Invecchiare è una grande avventura

Due ragazzette carine.

Un mio amico, in vena di scherzi, si è iscritto a facebook dichiarando un giorno di nascita diverso da quello vero. Così compie gli anni due volte e vede quanti boccaloni ci cascano. L’ultima volta li ringraziò con queste parole: invecchiare è una grande avventura.

Per qualcuno invece è una iattura. Ma andiamo con ordine. Venticinque anni: sono il momento fondamentale, quello in cui ci si rende conto che si sta ormai percorrendo l’altro ramo della parabola. Sono sicuro che il venticinquesimo compleanno abbia un colore diverso sul filo che le Parche, orride megere, filano per ognuno di noi.

Uno scienziato, forse Oppenheimer, ma non fidatevi troppo, diceva che in sogno si vedeva sempre come un giovane uomo di venticinque anni. Lo capisco. Io a venticinque anni ero il re del mondo. Avevo una laurea in tasca e un posto – retribuito – come dottorando in scienza politica. Per dirla schietta: mi pagavano per fare quello che mi piaceva. Era come essere tornati nel giardino dell’Eden, dal quale ci cacciarono per questioni dietetiche.

Mentre io assurgevo a tale luminosa gloria, della quale ancora inopinatamente mi vanto, vedevo le mie amiche intorno a me incupirsi sempre più. A venticinque anni una donna sente di aver compiuto un giro di boa tremendo. Lo capii una mattina di giugno, sedendomi al tavolo di un bar con un’amica. La cameriera adolescente arriva, sorride, prende le ordinazioni e si allontana sculettando gaiamente. E la mia amica, rivolgendole uno sguardo che uccide fra atroci sofferenze, mi fa: “Che zoccola.” In quel bar ci andavo proprio perché c’era quella zoccola, ma lasciamo stare.

A venticinque anni una donna comincia a detestare tutte quelle più giovani di lei, soprattutto le adolescenti, maxime le ragazzine. Con che odio guardano la giovine maggiorata che ci ha chiesto di accenderle la sigaretta e che sfodera una scollatura che cagiona dolore agli occhi? Poco ci manca che non gliela accendano loro, pur di non lasciarci sbirciare.

E in spiaggia? Andate in spiaggia con le vostre amiche, se ne avete il coraggio. Provate a farvi cogliere mentre il vostro casto sguardo casualmente si posa sul culetto di una ragazza. Non è vietato, ma non servirà a difendervi. Non servirà nemmeno far notare che la bimba ha come minimo ventitré anni. Siete dei maiali schifosi e prima o poi la Questura ammanetterà le vostre luride manacce. Anche se loro preferirebbero che ad ammanettarvi fosse la Gestapo.

Guardiamo le cose dal punto di vista dell’altra metà del cielo. Un uomo vede dei quindicenni. Le loro pettinature, il loro analfabetismo di ritorno, l’idiozia da bimbiminkia aggravata, le magliette sbarluccicose: tutto in loro vi fa pensare che meriterebbero un soggiorno ventennale in un gulag nordcoreano, con possibilità di prolungare la vacanza.

Quando un uomo vede dei ragazzini può solo rivolgersi al suo dio, sia esso l’insondabile Allah, il giudicante e severo Yahweh, Manitù che veglia su gente messa nelle riserve, o Moloch, protettore di coloro che hanno sorelle e cugine vergini. A lui rivolge la domanda che gli preme dentro: “Perché? perché quando avevo quindici anni mi hai permesso di essere un bimbominkia? perché mi hai abbandonato?” Ma la divinità rimane muta e distante.

***

Image courtesy of stockimages / FreeDigitalPhotos.net

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15 pensieri su “Invecchiare è una grande avventura

  1. “Con che odio guardano la giovine maggiorata che ci ha chiesto di accenderle la sigaretta e che sfodera una scollatura che cagiona dolore agli occhi?” Scusa sottintendi che dopo i 25 anni si sgonfiano improvvisamente le tette e non si mettono più magliette scollate? Dove vivi? 😛
    La verità è che tutti siamo stati un po' bimbiminkia o lo siamo ancora per alcuni aspetti (parlo di noi gente comune e non elevata come te ahah), per noi donne l'odio inizia a scatenarsi quando passiamo quella fase, voi uomini la fase odio non la avrete mai perché per averla dovreste superare la fase bimbominkia.
    Cordiali saluti Dott. Madeddu
    Silvia Capone (23 enne..ho ancora due anni di tette!) 😀

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  2. Ha cambiato nome, signorina Capone?

    Per la questione della fase bimbominkia, come avrà visto, c'è in campo l'ipotesi del soggiorno in un campo di rieducazione in Corea del Nord. Aiuterebbe anche l'economia del posto, ci pensi: tutti, per guarire dall'infezione del bimbominkia, che si fanno un viaggetto da quelle parti…

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  3. Tornare a 17 anni? Manco se mipakano e alle maggiorate sorrido perché devono quotidianamente destreggiarsi per schivare, o quantomeno gestire, torme di bimbiminkia più o meno cresciuti (all'anagrafe) che si sentono come a Stivmècquin e sguardano con l'acume del pesce di 3 giorni prima di partire con l'approccio imbarazzante: “Ti sei fatta male?” “Quando?” “Quando sei caduta dal cielo.” (sic!).
    E' una sporca vita ma qualcuno deve pur farla (non io, fortunatamente). 😀

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  4. Pingback: Il sacro fuoco della poesia | frottole

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