Sull’autobus: economia, diritto, amore e tanto altro

Ninja Shinobi

Orbene, eletta schiera d’eroi e lettori, eccoci alla fine del mese d’ottobre, che all’autunno dà il via in questa mia isola gettata a caso fra l’Europa e l’Africa. E ci sono ancora venticinque gradi di massima giornaliera. Inizia, con l’usuale all’erta meteo, la stagione delle piogge. Alcuni giorni fa ci hanno buttati fuori dalla biblioteca perché così hanno voluto dove si può ciò che si vuole. Hanno anche fatto bene, ché in questo paese chiunque si sbucci un ginocchio ormai corre in procura prima ancora di essersi messo il cerotto.

Approfitto dell’allontanamento dalla biblioteca e dai libri che andavo consultando – ho iniziato a scrivere il post all’epoca – per mettervi a parte di alcune epifanie di cui siamo stati testimoni negli ultimi tempi (e anche in alcuni non proprio ultimi). La prima parla d’economia, la seconda di diritto, la terza d’amore, la quarta di arti marziali e l’ultima di maestri di vita. Per non farsi mancare niente, le prime due l’hanno anche buttata sul razzismo, il vero credo unificante della nazione, con buona pace dell’unico cattolicesimo che conta in politica, il reazionariato vandeano. Ma andiamo subito agli argomenti, tutti (lo ricordo) orecchiati sui mezzi pubblici.

Il giurista

“Io sono tre anni che vivo in quello sterrato che c’è vicino alla caserma dei pompieri. Lo sterrato è del Comune, ma io mi sono sistemato lì e ormai chi mi caccia più via? Ho anche l’allaccio alla rete elettrica – di straforo! Che poi un amico mio, che ne sa di leggi e di queste cose qui, mi ha detto che quel terreno diventa mio anche se è del Comune, perché ci abito io. Mi ha detto che si chiama usucapione, una di quelle cose che gli avvocati le sanno ma a noi non ce le dicono perché è tutta una mafia” – indica al suo interlocutore quattro africani seduti in fondo all’autobus. – “Guarda quelli, invece: per quelli la mafia non c’è, anzi, c’è ma per non farli lavorare. Comoda la vita, vero? Mica come la mia. Sai quanto gli danno a quei nekri inmikrati? 35 euro al giorno gli danno. E a noi Italiani invece…”

Facebook ormai ha debordato fuori dalla rete.

L’economista

Un professionista ascolta sconcertato un suo amico. L’amico parla di lavori che ha fatto fare in casa e del tipico fenomeno che si è verificato al momento di pattuire il compenso dell’impresa edile. A richiesta di fattura, l’impresa edilizia ha aumentato i prezzi – come un dentista qualunque. Il professionista scuote la testa e aspramente rampogna l’amico:

“Ogni volta che paghi le tasse, metti che hai pagato 100 euro, ecco che quei 100 euro vanno in tasca a un nekro inmikrato. Io votavo il Partito comunista, già lo sai, ma poi ho capito…”

Il teorema delle tasche comunicanti.

Lo stilnovista

Sui mezzi pubblici si vedono anche situazioni che rincuorano ciascuno: nobili sentimenti, belle gesta, detti memorabili. Dopo tanto razzismo e analfabetismo funzionale si sente il bisogno di riconciliarsi con il genere umano.

Protagonisti: lui e lei, coppia giovane ma non troppo. Hanno litigato fin dalla partenza e siamo quasi al capolinea. Hanno litigato a voce alta, ça va sans dire: ma non per dare spettacolo, solo per abitudine. Lei lo accusa di fare lo scemo con le altre. Delle troie naturalmente: sempre scosciate e a bocce di fuori. Lui si difende dicendo che quelle sono le sue compagne di scuola. Lei fa notare che sono ragazzine. Lui ribadisce che è stato bocciato alcune volte e che comunque sono solo le sue compagne di scuola.

