AstroSamantha vista dall’Italia

Samantha Cristoforetti nel simulatore della Sojuz.

AstroSamantha, dopo l’usuale viaggio nella capsula Sojuz, è ora sulla Stazione spaziale internazionale. Il capitano Samantha Cristoforetti, pilota dell’Aeronautica militare, è la prima cosmonauta italiana e io sono ufficialmente innamorato di lei.

Qualche telegiornale s’è pure ricordato dell’impresa, cosa incredibile a vedersi. In effetti è strano, mi aspettavo delle reazioni a base di anatemi contro l’empia abitudine di violare l’empireo e gli emicicli, disturbando agnoli e santi, ma a quanto pare il TG4 ha imparato la lezione Rosetta.

Non altrettanto si può dire dei commentatori italici su Facebook, riserva di caccia prediletta di tutti gli isterici e i frustrati distribuiti sul territorio nazionale. Quelli non imparano mai, né li si può rinchiudere a scuola per cinque ore al giorno come si è fatto – inaudito spreco di risorse – quando erano bambini.

Spulcio fra i commenti apparsi sulla pagina Facebook di Tgcom24. Il più bel fior ne colgo, solo per voi, lettori miei eletta schiera: le baggianate frustrate e invidiose che ho trovato, commentate da me medesimo. Iniziamo senza indugio:

– Ma saprà parcheggiare la navicella in retromarcia? –  ci dice un sopravvissuto del mesolitico, un uomo dal senso dell’umorismo spiccato, tagliente e per nulla scontato.

– Che palle – sbuffa uno. – Ancora questa – si lamenta un altro, che deve averla confusa con Berlusconi.

– E invece qui sulla terra si fa la fame… – dichiara uno che ha di sicuro molta fame, ma non può perdere il suo tempo con la ricerca di cibo: perché deve stare su Facebook a illuminare le menti. Che poi si sa, se non sparavano in orbita la bella Cristoforetti, qui tutti si cenava in ristorante ogni sera.

– ma chi se ne frega di sta tipa…sta altro a cui pensare…basta con sta notizia – ulula una disperata che da giorni viene legata di fronte al televisore e obbligata a guardare interminabili documentari sulla corsa allo spazio, Laika, Gagarin, Armstrong, lo Shuttle e la Cristoforetti.

– ma per 6 mesi bisogna sopportare questa lagna e ingigantire questa donna……se non sbaglio non c’è andata gratis……e la chiamiamo eroe……pori noi come siamo ridotti… – anche il puntinista viene costretto ogni giorno a vedere la diretta dalla Stazione orbitale: la Cristoforetti che calibra gli strumenti, la Cristoforetti che fa colazione, la Cristoforetti che si pettina, la Cristoforetti che guarda le lucine. Però, nonostante l’atroce supplizio, questo cittadino modello trova pure il tempo di preoccuparsi dei conti pubblici e di sorprendersi perché un lancio spaziale non viene regalato gratis et amore dei.

– Utilità 0!!!! Quante persone si sfamerebbero coi soldi di ste missioni!!! – togliete immediatamente, a questo esperto di cosmonautica, internet, il gps e Sky. Però sfamatelo, per carità, sfamatelo.

– Non si sta esaltando ma dandogli luce perché è un caso eccezionale e raro.anche lei sarà andata a fare la spesa non credi? – Spero che il TG4 ti accontenti con ore e ore di servizi che riprendono gente che fa la fila alla cassa. Vai con gli dei.

– Prevedo collegamento audio con Renzi e Napolitano. Che palle. – Deve essere stata una delusione venire a sapere che la Cristoforetti non chiamerà lui.

–  Grandi traguardi e soddisfazioni ok….certo pero’ che se i soldi si investissero anche per la ricerca medica sarebbe bello poter dire ” grazie al dott …..che ha scoperto la cura per…. – Certo, ci piacerebbe molto che le malattie venissero curate, vero? Però poi partite in quarta con Big Pharma, il gombloddo delle multinazionali, i vaccini che fanno diventare ghei o autistici, a piacimento. Magari tu no, eh, certo: ma altri milioni sì.

– Ma chi ti ha detto di andare nello spazio? Notizie sempre su di lei che palle. – E tu perché scrivi boiate in pubblico, figliolo? te l’ha forse prescritto il medico?

– È un lavoro come tutti gli altri che c’è di strano che parte nel universo , beh io oggi dico sono fortunato ad avere un lavoro e di porter mangiare con la mia famiglia , troppa fanaticcheria – C’è un interprete in sala?

– xcarità! ve la prendete con i politici che rubano è sprecano soldi!!! mentre abbiamo qui sulla terra gente chrysler muore di fame…..al cielo ci pensiamo dopo morti…….aiutate la gente invece di fare i girovaghi…. – sì, il vagabondo delle stelle. E comunque sulla terra gente chrysler muore di fame: si ringrazia Babelfish per la traduzione.

