Avanti, verso Marte!

Una foto del pianeta Marte.

Strano a dirsi ma sto ancora lavorando al libro sul programma lunare sovietico. Il volume degli appunti continua a lievitare, fra ripensamenti riguardanti l’indice, nuove letture, parti già scritte che vanno spostate. Sono contento.

La prima stesura di un capitolo secondario è già conclusa. Ha anche le note. Nelle note ho riunito gli accenni a un programma grandioso, ma che non andò oltre i calcoli preparatori: una missione verso Marte con i cosmonauti a bordo.

Quando ormai era chiaro che la corsa alla Luna era persa il Cremlino chiese agli uffici tecnici operanti nel settore della missilistica di stilare delle proposte: l’obiettivo era ribattere al successo lunare degli americani con un’impresa marziana. Gli uffici, in massima parte, si defilarono. Rispose solo quello diretto da Vladimir Nikolaevič Čelomej, di cui sotto potete vedere una diapositiva.

Čelomej avanzò una sua proposta anche per il programma lunare (è l’argomento del capitolo), ma il progetto venne fermato al livello dei disegni preliminari, perché si era già speso fin troppo con il progetto approvato, ci mancava solo di mandarne avanti due.

Čelomej non si scoraggiò e usò il progetto lunare come base per quello marziano. Lo chiamò UR-900, dove M sta per Marte. In sostanza era un UR-700, progettato per il lancio lunare, ingigantito a dismisura. E già di suo l’UR-700 era un vettore colossale.

Al contrario dei suoi concorrenti, che scelsero di alimentare i loro vettori con cherosene e ossigeno liquido, Čelomej – apprezzato progettista di missili per le forze armate – decise di ricorrere agli stessi carburanti che usava per i vettori bellici.

Ipoazotide e dimetilidrazina asimmetrica avrebbero alimentato i motori dell’UR-700M. Il primo è un composto di azoto e ossigeno ed è un acido di prima categoria. La seconda è un composto di azoto e idrogeno: se mi perdonate l’imprecisione, è una sorta di ammoniaca. Sono due sostanze velenose e corrosive. Il buon Čelomej intendeva mettere dei cosmonauti in cima alla più grande cisterna di materiale tossico mai concepita dalla mente umana.

Ma nessun cosmonauta salì su quella cisterna. Le conoscenze e la tecnologia erano insufficienti per un viaggio verso Marte; i costi preventivati avevano fatto venire i capelli bianchi ai rappresentanti dell’ufficio centrale di pianificazione economica. E se qualcosa ti ha fatto venire i capelli bianchi, non vuoi più sentirne parlare: Čelomej si sentì rispondere picche.

I progetti marziani furono il canto del cigno perché in breve tempo Čelomej fu estromesso dalla scena spaziale. Tornò al suo lavoro di gioventù, i missili da crociera per la Marina militare.

Della Luna e di Marte nessuno si occupò più per un bel pezzo (escluso il cast di Capricorn One). Finché non cominciarono a circolare le notizie di un nuovo supervettore di casa Russia, l’Energia.

L’Energia poteva mettere in orbita un carico di 100 tonnellate e delle versioni ancora più potenti erano in fase di studio. Alla NASA pensarono che i Rossi avrebbero usato l’Energia per montare in orbita una nave interplanetaria e spedire su Marte i cosmonauti. Alla NASA non avevano nulla di simile in preparazione e strillarono come isterici.

Davanti agli occhi dei progettisti sovietici danzava sempre qualche miraggio marziano, ma in realtà non c’erano programmi del genere in vista. L’Energia volò nel 1989: nel giro di un paio d’anni la dissoluzione dell’Unione Sovietica avrebbe messo la parola fine sopra progetti, sogni e miraggi grandiosi come quelli.

***

Čelomej fu l’eterno secondo del programma spaziale sovietico (chi volesse saperne di più può leggere il post sul paeseFotografia di Vladimir Chelomey. degli Sputnik). Era un ingegnere talentuoso, ma aveva nemici molto potenti fra gli alti papaveri del Cremlino.

Si racconta che, in un’occasione, persino gli avversari del suo progetto – ormai concluso da tempo – ammisero che la sua era una buona idea e che quel vettore, lunare o marziano, avrebbe fatto comodo. Ma quei carburanti… “Vladimir Nikolaevič, se questo mostro ci esplodesse sulla rampa, renderebbe il cosmodromo inabitabile per vent’anni!” Vladimir Nikolaevič non si lasciò scomporre: non ci sarebbero stati incidenti, i motori funzionavano alla perfezione.

Se c’è qualcosa che mi rende simpatico il compagno Čelomej è proprio questo suo spericolato ottimismo.

Annunci

14 pensieri su “Avanti, verso Marte!

  1. Il pianeta rosso doveva essere rosso!

    “Il buon Čelomej intendeva mettere dei cosmonauti in cima alla più grande cisterna di materiale tossico mai concepita dalla mente umana”

    Sigh. Son quelle cose che ti fanno impazzire di nostalgia per il pazzo pazzo mondo sovietico 😀

    Mi piace

    • Pensavano in grande, almeno sulla carta! Mentre mi documentavo per scrivere il capitolo ho trovato un elenco di ciò che l’Istituto centrale per la ricerca dell’industria meccanica generale (ovverosia l’ente teorico della missilistica) pensava di poter fare con il missile Čelomej: sonde verso Saturno, stazioni orbitali intorno alla Luna, cose turche. I loro sogni richiedevano bilanci da sogno… 🙂

      Mi piace

    • Marte era il vero obiettivo finale dei progettisti sovietici interessati al volo spaziale, ma i programmi rimasero sempre allo stadio di studi di fattibilità o poco più. Ancora oggi una simile impresa non sarebbe per niente semplice 😀

      Eh, Čelomej spacca!

      Mi piace

lasciate la vostra opinione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...