Assenza di freni inibitori: l’amico senza filtro

Pacchetto di sigarette senza filtro.

I bambini devono divertirsi quando studiano, apprendere mentre si divertono. Devono essere liberi di sperimentare, di esprimersi, non dovete tarpare loro le ali. Dalla prima nacque il Sapientino, orrido gioco – e già questo basterebbe per comminare pesanti condanne detentive a chi sostiene queste baggianate. Dalla seconda nacquero le persone che non distinguono la propria ineducazione dalla franchezza.

Se avessimo dieci centesimi per ogni volta che le abbiamo sentite dire, ora ci potremmo comprare un’isola dell’Egeo, pagando in contanti, sull’unghia, come oligarchi russi.

 

Nemici della civiltà

Coloro che hanno propagandato queste fesserie – tra le maggiori prodotte da esseri senzienti nella seconda metà del Novecento – potrebbero fare concorrenza a quelli che, batti e ribatti, hanno convinto un sacco di gente che in una casa ci debba essere dialogo. Hanno ottenuto solo un aumento esponenziale delle nevrosi e qualche strage familiare in più, di quelle efferate: genitori squartati col cucchiaino, biberon usati come vibratori per stupri incestuosi.

Questa gente, con le sue pretese di dialogo, libera espressione dell’infante e via dicendo, rappresenta uno dei maggiori pericoli alla persistenza dell’umanità su questo pianeta. Perché questa gente non capisce la più elementare delle verità rivelate: le precondizioni della civiltà sono l’omissione continua e la menzogna mirata. Di peggio c’è solo lo stato di natura hobesiano.

Da quando non è più in uso causare traumi cranici tramite sganassoni queste teorie si sono fatte strada e oramai esplicano tutto il loro potenziale distruttivo. Il tempo ha permesso di allevare fino all’età adulta persone cresciute all’insegna dell’espressione libera, delle esperienze da fare, del dialogo. Nasce così l’amico senza freni inibitori, l’amico senza filtro, come le Nazionali di una volta.

 

Il Nazionale

Tutti quanti abbiamo un amico – o un’amica, perché no – che appartiene a questo genere. Se vi chiedessi di alzare la mano, sono certo che la alzereste tutti, tutti emettendo eguale gemito di sconforto.

Eccolo lì, con la sua voce da araldo antico: Udite, udite… Perché mai dovrebbe moderare il tono di voce? Questo è un paese libero, c’è la libertà di parola, di espressione – vi risponde, se avete l’ardire di osservare qualcosa in merito. E voi vi sorprendete a pensare che i Padri Costituenti, gli uomini venerabili che fecero l’Italia della Repubblica, infarcirono la Carta di troppe espressioni infelici.

L’amico senza filtro – lo chiameremo il Nazionale – è uno che dice solo quello che pensa. È uno che se pensa qualcosa la dice sempre e immantinente. È uno che le cose non le manda a dire, le dice in faccia a tutti. Perché chi non lo fa è un ipocrita come noi, come tanti altri, come quasi tutti in questa marcia società – ipse dixit. Meno male che c’è lui, il Nazionale, a salvarla, a redimerci, con la suprema virtù della sincerità: una sincerità da Formula 1, ma con le pastiglie dei freni consumate.

(Per chi se lo stesse chiedendo: sì, il Nazionale è un vanitoso egocentrico, pure logorroico. È un distillato di abominio. Questo succede se da piccoli fanno quello che vogliono, adorati del papà, cocchi di mamma. Inseguito nemmeno i lavori forzati bastano più a correggerli).

Questo lo rende capace di parlare di corda in casa dell’impiccato, di corna in casa del cornificato, delle elezioni europee in casa del grillino. Rimedia – dall’impiccato, dal cornificato e dal grillino – maledizioni del calibro di una macumba, con gittata di 120 km, teleguidate: progetto dell’ufficio tecnico di Vanna Marchi. Intorno a lui le persone cadono come mosche: espulsioni da compagnie di amici, liti furibonde, rotture di fidanzamenti, risse, abigeato. Il Nazionale non ne viene sfiorato.

 

Nazionale l’invincibile

Mario BregaNon pagherà il fio della sua boccaccia nemmeno quando, incrociando una ragazza curata e sexy, esclamerà, con un’eleganza salottiera che si pensava morta con l’Ancien Régime: “Io a questa puttanella glielo infilerei ovunque”.

Non salterà fuori un padre grosso e manesco come Mario Brega, che con un cazzotto gli rompa il setto nasale e gli frantumi le mucose, lasciandolo a terra ad annegare fra ettolitri di sangue. C’è una giustizia, forse, da qualche parte, ma non è di questo mondo. Altrimenti per ogni Nazionale ci sarebbe un Mario Brega che accompagna la figlia a comprare le scarpe.

Anzi, c’è da pregare che non ci sia giustizia in questo mondo, che non si materializzi il padre modello Mario Brega. Perché menerebbe noi, mica il Nazionale. Troverebbero noi a terra fra ettolitri di sangue. Di sicuro siamo noi i tutori legali di quel minorato che ha offeso la bambina. E qualcuno deve pur pagare.

***

Mario Brega, due de passaggio, sul Tubo. Leggenda.

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6 pensieri su “Assenza di freni inibitori: l’amico senza filtro

  1. Io ho un'amica che è una variante del genere. Molto meno molesta perché estremamente educata e naturalmente senza filtro, priva cioè della patina di ostentazione della propria franchezza. Mi spiego.
    Lei non dirà mai una cosa sgradevole di alcuno ma appena nota qualcosa di bello nelle persone appena conosciute o in una data situazione, con lo stupore di un fanciullino Pascoliano, lo rileverà creando momenti di ilarità notevole tra gli astanti. Io quando esco con lei mi diverto un casino perché è come andare a spasso con una Pollyanna meno mielosa, non mi annoio mai. 😀

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