Dopo una buona oretta di tira e molla lui sbotta: “Ma lo vuoi capire che ti amo, brutta puttana?!” [L’originale, nel pidgin di Cagliari, è “Ma la ghe ti amo, o brutta bagassa!”] Sul mezzo cala un silenzio carico di attesa e di minaccia. Lei lo guarda. Lui non proferisce verbo. Lei lo fissa negli occhi. Lo sguardo interrogativo di lei, lo sguardo bovino di lui. Poi lei gli sorride, ride e infine lo bacia. Arrivano al capolinea limonando duramente.Tutti i passeggeri sospirano, travolti dal lieto fine e dal diabete.

Proprio vero: “Al cor gentil rempaira sempre amore.”

Il maestro d’arti marziali

Un autobus a caso. Posti a sedere pochi. Alla fermata sale un tipo male in arnese, per usare un eufemismo. A due passi da lì c’è il Sert e questo permette di ipotizzare che il tipo male in arnese sia un tossicodipendente [pignegna nello slang cittadino] che ha appena assunto la dose di metadone. Con fatica e movimenti al rallentatore raggiunge un posto a sedere, lato interno. Sull’altro sedile c’è una ragazzina piccola piccola – la quale a quel punto diventa ancora più piccola.

Nel giro di trenta secondi d’orologio si alza e chiedi di passare perché è arrivata alla sua fermata. Il tipo la guarda terrorizzato. “Come, adesso?” Lei fa sì con la testa. Ancora più terrorizzato il nostro comincia una complessa manovra per alzarsi e spostarsi. Naturalmente perde l’equilibrio una dozzina di volte. Alla tredicesima finisce sul pavimento. Geremiadi e alti guai:

“Ma signorina, non mi può chiedere di alzarmi così, in un attimo! Non si fa così, bisogna dirlo prima: cinque fermate prima. Se no uno come fa? Non sono mica ninja Shinobi!”

Ha vinto il premio miglior battuta della giornata e si è guadagnato l’immagine di copertina: “Shinobi”, immortale capolavoro del 1987.

Il maestro di vita

Un altro tossicodipendente male in arnese sull’autobus. S’appropinqua a una banda di bimbiminkia e chiede con l’usuale voce strascicata della sua categoria professionale: “Ragazzi, a che fermata devo scendere per andare al supermercato?” Gli animali gentili e benigni gli rispondono. Il tossicodipendente, per sdebitarsi, decide di donare loro – gratis et amore – i frutti dell’esperienza sua.

“Ragazzi, non vi drogate mai, mi raccomando. Non è che vi drogate?” – quelli rispondono che ogni tanto fumano. – “Eh, quello ancora va bene, ma tutto il resto no. Guardate me, ogni volta che mi calo una pera [dose di eroina nello slang cittadino, NdR] non so se poi mi risveglio. Una volta sono stato in coma per tre giorni. La droga fa male, ragazzi, vi riducete male, come me, poi non vi tira più l’uccello. Vi conviene trovarvi un lavoro, vivere bene, mettere da parte qualche soldo…”

La loquacità della sua categoria è inenarrabile. I bimbiminkia però non disperano. Il supermercato è vicino. Fanno presente all’interlocutore che è d’uopo scendere alla successiva fermata. E quello, tutto contento, fa: “Ah, così presto? Bene, oggi posso lavorare molto.”

“Che lavoro fai?” gli chiedono.

A domanda risponde: “Taccheggio.”

Come scrive il Poeta: “Tu duca, tu maestro e tu segnore.”

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218 pensieri su “Sull’autobus: economia, diritto, amore e tanto altro

  1. Ah ha ha ha 😄 il genietto dell’usumarpione è epico, ma non quanto ninja Kamui fuori tempo massimo! I colombi gangsta – solo in ambito circa-rap, ho visto apostrofare donne come cagne o peggio senza che fosse percepito come insulto – mi hanno commosso: nemmeno Liala avrebbe potuto costruire una scena così dolce 😄

    Io, sul bus, becco solo scimmiette malparlanti e bestemmianti note come teenager, intente a uccidere i miei ultimi neuroni con fesserie surreali fino a che la fermata del Carrefour mette fine alle mie sofferenze, sgombrando il 30 dalle dolci bestioline. Per me, niente gombloddisti d!accatto (sveglia!!1!1) e niente ninjutsu metropolitano.
    Ma una volta ho beccato un vegliardo intento a insultare un “nekro non inmikrato” che, scendendo (anzi, scendendone 😛 ) dall’autobus per non rischiare il linciaggio a opera di altri vecchietti, si è prodotto in un apprezzamento all’originale di Adenoid Hinkel O.o

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  2. Il post è davvero divertente !!! Era ora che tornasse a produrre qualcosa!
    Se è merito della biblioteca che l’ha sbattuta fuori (parassita!) speriamo che ci mettano mesi per renderla di nuovo agibile…

    … che postacci frequenta signor Alo! E io che vivendo in un quartiere multietcnico pensavo di essere nel peggiore dei mondi possibile… ma sa che non vedo un drogato a distanza ravvicinata dall’epoca delle superiori?

