Sono un cittadino modello e sono andato a votare

Ho due notizie, una buona e una cattiva. Quella buona è che ieri si è votato e possiamo considerare chiusa quell’imbarazzante ritualità che è la campagna elettorale col suo strascico di santini lisergici e dichiarazioni farneticanti. La notizia cattiva è che il Viminale ha diffuso i risultati: con ciò ha trasformato ogni italiano che si rispetti in un politologo con tanto di Ph.D svolto Princeton e amicizia di lunga data con Vanni Sartori.
Siete andati a votare? su, alzate la mano… uh, la metà di voi è andata al mare. Discoli. Scherzo, naturellement. Chiedevo perché ieri le bacheche di Facebook erano tutte un proliferare di “votare è un diritto ma soprattutto un dovere”, con relative e dotte disamine giurisprudenziali.

Gli autori sono gli stessi che, appena votato, scrivevano sulla bacheca: “Io ho votato”. Prima reazione mia: e chi se ne frega non ce lo mettete? Seconda reazione mia, quando ho capito che costoro si reputavano cittadini esemplari: va bene tutto, ma avete solo messo una x con la matita copiativa, è un po’ poco per aspettarsi la benemerenza civica.

Comunque, abbiamo votato, abbiamo conteggiato e il risultato è che il PD a marca Renzi ha vinto. Chapeau. E infatti le bacheche dell’area PD sono piene di rosiconi che si fingono in festa: votati alla guerra interna quei ragazzoni lì. Beppe #vinciamonoi Grillo, noto Peppe, si è preso una randellata sugli incisivi che lo ha messo KO per diciotto ore. Ha dato segni di vita solo in tarda mattinata pubblicando una poesia di Kipling sul sacro blog.

I suoi elettori invece erano scatenati fin dagli exit poll. Qualcuno non l’ha presa bene e ciancia – vero spericolato – di brogli orchestrati dai Rossi, di mafia e di Bilderberg. Votati al complottismo quei ragazzoni lì. A volte mi pare che per gli Italiani accettare una sconfitta o un fallimento sia più faticoso che elaborare il lutto. Deve essere per questo che qui nessuno perde, mai. Se succede, è perché abbiamo l’arbitro contro. C’è il controllo dei media. Ci censurano. Il prof ce l’ha con me.

Per il resto direi che sono state elezioni nella norma. Qualche giorno di cagnara e poi tutto andrà rarefacendosi. D’altra parte siamo quasi a giugno, le bacheche di Facebook attendono trepidanti l’alluvione di post sul caldo anomalo che si percepisce d’estate.

***

Dimenticavo. Sì, io ho votato, perché sono un cittadino modello e non calpesto l’erba delle aiuole. Al seggio c’era il vuoto cosmico. “Sapevo che avrei trovato fila” ho detto, facendo ridere la scrutatrice, una graziosa biondina con gli occhiali. Lo so che mi basta poco, ma mi sono sentito brillante come Humphrey Bogart.

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6 pensieri su “Sono un cittadino modello e sono andato a votare

  1. Io non ho potuto votare perché sono tornata oggi da Berlino T_T
    Che comunque spacca.
    Però non so se sono state proprio elezioni 'nella norma'. Non ricordo di avere mai assistito a uno scannarsi reciproco simile. Tristess.

    Mi piace

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