Il fuffaro di sinistra

Un corteo di autonomia operaia: striscioni e passamontagna.

Ieri sono stato contattato dal Garante. Pare che io abbia violato la par condicio: due post sui fascisti 2.0, nemmeno uno sui commies. Devo rimediare, mi ha detto, dopo avermi sgridato e intimato di non farlo più, se no mi pesta la manina. Altrimenti mi fanno chiudere. Non posso mica fare quello che mi pare come un TG4 qualunque.

Eccomi qui, di conseguenza, a integrare il mio manuale di resistenza al complottismo con il complottista di sinistra. So che il complottista di sinistra difficilmente è pericoloso, però non ho resistito: un rassicurante corteo di Autonomia Operaia deve illustrare questo post.

Con il complottismo di sinistra, grazie ai miei anni di militanza giovanile, ho una certa consuetudine. NdR: per chi se lo stesse chiedendo (perché ve lo state chiedendo), la risposta è no, non vestivo da pagliaccio e non avevo i rasta. Purtroppo questo è un mondo difficile e la realtà non sempre ci fa il favore di adeguarsi agli stereotipi che più ci aggradano. Fatevene una ragione: a diciannove anni sembravo già il vecchio che sono adesso.

Ma andiamo all’argomento. Il complottista di sinistra è una specie abbastanza diffusa, che interessa sia l’areale della sinistra moderata, sia l’areale della sinistra radicale. È bene chiarire subito un aspetto importante, che ci eviterà delusioni e alti guai: rispetto ai complottisti di destra, fenomenali per varietà di congiurati e numero di complotti creduti veri, i complottisti di sinistra appartengono tutti alla stessa sottospecie. È la sottospecie petroleum.

 

Petrolio, petrolio in ogni dove

Per il complottista di sinistra il petrolio è la causa scatenante di tutte le vicende della politica internazionale dell’ultimo secolo, o almeno dalla fine della Seconda guerra mondiale. Sono escluse solo le guerre immediatamente diagnosticabili come casi di comunismo infettivo o autoimmune, come la guerra di Corea e quella di Vietnam.

Se il petrolio è la causa scatenante, l’agente patogeno sono sempre gli Americani, che il complottista di sinistra – in questo qualificandosi un esempio di complottista perfettamente rientrante nel canone – considera ad un tempo onnipotenti e incompetenti.

Invadono l’Iraq? per il petrolio, naturalmente. Qui il complottista vince facile e Saddam buon’anima lo saluta da lassù, prima di tornare a pettinarsi i baffi. Ma i problemi iniziano presto per un simile paradigma interpretativo.

Afghanistan. Mai vista una goccia di petrolio da quelle parti. Il complottista non si perde d’animo: “Non c’è il petrolio ma gli Americans ci voglio costruire l’oleodotto per portare petrolio da qui a là. E per costruire un oleodotto adesso bisogna impelagarsi in una guerra, sono le regole, se no sei squalificato”. Semplice, no? è proprio il terreno adatto per un oleodotto.

Mettiamo in difficoltà il complottista, prendiamo il Kosovo. A parte che prima della guerra tra la NATO e la Serbia non lo avevamo mai sentito nominare. Che accidente c’è in Kosovo, Kosovari esclusi? Ecco, il complottista proverà a collegare la questione al petrolio o agli oleodotti, ma stavolta non ce la farà. Però, uno sforzo mentale dopo l’altro, riesce a tirarsi fuori dall’impasse. “La Serbia era un pezzo della Jugoslavia, la Jugoslavia era comunista, quindi…” e il sillogismo complottaro è completato: la guerra di Kosovo è un caso di comunismo esantematico, di quelli a sintomatologia lieve.

Americani, multinazionali americane, Marines americani, il McDonald americano: una banda costruita intorno ai pozzi petroliferi, preferibilmente quelli altrui. Che poi, come diceva Mohammad Reza Pahlavi, Scià di Persia, Re dei Re, Capo dei Guerrieri, Luce degli Ariani, il petrolio noialtri sappiamo solo bruciarlo. Chissà, forse lui se lo beveva.

 

Post scriptum: il complottista di sinistra va alla guerra

Un appunto a margine. Il complottista di sinistra, quando coincide con l’attivista, con il militante, diventa portatore sano di percezione errata dell’autoefficacia. Vi illustrerò il punto grazie a un caso che vidi con i miei occhi, ascoltai con le mie orecchie e che ora trascrivo con le mie manine sante.