    Cioè…

    Un drogato di quelli che sono un evidente costo sociale… su molta gente con cui lavoro… che non si droghi… la mano sul fuoco non ce la metterei.

    La coppia di sciroccati fa molto brutti sporchi e cattivi. Ah l’amore… cresce ovunque, come la gramigna.

    Sugli adolescenti stendiamo un velo pietoso: ho in casa uno gnomo che si sta avviando a diventarne uno per puri motivi anagrafici.
    Stasera lo aspetta una lisciata e venerdi siamo dal prof di francese, quindi presumo una scena mostruosa. Ci vorrebbe un esorcismo.

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  3. il mondo delle fanfictionare è in fibrillazione: c’è un commentatore che fa le pulci ai dettagli filologici e ‘ste donne non ci stanno.
    Lo vedono più come uno stalker che come un critico, ma la realtà, temo, è che ognuna di noi vede ciò che fa come perfetto e meraviglioso e quindi non accetta critiche.

    Non è niente di nuovo, però, tutto sommato, la maggior parte di noi non ha una laurea in storia, o in filosofia o in architettura o in storia dell’arte – non siamo “qualificate” per l’infallibilità.

    Leggendo questo post mi chiedo come ci vedrebbe lei, signor alo… delle erinni? delle rimbambite? le tricoteuse che stavano a guardare la gente a cui veniva mozzata la testa senza provare ribrezzo o farsi una domanda?

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  4. Oh! Finalmente un nuovo articolo!

    Il ninja e gli eroinomani fanno tanto “anni 90”. Magari preferiresti Trieste: trovi solo pensionati e un occasionale “liberato” dall’ospedale psichiatrico 😀 Però l’ultima volta c’erano più controllori che passeggeri sul bus, evidentemente c’è un nuovo giro di vite sui biglietti…

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        • ci ho fatto più viaggi la scorsa estate: mio padre ebbe la bella idea di sentirsi male in Basilicata mentre era lì con nipote al seguito… e di finire quindi per un tempo molto lungo in rianimazione – è vivo, non ho storie lacrimevoli da narrare ;P

          Posso dirle che si sono cani, gatti, bambini nei passeggini, un sacco di gente che fa il biglietto online e prenota a cazzo di cane per cui è sul treno il giorno sbagliato e deve dormire in terra dopo aver urlato con i tizi nello scompartimento che credeva di avere prenotato, gente che sale per aiutare altri a caricare le valigie e viene rapita dal treno, gente che si dtrafoga di panzerotti fritti…

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            • Lei è troppo giovane (e un pochino lo sono pure io in modo molto relativo) per aver visto un film che si chiamava Café Express (commedia italiana, niente di che), ma il clima è quello.
              Ci sono più italie: quella che viaggia sul notturno dalla basilicata, che passa per la puglia (fa il giro del tacco) tra panzerotti fritti e jeans allietati da passamaneria improponibile che fasciano ragazzine polposette è un’Italia diversa da quella del freccia rossa che da milano arriva a firenze con le studentesse fuori sede filiformi che ripassano appunti di filosofia e si spruzzano baume di marca (acqua, pagata più di quella di Lourdes) sul viso per via dell’aria condizionata.

              Lei per certi versi lo sa meglio di me,per altri no – abbiamo età diverse, orizzonti diverse, ruoli diversi e facciamo cose diverse tutto il giorno…

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        • signora alo, me la spiega una cosa? ma perché una ha una voglia pazza di incaponirsi a scrivere una fanfic che tanto non legge nessuno?
          Fa molto sfigato, sa?