– A me che me ne torna? – niente, che domande! te ne cale forse qualcosa se aumenta l’imposizione fiscale, se c’è la guerra civile in Libia, se la Juve ha vinto? Certo che no, diamine! Anzi, sì: della Juve.

Dulcis in fundo: – Che notizia interessante! Adesso posso dormire serena – dormi tranquilla, dulce rerum, ché domani c’è un’altra puntata di “Uomini e Donne”.

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33 pensieri su “AstroSamantha vista dall’Italia

  1. In questa faccenda c’è qualcosa che non va bene. Lo so che non dovrei dirlo, ma noto in ogni grande gesto fatto da un italiano o un’italiana, molti commenti invidiosi. Sai, è facile dire “ma noi siamo del terzo mondo che non andiamo nello spazio”? e quando ci andiamo, peraltro con una donna, la prima italiana, tutti a dire “Echepallemachittesenculazoccola”.
    Volevamo un paese meritocratico? L’abbiamo avuto: il merito di morire male, tutti quanti, perché dai, ammettilo, ce lo meritiamo. In tutti i campi funziona così: se non ci riesco io, tu che ci sei riuscito sei una merda. Se ci riesco io, idolatratemi please. Insomma, conosciamo bene tutti quanti la novella della volpe e l’uva. E mai come in questo caso è vera: l’uva Samantha è troppo in alto, facciamo finta di fregarcene e andiamo oltre. Ah, non senza prima averlo detto in giro, che ormai significa “scriverlo su Facebook”.
    Una mattina ci sveglieremo e non ci sveglieremo. Quella mattina niente sarà davvero finito, ma sarà un buon inizio.
    Ciao bbello…

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    • “In tutti i campi funziona così: se non ci riesco io, tu che ci sei riuscito sei una merda.” – non lo si potrebbe dire meglio. Questo sembra essere diventato un paese di invidiosi e frustrati congeniti, sempre alla ricerca di qualcuno da insultare, da sminuire o da minacciare. Certa gente deve veramente fare una vita miserabile e vuota, se si sfoga in questa maniera.

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      • Non so se è vera frustrazione. Io punto più il dito sull’esposizione mediatica. Appena una notizia o una persona appaiono in più di due siti di notizie, diventano subito noiosi, a prescindere dalla notizia e dalla persona. Troppa informazione in giro, e troppa presunzione. Roba da “Io nello spazio ci sarei andato senza fare tanti proclami”.

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  2. A questo punto farebbe bene, la nostra trentina, a fare come moltissimi suoi corregionali che dicono “Eh no, noi non siamo italiani”, qualcuno si sentirebbe in diritto di biasimarla? Io no, anzi…

    P.S. poi vorrei leggere i commenti a seguito di tale affermazione.

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  3. Sinceramente, mi sembra che i commenti che hai citato, per quanto semplici, siano ragionevoli, mentre tu hai dato risposte da fanboy.
    A cosa servono le missioni spaziali umane, oggi? E non dire Internet o il GPS perché non c’entrano nulla.

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    • Andare nello spazio serve a dimostrare che più spazio c’è e più ne vogliamo. Tempo fa si pensava che una persona abituata a vivere in un appartamento di 50 metri quadri avrebbe vissuto da signore in uno da 100. In realtà riusciva a stare stretto anche in quello. Si chiama “teoria dell’occupazione degli spazi vuoti”, ossia più spazio hai e più ne occupi.
      Prendiamo per esempio un materasso sottovuoto. Lo compri, metti nel cofano e lo porti a casa. Lo apri, si espande e ci dormi su. Poi decidi di portarlo nella casa al mare, e per quanto tu ti sbatta non ci rientra nella confezione originale e tanto meno nel cofano.
      Ma ti potrei fare mille e mille esempi. Una volta mia cugina venne a casa mia con un vestitino attillato, stava benissimo. Poi per un anno si vestì con vestiti abbondanti e quando cercò di rimettere il vestitino attillato non ci entrò.
      Ancora esempi? Un palloncino gonfiato dentro una bottiglia non può diventare più grande della bottiglia. Ma se lo gonfi fuori sì, perché ha più spazio.
      Sempre a proposito di palloncini: se ne gonfi uno dopo aver scolato un paio di bottiglie e il palloncino te lo porge un agente della polstrada, rischi il ritiro della patente. Ma se a porgertelo è tuo figlio dopo i festeggiamenti di Capodanno la validità patente non corre alcun rischio.
      Finisco con un’ultima osservazione: un uomo era giunto in cima alla salita, a un passo dalla cima. Era stanco, talmente stanco che non aveva voglia di fare l’ultimo passo. Guardò su, si riposò, fece l’ultimo passo. Da lassù poté vedere che tutto attorno a lui c’erano solo discese. La morale della favola? Non lo so, forse che se per avere discese devi faticare e salire il più in alto possibile, tanto vale vivere in pianura.

