Radersi col rasoio di sicurezza

Il mio kit da rasatura: rasoio di sicurezza, pennello, sapone e dopobarba.

Per uno come me, che non ama l’usa e getta e si circonda di oggetti durevoli (guardate il mio orologio), molte attività comuni e banali scatenano domande incongrue e sguardi terrorizzati. Di questi tempi d’altra parte è inusuale vedere qualcuno estrarre una stilografica dalla tasca interna della giacca. Ma a me le stilografiche piacciono. In più permettono di fare sfoggio di calligrafia.

Degli oggetti durevoli che accompagnano le mie giornate quello che attira più interrogativi è il rasoio.Lo potete vedere nella foto: è un rasoio di sicurezza Superspeed, modello standard, 60 grammi di solido ottone cromato. I codici alfanumerici sulla testina dicono che lasciò la catena di montaggio della Gillette nell’ultimo trimestre del ’56. Sembra uscito di fabbrica ieri.

Chi lo vede di solito mi dice: “Perché non ti prendi un Mach 3 come tutti gli altri, se proprio non vuoi l’usa e getta?” Che alla fine è quello che ci sentiamo dire quando ci impegniamo in qualcosa che non fanno anche tutti gli altri: “Chi te lo fa fare?” Il Superspeed in questo è uno specialista: non passa mai inosservato. E pensate cosa debba succedere a chi si rade con il rasoio vero, quello che usavano i barbieri, il rasoio degli uomini fighi. Io in ogni caso non posso usarlo, non faccio parte della categoria, come mi è stato rivelato da delle competenti autorità in materia: le mie ex.

Quello che segue accadde durante le vacanze estive dell’anno scorso. In vacanza mi capita di radermi all’aperto, sul ballatoio, perché c’è poca luce nel bagno della casa che occupo insieme agli altri dottoroni. Questo significa, nei giorni di rasatura, portare fuori la bacinella con l’acqua calda, lo specchio, il rasoio, il sapone e il pennello. Una rasatura all’antica e alla luce del sole. In uno di quei giorni, meno mattiniero del solito, ero lì sul ballatoio del resort e mi radevo fischiettando una canzone celebrativa di Enver Hoxha, l’uomo buono che difende questo blog dai troll. Altri inquilini cominciavano ad aggirarsi per l’area. Per prime passano una signora con la bella figlia adolescente. Saluto. La madre, in risposta, sputa un buon giorno al rettile che ha osato rivolgere loro la parola. Immagino il dialogo fra le due che si allontanano:

– Che troglodita, radersi così, davanti a tutti… e che kit da miserabile! qui è proprio il Terzo Mondo.
– Disgustoso.
Penso che entrambe, la milf e la teen, possono anche andarsene a quel paese. Ci sono rimasto male. Ma un po’ di giustizia c’è a questo mondo. Mentre finisco di radermi passa un vecchio signore, con cappello, bastone e telo da mare sotto il braccio. Ci salutiamo.
– Ha visto che bella mattina? – mi fa.
– L’ha detto, signore!
– Buona rasatura e buona giornata.

E piano piano se ne va verso la spiaggia. Lo guardo e vedo il fumetto sopra la sua testa: “Ecco uno che si rade come Dio comanda, con pennello, sapone e rasoio. Bravo giovine spartano!”

***

Come vedete dalla foto il mio dopobarba è il Floïd, un grande classico risalente agli anni ’30, una profumazione vintage, non proprio l’ultima moda. Ma d’altra parte niente in me è mai stato alla moda, se non a causa dei ricorsi della storia. Il Floïd sa di frutta e talco e viene venduto nella comoda confezione da una pinta, sufficiente per qualche anno di rasature.

Insieme ai suoi commilitoni – Mennen, Aqua Velva di Williams, Pro Raso in lozione – è uno di quei dopobarba che fanno tanto vecchietto rasato di fresco. Per molti questo basta a tenersi alla larga da simili dopobarba. A loro dire vi sarebbe il rischio, in compagnia di una donzella, di sentirsi dire: “Hai lo stesso profumo del mio adorato nonnino!” Vorrei tranquillizzare costoro: questo non può succedere. Le donne, si sa, hanno un fiuto che neanche il tirannosauro. Sentono un’ascella sudata da 14 km di distanza. Ma il dopobarba no: al dopobarba sono insensibili. Chissà, forse per questioni di pressione selettiva.

Il Floïd fa parte dell’antica e nobile stirpe dei dopobarba a base di alcol. Famiglia ormai quasi scomparsa, scalzata dai dopobarba in cremina appiccicosa. E tutto questo perché si è diffusa la voce che i dopobarba alcolici brucino in maniera tale da far smadonnare un santo stilita. Balle e calunnie: fanno smadonnare chi non sa radersi.