          Se invece di metterla sul sito apposito la ficcassi su un blog dove non la legge nessuno? mi sentirei più soddisfatta?

          Ricevo review supponenti di gente non scrive poi meglio di me… il trucco è scrivere storie in cui scoperellano e sospirano, ma se uno non vuole parlare di quella roba là?

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            • è così terribile rattristarsi se leggi dei peana come recensioni di storie in cui i protagonisti alla fin fine trombano e basta?

              Un poro cristo viene fatto emigrare a Londra dove lo guardano storto gli altri emigré perché ‘sto stronzone faceva il rivoluzionario…
              In un salone dice La Rivoluzione era l’unico modo per rendere gli uomini uguali davanti a Dio e alla Legge e ti tocca leggere una review che dice “che profondo discorso politico!”
              ma che diavolo stiamo dicendo? davanti a Dio? Davanti a Dio lo sono sempre stati e la rivoluzione Dio l’aveva bell’e che sepolto mi pare…

              Uguali in pieno Terrore… seee com no? Di cose profonde da dire ce n’erano, in una fanfic d’accordo meglio mantenersi a profondità pozzanghera, ma scambiare una frase fatta per un profondo discorso politico (non ch eio ne faccia, ma per carità) boh

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                • in che senso?

                  Signor Alo, lasci perdere Cavalcanti… lei sta su un altro pianeta abitato da alieni che conosce solo lei…
                  Ci sarà pure una via di mezzo tra la demenza da sola trombata e l’allerga demenza di una babbiona come me… mica ho le pretese intellettuali, io, scusi eh! io mi accontenterei di onesta roba stile i tre moschettieri

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                    • Signor Alo, è difficile appassionarsi per un dolcestilnovista, ma sa che non so mica se uno se lo riesce a leggere senza le note? So che a le piace Pynchon, per carità.

                      Io sto parlando di roba terra terra, invece… possibile che ci sia qualcosa di ancor più terra terra del mio terra terra? eccheccavoli!
                      Scrivere fanfiction dovrebbe voler dire usare la fantasia per cambiare una storia e andando per prati e sentieri pure a presa di culo del genere, se va… ma così… come dire? è come se uno stesse sfogliando una collana che tratta solo edizioni ridotte di harmony di quelli con la copertina fuxia, per intenderci….

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                    • Uno, ok, due ok, tre pure, ma dopo un po’… eccheppalle! Già sai che questi due si diranno che si amano e subito dopo tromberanno. Ma non ci si annoia?
                      Ma la mandasse a stendere almeno una volta! E invece no! La donne dominante, a perfetta che incontra l’uomo zerbino ma perfetto – una alcolizzata nel manga, ma si rende conto? una alcolizzata che soffre di sbalzi di umore e che ha pure la tisi e un rimminchionito totale, alcolizzato pure lui e orbo – e pure ostinatamente vergine, ma questo è un dogma e non lo si può toccare

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                    • e quindi se ad uno scappa di scrivere una storia che lo diverte lo deve fare sapendo che non deve aspettarsi nessun feedback, non la deve pubblicizzare tra le pazze?

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                    • Ahahaha! Io non sto parlando di mancanza di applausi… parlo di un imbarazzato silenzio… per non parlare della follia… ma sa che mi ha scritto una pazza?

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                    • Le pazze mi hanno rotto i cabasisi signor alo, non so se la cosa traspare…

                      A parte alcune che sono molto brave, mi pare che ci sia una fame atroce di un storia, sempre la stessa, ripetuta all’infinito… ora costoro mi narrano che leggono Ishiguro, McEwan, la Allende ed altri amabili gentilscrittori, ma io non ne vedo una traccia che sia una in una frase ironica, o in una riflessione di un personaggio (due! ce ne sono due!): non scherzano su nulla, non riflettono su nulla, trombano e basta.
                      Il cielo è ovviamente livido.
                      I colori sono ovviamente autunnali.
                      Gli ideali sono alti ed i discorsi sono profondi.
                      Non dicono nulla in realtà, nulla, e io leggo pagine di descrizioni di seni che vengono idolatrati (addirittura!) per non parlare di tutto il repertorio 40 cn più a sud.

                      E si ho colto cosa vuol dire: questo è il canone… e che gran rottura di cabasisi eh!

