Che la vecchiaia sia con noi.

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  5. No, no, erano proprio bimbiminkia. Non erano allo stato brado, non più di quanto sia normale a quell'età. I truzzi veri – a Cagliari detti 'gaggi' – fanno tutta un'altra impressione. E fino a primavera inoltrata vanno in giro con il piumino sopra la canottiera di Dolce e Gabbana.

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  6. Mia mamma un paio di annetti fa era stata trasferita nel reparto di ostetricia. Ogni tanto capitava la quattordicenne incinta che, quando doveva compilare il modulo, doveva telefonare al fidanzatominkia e chiedergli “Oh, senti, qua ci devo mettere il tuo cognome. Com'è che fai di cognome?”

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