Il fatto avvenne durante una riunione del collettivo (il collettivo ha due modalità di funzionamento: riunione e corteo di protesta). Si parlava di servitù militari, argomento all’epoca molto sentito in Sardegna.

Fra gli interventi della riunione, variabili per lucidità e competenza sintattica, se ne distinse uno, che ricordo con precisione. Una signora compagna dichiarò che la lotta per la chiusura delle basi americane in Sardegna era fondamentale per il conseguimento della pace nel mondo, obiettivo modesto. Disse: “Gli Americani vengono qui per fare le esercitazioni. Se perdono le basi non posso più fare le esercitazioni e quindi non potranno più fare guerre”. Certo.

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15 pensieri su “Il fuffaro di sinistra

  1. Il petrolio c'è, solo che loro non lo dicono per ragioni superiori. D'alema con il Kosovo? Lo hanno costretto quelli della NATO, e lui di fronte alla NATO non può far nulla, nemmeno dissentire.
    Comunque sei un estremista, ciao.

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  2. I complottari religiosi sono temibili, ti ritrovi in cima a una pira ardente senza nemmeno accorgertene, chiedi a Giovanna D'Arco! 😀
    PS: Avere Enver Hoxa che accetta di farsi nume tutelare del blog è un onore notevole (e a 'sto punto mi domando se sia una coincidenza…)

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  3. Mi pare di capire che credi che l'antiamericanismo sia una prerogativa del fuffaro di sinistra. Se è così, ti sbagli: è un sentimento molto più bipartisan di quanto si pensi.
    La differenza tra l'antiamericanismo del fuffaro di sinistra e quello del fascista 2.0 è che ne caso di quest'ultimo è molto volubile.
    Quando al fascista 2.0 conviene, l'America è “la patria della /lib:ə’t:ʰa:/” (per i non avvezzi all'alfabeto fonetico internazionale, è “libertà” pronunciata con la b geminata e la t geminata e aspirata. Un po' come in greco antico, insomma), mentre quando non gli conviene, sono azzazzini che la CIA è cattiva. Il fatto che l'altra CIA, la Confederazione Italiana Agricoltori, sia molto più perfida non li sfiora.
    Ad esempio, qui da noi, nell'altra isola, che quando la sento nominare mi vengono attacchi di orticaria, sia i fasci 2.0 che i punkabbestia sono uniti nella protesta contro il MUOS. Una. Cazzo. Di. Antenna. Parabolica.

    Ah, e per la cronaca mi sono offeso perché nel post sui laureati in scienze politiche non hai citato gli studenti di lingue, altra facoltà inutile.

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  4. Non lo credo: i post sui fasci 2.0 contengono tonnellate dell'antiamericanismo d'accatto disponibile anche da quelle parti. L'antiamericanismo è come il grigio, sta su tutto. Sempre di moda, a targhe alterne. Ricordo ancora i giornaletti della destra più bieca che titolavano “Iraq trincea dell'Europa” o robe così al tempo dell'ultima invasione. Peccato che l'Europa non se ne fosse accorta 🙂

    Sul MUOS ti faccio rispondere da un complottista a caso: “Ma quell'antenna parabolica c'ha le onde elettromagnetiche mortali, informati!1!11!!!!”

    B geminata, T geminata e aspirata… eh?! O_o leggo queste cose, non le capisco e mi spavento.

    Per il post sulle lauree: come è che adesso tutti volete fare a gara a chi ha studiato alla facoltà più mal vista?

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  5. Geminato = consonante che viene pronunciata doppia, ma ortograficamente va scritta con una sola consonante.
    Ad esempio, “obiettivo” viene spesso pronunciato “obbiettivo” (c'è anche chi scrive obbiettivo, ma per quelle persone esistono i gulag).
    Aspirata = come l'h in inglese.

    E comunque studiare nelle facoltà più malviste è trendy: così alla fine potrai dire “sono diventato ricchissimo anche se ho studiato scienze delle patatine”. E mal che vada, c'è sempre la carta dell'impiego pubblico: stipendio da fame e precariato a vita, ma oh, sossoldi.

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  6. Pingback: Faccia a faccia col complottista (8) L’istruzione del complottista | frottole

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