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                    • Signor Alo purtroppo il web consente cose che nella normalità nessuno farebbe… nella vita reale una ragazzina di 13 anni, per dire, non si avvicina ad una vecchia di 40 o ad un vecchio di 60 e ci parla dei cavoli suoi: la ragazzina sta con le ragazzine e le vecchie con le vecchie.

                      Nel web tutti in teragiscono con tutti, compresa me che stalkero lei – nella vita reale non accadrebbe.

                      Tutto questo per dire che tra le pazze ci sono donne single sui 30 che sarebbero ben felici se un uomo le guardasse e ancora più felici se fosse disposto a vedersi con loro lady oscar

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                    • Vabbè la lascio in pace… in realtà a me il Settecento francese piace tanto e più leggo cose interessanti più mi piace.

                      Penso che mi rintanerò per i fatti miei e tornerò a scrivere le storie che piacciono a me, che sono sceme, ma almeno succede qualcosa e un po’ si ride – niente di che,m roba per anime semplici

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                    • Signor Alo, parliamoci chiaro: in natura il 100 % non esiste, quindi diciamo che il 70% di noi donne sia scemo, e che il 70% di voi uomini per un po’ di fica si guarderebbe una decina di puntate di Lady oscar

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                    • Io ho guardato tutte le puntate di Lady Oscar quando ero al liceo e ne ho apprezzato certi riferimenti storici. Non c’erano donne di mezzo – fica, come dice lei. Non perdo mai tempo a fare qualcosa per piacere alle donne. Tanto è fatica sprecata.

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                    • oooh Kenshiro… ma quanti anni ha scusi? qualcosa non mi torna… E così, quando ha visto Kill Bill e ha sentito la narrazione dei colpi nei punti segreti per far fuori un uomo, ha detto “ooohhh tarantino come sei deliziosamente pop!”

                      Se è maschio, già aver visto la serie fa di lei un confratello – di maschi ce ne è pochetti, sa?

                      Mi farebbe effetto pensarla che legge le fanfic e commenta… “ah! lei non segue il sacro canone! non il canone nel senso di narrazione ikediana, il canone nel senso di Canone, ciò che rende una storia sublime e degna di lettura! Mancano i due protagonisti! Non ci interessa nulla della sorella scema e del pescatore di merluzzi coi boccoli! A noi interessa solo celebrare l’amore tra Oscar e André! Quanto all’amore! Dove è l’amore? Qui ci sono padri teatini, gatti, pasticcini, libri… ma l’amore? E poi manca la scena porca! Dov’è la scena porca con trasfigurazione arcimboldesca dei corpi dove i seni diventano fragole e ciliegie e il sesso lamponi e la pelle albicocche e tutto il resto? Lei si ostina! ”

                      Un incubo!

                      La storia l’ho interrotta e sono in pausa di riflessione – la scrivo lo stesso, ma non so se metterla a disposizione o se lasciarla sul piccì, le dirò… pensavo ad un blog, che son posti da pochi accessi e casuali, come i libri sugli scaffali delle biblioteche di paese (che sono a vista, mica come nelle biblioteche serie dove chiedi e qualcuno ti porta da oscuri meandri!).
                      Nelle biblioteche di paese e periferiche ‘sti scaffali sono pure zeppi di titoli imbarazzanti sa?

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                    • E’ del 2003. E’ un po’ che non va al cinema o guarda la televisione…

                      Non so se sia il suo genere: è pieno di citazioni pop, dai film di Bruce Lee ai film giapponesi relativamente più recenti sulle arti marziali, passando per i cartoni giapponesi e gli spaghetti western.

                      Credo piaccia o a chi piace Tarantino a prescindere, a chi in certi anni c’era (mio padre, che pero non ama Tarantino) o a chi era un piccoletto all’epoca del boom delle televisioni private o quando ancora esistevano arene estive e i cinema dell’oratorio, o quando era normale affittarsi una videocassetta e vedersela: sono i soli posti , per quanto vedo io, quello che vede lei non lo so, dove ti puoi fare un immaginario “di pancia” di questo tipo.

