Dell’educazione dei fanciulli

Una madre si prepara ad assestare uno sganassone al figlio.

Scene di vita vissuta. Qui oggi ospito un racconto che mi è stato riportato da un amico, uomo la cui saggezza è oggetto d’invidia da parte del Dalai Lama. Questi i fatti.

“Mi trovavo alla fermata dell’autobus, col sole a picco, il mezzo in forte ritardo e l’umore conseguente a questi due avvenimenti. A questi se ne aggiunse in breve un terzo, a potenziarli con la sua elevazione a potenza. Ad aspettare i comodi della municipalizzata non ero solo, c’era una signora africana con i due figli piccoli.

I quali, come è caratteristica propria della loro età, si lagnavano in stereofonia con voci acute a 140 decibel. Il numero di decibel l’ho ricavato approssimativamente da questa osservazione: è passato un intercettore dell’Aeronautica a bassa quota, con il postbruciatore inserito: continuavo a sentire la lagna dei due fantolini.

La madre, un donnone da scontro di piazza, subito li apostrofa in una lingua a me sconosciuta, ma dura e minacciosa, tale che metterebbe in riga una brigata composta di hooligans e grillini che hanno scoperto di aver perso le regionali. Io, solo a sentirla, già tremavo per i due infanti. Invece quelli niente, insistevano nel lagnarsi, come è acconcio alla loro età.

Ora che avrebbe fatto un’italica madre, al novanta percento? Avrebbe provato a corromperli, promettendo acquisti di gelati, giocattoli, prostitute minorenni. E avrebbe fatto ancora più chiasso dei figli, piangendo come una Madonna di gesso ma senza aver il buon gusto di farlo in silenzio.

Questa no. L’egregia donna distribuisce in sequenza due sganassoni sulla nuca degl’impuniti. Ma dovevi sentirli! quel bel suono secco che ha lo scappellotto dato da mano esperta, dato per cagionare dolore. Il più grande, probabilmente edotto da anni di simile trattamento, ha subito smesso di lagnarsi, vero miracolo pavloviano. L’altro ha continuato, per smettere alla seconda passata, data se possibile con maggior determinazione della prima. Ed è sceso un silenzio che i caccia dell’Aeronautica non hanno osato disturbare.

Per altro sono debitore all’ottima signora di una scoperta linguistica non irrilevante: “Ahia” è parola che si fa beffe dei sacri confini e delle lingue avite, è lemma di un esperanto universale ed istintivo.”

Così parlò un Dalai Lama locale, aggiungendo poi che i fanciulli andrebbero educati come usavano fare i più insigni pedagoghi del medioevo. Dicevano, questi santi uomini, che i fanciulli vanno battuti spesso e volentieri: se mancano in qualcosa, vanno battuti perché imparino l’obbedienza; se non mancano in nulla, vanno battuti perché imparino la pazienza. Insomma, nel medioevo li menavano sempre, nella pausa caffè fra una crociata e l’altra.

***

Image courtesy of David Castillo Dominici / FreeDigitalPhotos.net

Advertisements

4 pensieri su “Dell’educazione dei fanciulli

lasciate la vostra opinione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...