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14 pensieri su “Radersi col rasoio di sicurezza

  1. Il superspeed, quello che aveva le alette apribili. Insomma un modello “recente”, non di quelli che si smontavano per inserire la lametta 🙂

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  2. Ne ho anche di quelli, compreso uno che potrebbe aver visto due guerre mondiali, e in ogni caso ne hai vista almeno una! 🙂 Ma il Superspeed è quello che trovo più confortevole, oltre che esteticamente gradevole, per questo lo uso abitualmente.

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  3. Quel rasoio ce l'ho anche io, credo sia precedente al 56, era di nonno. Faceva parte del suo kit da soldato (partigiano, ha fatto le due guerre prima di schiattare nel suo letto durante il sonno, senza gloria ma con tre medaglie di non mi ricordo bene cosa, forse croci di cavaliere di Vittorio Veneto o qualcosa del genere). Non lo uso. L'ho usato a lungo poi l'ho sistemato da una parte quando mi sono sposato. Però mi hai fatto tornare la voglia di usarlo. Di nonno ho anche il rasoio a serramanico, anche quello risalente alla guerra. L'ho usato due volte e mi sono sfregiato, non ho mai capito come si usa. La lozione invece mi interessa: sono anni che non uso dopobarba, e il fatto che quello nella foto sia alcolico mi intriga: bruciore allo stato puro, roba che ti sveglia pure se ti sei rasato da addormentato. Lo usava il mio barbiere, prima.
    Attendo info.

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  4. Il Superspeed ha una lunga e travagliata storia produttiva. Ne sono state fabbricate molte versioni, differenti per estetica (le versioni “aristocrat”, con le bugne più eleganti), a volte per caratteristiche funzionali (ci sono le varianti alleggerite e appesantite, per esempio). Se non erro,i primi vennero fabbricati all'inizio degli anni '40, ma la produzione venne interrotta con l'inizio della guerra e ripresa più tardi. Si tratta di un rasoio di fascia media: modesto per un dirigente, costoso per un operaio.

    Ho posseduto un rasoio da barbiere, ma non mi ci sono mai trovato: troppo abituato alla zappetta del rasoio di sicurezza, probabilmente 🙂 il tuo, che è così vecchio, è anche ben affilato? lo hai fatto revisionare da un arrotino? A volte il problema è quello: quando la lama è poco affilata ci si fa male; è controintuitivo, ma è così. Anche con il rasoio di sicurezza capita di farsi male quando la lametta è consumata, ma non con la lametta nuova di pacca.

    Quanto al dopobarba: il Floïd è ben diffuso, lo trovi in molti negozi di cosmetica e materiale per parrucchieri, da Acqua & Sapone e in parecchi supermercati. Ora credo che lo facciano solo in questo formato, 400 ml. La confezione è leggermente cambiata (credo per esigenze di risparmio) ma il dopobarba è rimasto lo stesso. Anche dai barbieri lo si trova a volte. Se non riesci a reperirlo dalle tue parti, puoi chiedere al barbiere se ti fa il favore. Altrimenti ci penso io, lo compro vicino a casa 🙂

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  5. Anche l'usa e getta ha il suo fascino. Io fino a qualche tempo fa dopo essermelo spennellato con la crema proraso, mi divertivo a deturparmi il viso con le bic monolama. Quelle col cappuccio giallo in vendita a un euro al chilo, hai presente?

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  6. Sì, ho presente: le bic che si vendono in una specie di sacco di Babbo Natale! Da ragazzino usavo gli usa e getta, ma non ricordo di aver mai preso le bic.

    In compenso ho usato una lametta bic per il rasoio di sicurezza. Devo ammetterlo: una lametta eccellente, affilata e delicata al tempo istesso. Peccato che faccia una rasatura sola, dopo perde il filo! 🙂 rimango alle mie Satinex, che mi fanno anche sei rasature senza colpo ferire.

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  7. Il Superspeed pensavo fosse più vecchio, che risalisse alla guerra, perché ce l'ha uguale mio padre nella dotazione da carabiniere. Quindi forse non è bellico. Al contrario il rasoio da barbiere è senz'altro bellico perché ha una matricola incisa sulla lama, credo sia il numero d'inventario militare. Lo farò controllare, perché si inceppava sui peli della barba che allora non è che fossero poi così grossi, ero un ragazzino.
    Per la lozione se lo trovo da Acqua&Sapone lo cerco, di solito non ci entro ma li abbiamo i negozi qua. Nei supermercati da noi non si trova perché selezionano i prodotti da portare, ma A&S è specifico quindi magari lo trovo. E finalmente brucerò la faccia dopo la rasatura.
    Grazie per le dritte 🙂

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  8. Pingback: Il rasoio a zappetta | frottole

  9. Pingback: Radervi in presenza di altri esseri viventi: la grande guerra | frottole

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