Stalker, di Arkadij e Boris Strugackij

Un amico mi ha regalato un prezioso numero di Urania: Stalker, dei fratelli Strugackij. Stalker è un romanzo sovietico immancabile nel ruolino di lettura di un appassionato di fantascienza, ma che non delude le aspettative di alcun lettore.

Si tratta di un romanzo fascinoso e inquietante come pochi. Una delle letture più inquietanti che mi siano capitate sotto gli occhi negli ultimi anni.

Una notte capita un fenomeno incredibile: sei aree della Terra “impazziscono”. Vi si scatenano forze inspiegabili, cominciano a rinvenirsi oggetti misteriosi, estranei alla tecnologia di noi terrestri. La chiamano Visitazione, le aree colpite vengono chiamate Zone. Chi ci ha visitati durante la Visitazione?

Non è dato saperlo. Si sa solo una cosa: la spiega il suo scopritore, il dottor Pilman, premio Nobel per la fisica. Riporto la citazione, dalle pagine 3 e 4 dell’edizione Urania:

Immaginate di fare ruotare un’enorme sfera e di cominciare a spararci contro dei proiettili. I fori si distribuiranno sulla superficie lungo un’ampia curva. Il punto focale di quella che voi avete definito la mia prima scoperta importante sta nel fatto che tutte le sei Zone della Visitazione sono situate sulla superficie del nostro pianeta come se qualcuno avesse colpito la Terra sei volte con un fucile posto da qualche parte lungo l’asse Terra-Deneb. Deneb è la stella alfa della costellazione del Cigno. Il punto dello spazio da cui, per così dire, sono partiti i colpi, è il Radiante di Pillman.

Degli alieni hanno visitato la Terra? Chi erano? Perché nessuno li ha visti? Perché hanno lasciato le Zone? Torneranno, o non abbandoneranno più la loro patria che orbita intorno a Deneb, o che sta da qualche altra parte lungo l’asse che collega la Terra a quella stella? O che altro è successo? Nessuno lo sa, si può solo studiare, ipotizzare, lavorare di fantasia.

Le Zone sono state evacuate e poste sotto la giurisdizione dell’ONU. Solo il personale delle Nazioni Unite può avventurarsi oltre le recinzioni sorvegliate da guardie armate e sfidare la sorte per recuperare gli assurdi manufatti disseminati per le Zone.

I pericoli che si annidano in una Zona sembrano posti a guardia degli oggetti che vi si trovano: le batterie eterne, che non esauriscono mai la loro carica e in certe condizioni ambientali si riproducono; i vuoti, coppie di dischi di rame che rimangono fra loro sempre alla stessa distanza, quale che sia la forza che si esercita per separarli o avvicinarli; i vuoti pieni, uguali ai primi, ma contenenti una nebbia che fluttua fra i dischi; la gelatina stregata, che riduce alla consistenza di gelatina qualunque cosa si immerga in essa, uomini compresi; le lampade della morte, che se attivate emettono un fascio di luce radioattiva letale per gli esseri viventi; gli spruzzatori di nero, perle che emanano ombra intorno a loro; gli occhi dell’aragosta e il fazzoletto a sonagli, dei quali si conosce solo il nome; la Sfera d’Oro, che si sa essere nascosta in un anfratto pericolosissimo della Zona, e che pare avere il potere di realizzare il desiderio di chi la tocca: ma a guardia della Sfera d’Oro sta il tremendo Tritacarne, che esige sacrifici umani.

Sono oggetti che violano le leggi della fisica, eppure esistono. Hanno nomi pittoreschi: sono i nomi che gli stalker usano per indicarli. Gli stalker sono i cercatori professionisti di questi manufatti: sono uomini coraggiosi e abili, che affrontano le insidie mortali della zona – la zanzara rognosa, la paglia di fuoco – e la sorveglianza armata delle autorità. Perché le Zone sono vietate e questo ha dato vita a un florido mercato nero che smercia e diffonde gli oggetti che si reperiscono nelle aree interdette.

Uno di questi stalker è il protagonista del romanzo: Redrick ‘Red’ Schuhart, della Zona di Harmont, Canada, cercatore di grande competenza e forte bevitore. Red è un marito innamorato e un padre premuroso; la Zona con lui è stata spietata: gli ha portato via un amico e ha reso deforme la sua unica figlia, coperta di pelo come una scimmia. E questa figlia, tanto amata, diventa sempre meno umana con il passare del tempo. La vita e la società non sono generose con lo stalker, che finisce anche in carcere per la sua attività illegale.

Ma Red sa aspettare. Nella Zona c’è la Sfera d’Oro, che potrà salvare sua figlia. La Zona potrà fornirgli l’occasione per vendicarsi su chi ha sfruttato le sue capacità e si è arricchito alle sue spalle.

***

I fratelli Strugackij fecero da sceneggiatori per il famoso film di Tarkovskij, Stalker. Il film prende il via, in un certo senso, da dove il romanzo si interrompe. Non sono riuscito a vederlo fino alla fine: la sua lentezza e la sua verbosità mi sono risultate esasperanti. Ma non escludo che magari un giorno riuscirò a vederlo tutto e mi ricrederò. La fama del film ha fatto sì che il romanzo venisse inizialmente pubblicato in Italia con il titolo della pellicola invece che con il suo titolo originale, che in italiano sarebbe Picnic sul ciglio della strada.

Titolo suggestivo che il dottor Pilman, che è astemio e viene ubriacato da un bicchiere di superalcolico verso la metà del romanzo, spiega riprendendo e sviluppando un’osservazione fatta da Boris Strugackij mentre con il fratello si trovava in Finlandia (nel volume di Urania è presente un’intervista ad Arkadij che racconta questo fatto). I due fratelli videro i resti di un picnic: avanzi di cibo, cartacce, oggetti dimenticati. Boris disse che sarebbe stato interessante immaginare la reazione degli insetti, che vivevano lì intorno, a una simile intrusione umana.

Stalker immagina questa reazione. Qualcuno si ferma per fare un picnic sul ciglio della strada. Il ciglio della strada è il terzo pianeta di un sistema solare periferico. Quel qualcuno, veloce come è arrivato, se ne va: si lascia dietro immondizia, oggetti, pezzi di macchinari, avanzi. Gli abitanti del pianeta trovano queste cose, le recuperano: le operazioni di recupero sono rischiose, a volte mortali; gli oggetti hanno caratteristiche inspiegabili, impossibili. La comprensione dell’universo va in frantumi: l’umanità, ancora una volta, si trova di fronte al mistero dell’esistenza, al crollo delle certezze, alle domande che non hanno risposta.

***

Stalker, di Arkadij e Boris Strugackij.
Titolo originale: Piknik na obočine.
Edizione italiana per Mondadori, collana Urania, 1988.
Traduzione in italiano di Guido Zurlino.
Copertina italiana dipinta da Karel Thole.

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4 pensieri su “Stalker, di Arkadij e Boris Strugackij

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