Il concorso pubblico: come prepararsi

Faldoni di carte amministrative.

Questi sono tempi di magra. La crisi economica, la crisi in Ucraina, la crisi allergica: una combinazione letale pensata per abbatterci e lasciarci lì, nella prostrazione più nera, a fare calcoli su quanto ancora ci resta da vivere e ad accorgerci che – conta e riconta – non c’è niente da fare. Ci rimane sempre troppo tempo.

La crisi ci ha espulso dal mercato del lavoro. Perché abbiamo studiato troppo, o troppo poco. L’aurea mediocritas di Orazio mai ci ha attratti, bontà nostra. Eccoci sistemati: senza lavoro e senza possibilità di trovarne uno. E lentamente sentiamo farsi strada in noi il malsano proposito di partecipare a un concorso pubblico.

 

Quando Berta filava

Ci furono tempi in cui lo Stato assumeva infornate di dipendenti pubblici che era una meraviglia. D’altra parte doveva pur tenere buona la piccola borghesia impiegatizia. Anche il piccolo borghese vota; se non stai attento, finisce che ti vota comunista. Allora sotto con le assunzioni, per tutti i gusti e tutti i titoli di studio.

Quei tempi sono finiti da un pezzo. Difficilmente torneranno. Eppure ci troviamo a spulciare l’elenco dei concorsi aperti. Perché per quel posto di stagista non ci hanno nemmeno risposto, perché i trent’anni sono superati, perché siamo alla canna del gas. Per chi ha studiato giurisprudenza, economia o scienze politiche il concorso pubblico è pur sempre una possibilità: magari l’ultima, poi viene la lametta da barba. Prima o poi ci pensiamo tutti. Avanti, alzi la mano chi ci ha pensato. Tutti, pure i laureati in fisica. Siamo messi bene.

Tiriamo su questa funerea guida ai concorsi pubblici: come trovare un lavoro da monsù Travet in poche semplici mosse.

 

Il concorso intorno a te

Per prima cosa: evitare i concorsi con il bando fotocopia del cv del candidato che vincerà. Tanto non siamo noi. Evitare anche i concorsi per funzionario clamoroso, direttore naturale, potenza regionale in ascesa e via dicendo. Repetita iuvant: tanto non siamo noi.

Il comune di Scartafaccio, provincia di Millantano, cerca una decina di impiegati, categoria contrattuale più bassa, part-time a tempo indeterminato, 800 euro al mese. Questo potrebbe fare al caso nostro. Spulciamo i requisiti, va’.

  • Cittadinanza italiana. Ce l’ho.
  • Diploma. Ce l’ho.
  • In regola con gli obblighi di leva. Ce l’ho.
  • Figurina di Baresi. Ce l’ho.
  • Fedina penale pulita. Facciamo che ce l’ho.

 

Il bando di concorso, leggere attentamente le avvertenze

Mandiamo tutto: certificato di diploma di scuola superiore, rilasciato per gli usi consentiti dalla legge in una data così lontana che non vogliamo nemmeno vederla; certificato di laurea triennale con esami e votazioni; autocertificazione di laurea specialistica; dottorati, master, corsi di scrittura creativa e uncinetto; lettera di presentazione della maestra elementare che dice che siamo dei bravi ragazzi. Povera maestra, ci credeva.

Ora apriamo gli allegati A, B, e C integrativo di B, dove troveremo descritto l’iter di selezione, le materie da preparare.

Prima prova: prova tecnica, 190 domande a risposta multipla da svolgere in un’ora. Seconda prova: prova di logica booleana e comprensione, 200 (sempre più difficile) domande a risposta multipla da svolgere in mezz’ora. Terza prova: informatica pratica. Quarta prova: colloquio con feroce commissione municipale da svolgere in una lingua straniera a scelta del candidato fra inglese e inglese.

Materie da preparare per la prova tecnica:

  • diritto costituzionale;
  • diritto amministrativo;
  • diritto degli enti locali;
  • diritto degli appalti;
  • diritto agrario;
  • elementi di diritto penale;
  • contabilità di stato;
  • scienza delle finanze;
  • scienza dell’amministrazione;
  • statistica descrittiva e attuariale;
  • demografia.

 

Avanti, verso la vittoria

Via, due anni sudando sangue e ci si prepara. Per un part-time a 800 euro al mese si può fare lo sforzo. Questo e altro, con i tempi che corrono.

Il duro lavoro, l’impegno indefesso, la forza di volontà e altre baggianate così ci porteranno al meritato lavoro: posto fisso, inamovibile, quasi una sinecura, al servizio dello Stato, a mangiare il pane del Re.

Quanto al resto, come sapete, siamo nelle mani di Dio. Regoliamoci di conseguenza. Se abbiamo una cuginetta vergine da sacrificare a Moloch, questo è il momento di ricordarci di lei.

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17 pensieri su “Il concorso pubblico: come prepararsi

  1. Mi ricorda tanto quando la mia università veniva affittata dall'Agenzia delle Entrate per il concorso annuale. Del tipo che gli studenti, in periodo di bassa affluenza, erano relegati nelle poche aule studio e negli spazi comuni, altrimenti venivano severamente redarguiti e cacciati dalla sorveglianza. Del tipo che le aree di esame erano frapposte tra me e il dannato laboratorio dove dovevo svolgere i miei esperimenti. E così, quest'aura di grandezza, grandiosità, e la solidità monolitica offerta dallo Stato.
    E mi ricordo anche Excel Saga, dove un tizio veniva glorificato in pubblico bar perché dipendente statale con posto fisso!

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  2. scusa ale, buttati in politica, frase fatta, ma non serve tutto questo. Dai retta a me amico mio, ti fai un partito, dici 2 cazzate, un saluto romano, un pugno chiuso e giuri fedeltà al papa, poi ti dai alla bella vita, dai che fai ancora in tempo per le europee………..

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  3. Aleee mi viene in mente però che manca il terribile criterio di punteggio: quello per aver svolto servizio presso le pubbliche amministrazioni, e/o presso il medesimo ruolo, che fa allontanare la Terra promessa da noi col cv vuoto 😄

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  4. Ho anche omesso il punteggio per disabilità…

    Non abbiamo speranze di raggiungere la Terra Promessa. In Italia la Terra Promessa, fosse anche una fogna a cielo aperto, appartiene per diritto divino a coloro che vi sono già entrati una volta. Gli altri si arrendano ed emigrino 🙂

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  5. Ho partecipato solo a un concorso pubblico in vita mia. Cercavano otto agenti per la municipale a Forte dei Marmi. Non che mi attirasse il lavoro da vigile. Mi attirava Forte dei Marmi.
    Due settimane di studio di un manualone che partiva dal diritto pubblico per poi perdersi nei mille cavilli con cui un vigile dovrebbe rompere le palle ai commercianti. Conoscerli per non applicarli.
    Due giorni prima del concorso, la mia gatta scappa di casa. Tra preoccupazioni e ricerche, non riuscii a studiare le ultime 20 pagine delle mille e più che componevano il manuale. Quelle sul nuovo codice della strada. E le domande della preselezione vertevano solo su quello.
    Fanculo. Immaginavo già una vita alla Briatore.

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  6. Roba PESSIMA. Ma la cosa più bella è stata la scusa che ci hanno dato: “Stiamo girando scene con esplosivi”.
    Sssssì, come se ti lasciassero usare esplosivi all'interno di un edificio pubblico (tra l'altro patrimonio dell'UNESCO) e la post-produzione non esistesse.

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  7. Pingback: Fare la fila in un ufficio pubblico e imparare qualcosa | frottole

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