Il ritorno di Alo

Il blogger, Alessandro Madeddu, con maschera e boccaglio, estate 2014.Eccomi qui, di ritorno dalle immeritate vacanze estive: quindici giorni nel nord dell’isoletta natia con i colleghi del dottorato di ricerca – eletta schiera d’eroi e intellettuali – e graziose fanciulle. Traduco, per chi non è avvezzo a queste cose: quindici giorni trascorsi sparando fregnacce, prendendo il sole, molestando emerite sconosciute, seccando una bottiglia di vino a pasto. Se ci fosse un po’ di giustizia in questo mondo, gli uomini vivrebbero sempre così. Poiché la giustizia è assente giustificata, e pure da parecchio tempo, ci si deve accontentare di quindici giorni, se si è fortunati.

Sono stato fortunato. Voi siete stati fortunati? Su, alzate la mano. Be’, dai, nonostante la scarsa qualità della vita che imperversa oggigiorno, non ci possiamo lamentare. Ne gioisco.

L’anno scorso ne approfittai per scrivere un post sulle difficoltà che si incontrano quando si vuole rimorchiare ragazze in spiaggia – post che viene ancora oggi trovato da parecchi internauti in cerca di consigli. Quest’anno non ho novità su quel fronte, quindi ne approfitto per un post di sintesi sull’esperienza vacanziera e i casi che s’incontrano.

In primo luogo molti dei sospetti sorti l’anno scorso sono stati confermati. In particolare il problema di determinare l’età di un esemplare del sesso femminile. Una ragazzina di quattordici anni ne dimostra puntualmente venti, probabilmente per merito degli omogeneizzati agli ormoni abbondantemente ingollati da bambina. Una ragazza di venti, per converso, ne può dimostrare quattordici: questo grazie a otto mesi di atroci sofferenze in palestra, che per altro le donano un culetto che non teme confronti con una pallavolista.

In secondo luogo non è vero che tutte le famiglie che si vedono sulla spiaggia sono una sintesi del manuale di diagnostica psichiatrica. Per esempio, l’ultimo giorno, ho avuto per vicini una famigliola di spagnoli: madre, padre e due figli piccoli. Mentre io, stremato dalla temperatura del primo pomeriggio, facevo il bagno per dissipare il calore in eccesso, il padre iberico ha trascorso le due ore più roventi della giornata a giocare con i bambini e parlare con la moglie (bella donna, per altro: i miei complimenti). Nel frattempo beveva una Heineken dopo l’altra, totalizzando litri complessivi pari a tre. Si è fatto poi la sua giusta dormita. Intanto io facevo il quinto bagno, quello che mi ha procurato una pallonata sulla testa da due maggiorate che si credevano Mila e Shiro, ma più attraenti. Poi l’ispanico si è svegliato e come se niente fosse ha ripreso a giocare con i bambini e scherzare con la sua signora. La quale non ha detto una parola che una di rimprovero contro l’onesto e discreto etilismo del marito. Un padre e un marito esemplare, un uomo fortunato.

Ciò detto, vi lascio con una stringata carrellata conclusiva: fatti, dati, cose varie che ho visto in vacanza:

  • le tette rifatte forniscono metà dei topless esposti in spiaggia;
  • un bambino che frigna è sicuramente italiano;
  • le zampe depilate in un uomo sono un attendibile indicatore di fascia d’età o di classe sociale;
  • ci sono ancora ragazzine che si mettono in formazione per ballare Waka Waka;
  • lo chignon (o, più prosaicamente, crocchia) va per la maggiore;
  • la logorrea di certe etnie italiche si spinge fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima;
  • il mio incondizionato amore per commesse, cassiere e cameriere è ancora fra noi;
  • fra le fanciulle di età compresa fra i quattro e i ventiquattro anni le treccine africane vanno assai di moda;
  • le signorine africane che fanno le treccine africane sono belle da far male agli occhi;
  • una signora ha schiaffeggiato una pornodiva minorenne (sua figlia) rimproverandole eccessiva timidezza nell’approcciare bagnini e uomini sposati;
  • questo è l’anno delle chubby. Urrà!
***

Image courtesy of Beatrice Giuliani.

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11 pensieri su “Il ritorno di Alo

  1. Grazie! Lo spagnolo fortunato avrebbe reso radiosa estate l'inverno del mio scontento: vuol dire che esistono situazioni di amore coniugale prive delle usuali, banali e squallide rotture di scatole. Almeno per lui, almeno per ora. Che gli dei lo conservino.

    PS: no, le chubby erano nel testo scritto a penna mentre ero ancora in vacanza e chiudevano l'elenco. Ho aggiunto solo hurrà!

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  2. Grazie, bombarda! sì, non posso lamentarmi. Passo dalle tue parti appena posso: si riprende subito con la lotta al complottismo.

    Quanto al tempo, abbiamo preso due giorni di pioggia anche qui: il margine occidentale di un fronte di maltempo che ha attraversato la penisola. Ma solo due, per fortuna.

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  3. Pingback: Tema: le mie vacanze | frottole

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