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      • Io ho parlato di missioni umane, cosa c’entrano i satelliti? Non mi risulta che sui satelliti ci stiano gli astronauti. E sicuramente la tecnologia dei satelliti non deriva da quella delle missioni umane, semmai è il contrario.

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        • La tecnologia delle capsule spaziali è stata sviluppata in parallelo, almeno in Unione Sovietica: i cosmonauti volarono nello spazio su un mezzo che aveva due versioni, una con la strumentazione fotografica, e l’altra attrezzata per un pilota. E il pilota compiva esperimenti e faceva rilevamenti che la strumentazione automatica non poteva compiere. Esattamente come si fa oggi.

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          • I satelliti sono sempre stati tecnologicamente più avanzati rispetto alle missioni umane, per il semplice motivo che un satellite non ha bisogno di una capsula pressurizzata con supporto vitale, che aumenta enormemente la complessità e il peso del veicolo. Il satellite poi una volta lanciato funziona per anni o decenni senza bisogno di rifornimenti, mentre un’astronauta devi farlo tornare dopo al massimo un paio di settimane se si trova in un veicolo indipendente, o sei mesi su una stazione spaziale che necessita di continui rifornimenti.

            Quanto alle operazioni che un astronauta può effettuare che una macchina non può, questo forse valeva negli anni 60, quando i “computer” di bordo erano accrocchi di circuiti analogici. Di sicuro non vale oggi. Infatti tutte le maggiori scoperte scientifiche derivate da missioni spaziali sono state prodotte da satelliti o sonde. Le missioni umane hanno sostanzialmente solo scoperto come la microgravità influenza il corpo umano (risultato: fa male). Essendo effetti noti da anni, è improbabile che riescano a scoprire molto altro in questo campo. Per il resto fanno esperimenti tipo coltivare piantine, o far cristallizzare roba di vario tipo, ma sono considerati esperimenti di scarso valore scientifico in rapporto al loro costo, e comunque potrebbero essere effettuati su satelliti autonomi o in alcuni casi su aerei che scendono in picchiata.

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            • Ci è voluto tanto tempo perché i satelliti diventassero così sofisticati, e c’è ancora tanto lavoro che si può svolgere solo avendo personale a bordo. L’automazione diventa la scelta obbligata per una sonda interplanetaria, ma rimane per esperimenti complessi è poco praticabile.
              Sulla Stazione internazionale si fanno molti studi di fisiologia, anche umana, che in condizione di microgravità sono più precisi che a terra: solo la lunga permanenza in orbita permette di fare raffronti affidabili.

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  4. La misoginia su Facebook è completamente fuori scala, ormai anche in casi come questo non mi sorprendo più, uno pensa che magari prevarrà l’orgoglio nazionale (sic) e invece nada, le battutine (sa parcheggiare? ecc ecc) ritornano inesorabili 😦

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    • Che però è meno facile da misurare. Forse impossibile. 🙂 Fra sapere e non sapere preferisco che votino tutti, nella consapevolezza che parecchi imbecilli voteranno un partito di complottisti alle prossime elezioni (sotto quel profilo non abbiamo ancora visto niente, nonostante tutto).

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      • No. secondo me bisognerebbe semplicemente organizzarsi. La butto lì: il certificato elettorale diventa una, diciamo, patente elettorale, che si consegue dopo aver passato un esame di ed. civica, coi rudimenti del diritto costituzionale, funzionamento dello Stato etc. Una volta presa (naturalmente il testo da cui studiare sarà venduto a prezzo politico o scaricabile in pdf, e per ‘cocci’ e anziani ci saranno corsi grauiti o quasi tenuti da insegnanti abilitati in lista d’attesa per una cattedra o una supplenza). Poi si possono pensare altri sistemi per rinnovarla tra una tornata elettorale e l’altra, tipo con delle ore di volontariato presso istituti statali e roba simile.

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        • Qualunque eversore è capace di imparare il libro di educazione civica e fingere di crederlo giusto. Persino io! 🙂 suvvia, meglio lasciare le cose come stanno, sotto il profilo dell’estensione dell’elettorato.

          Non sono un tifoso dei sistemi di classificazione basati sulle risposte ai test o sul titolo di studio. Ho visto dare la laurea a tanti emeriti imbecilli. Io stesso ho ottenuto una laurea, cosa che ancora oggi mi riempie di stupore.

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          • No no calma… Non ho detto “giusto”. Io vorrei che a votare siano quelli che conoscono il funzionamento dell’apparato statale, a prescindere dal loro senso della morale etc

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          • No man, le cose non stanno meglio così. Ho una collega che crede che si vivrebbe meglio se facessimo estinguere la maggior parte delle specie animali con cui siamo in contatto, un altro che considera il Job dumping una legittima risposta alla pressione fiscale.
            Certa gente NON DEVE votare.

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  5. Pingback: Faccia a faccia col complottista (10) Il falso allunaggio | frottole

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