                      A volte ti viene voglia di vedere un film di Lang ed esci pazzo per riuscire a trovarlo e il più delle volte non ci riesci proprio (ogni tanto qualche anima pia mette film in b e ne su youtube ed io ringrazio sentitamente)

                      Un po’ come la fanfiction: tante cretinate, che creano dei topos che poi nel 10% dei casi vengono riusati in un modo “migliore” e un po’ li apprezzi perché li riconosci e un po’ diventano miti per i fatti loro.

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                    • Non le piacerebbe.
                      E’ roba per maschi adolescenti.

                      Grindhouse lo ha mai visto?

                      Tarantino cercò di inserire una cosa che oramai non si vede più: gli effetti della pellicola rovinata – i graffi insomma. Per mio figlio che non ha mai visto un film in pellicola al cinema ed è abituato all’HD, questo tipo di “effetto speciale” non avrebbe nessun senso – ammesso che io gli faccia vedere un film del genere.

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                    • Eh signor Alo, lei le scemenze non le guarda ed il non guardo i film della signorina Talore, temo…

                      Se le dico Frank Capra? Preston Sturgess?

                      a me piaceva tanto Sullivan’s Travel… le dice qualcosa?

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                    • senta invece di scusarsi in questo modo a costo zero mi dia una mano a capire cosa fare con la mia fanfic del cuore, su… non se la deve assolutamente leggere, solo discutere in modo astratto di alcuni dettagli. Mi serve una persona molto critica che non prenda sul serio la cosa – se chiedo alle pazzerelle è diverso…

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                    • signor alo, non deve intendersi di lady oscar, deve intendersi di scemenze che piacciono alle donne, roba sentimentale di serie b, deve turarsi un metaforico naso e sopprimere il ghigno ;P

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                    • Anzitutto: bello la wikipedia di dio! 🙂 ahahahah

                      Lo so che non può sapere tutto, ma di sicuro dovrebbe sapere più di me – noto che m’ha ficcato nella schiera degli analfabeti, ma non me ne curo: è così e pace ;P

                      Una indicazione di massima da dare ad una anziana signora dovrebbe essere in grado di produrla, no?Altrimenti studiare a osa le èp servito?
                      Dovrebbe darle un modo di ragionare ed affrontare al risoluzione di un problema ed un insieme di schemi che la aiutino nel fare previsioni.

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                    • non sono la commentatrice giusta per lei temo, più una stalker e questo mi rattrista… un lato di me che non mi piace… su, la lascio in pace, contento?
                      Però non dovrebbe prendersela così tanto… non le fa bene, sa?

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                    • Signor Alo,
                      spero abbia dormito bene.

                      Sa che c’è una bloggherina adoratrice della grammatica?
                      Immagino ce ne sia più di una, ma questa sarebbe la sua perfetta ex fidanzata!

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                    • Credo di intuire che la fanciulla stia passabilmente bene di suo da un punto di vista economico… magari è la fanciulla che si sarebbe potuto permette lei, signor Alo… non faccia l’Antico!

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                    • signor Alo, in questo momento mi sto rilassando un attimo cercando di ricominciare la mia fanfic, sa? non mi faccia rattristare questo momento…

                      Lei non mi aiuta ed io sto cercando di far parlare due vecchi pazzi di argomenti su cui so poco, e si, lo so, no mi obbliga nessuno ed infatti io mi diverto…

                      Manda proposte di fidanzamento come il povero Girodelle con la povera oscar?

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                    • oh che palle, signor Alo!
                      E altro non dico… ma sua mamma che le dice? scommetto che ogni tanto si pente per il tempo che ha perso appresso a lei invece di andarsene a ballare e lasciarla in casa da solo!

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                    • no, non risponda, scherzavo!

                      Sto leggendo che sotto Malesherbes i censori erano 130: ogni libro che doveva essere pubblicato finiva prima da costoro, alla Librairie, dove il libro veniva letto e o riceveva l’ok (il privilège) o venivano proposti dei tagli.
                      Una cosa divertente è sapere chi sono questi censori – perché l’opera andava “capita”… scrittori anch’essi, medici per i trattati di medicina (tutto veniva letto, perfino un manuale per ostetriche)… per questi ultimi il censore era il dottor Lassonne, che lei non conosce, ma era il medico della Regina, una cosa che mi ha fatto morire dal ridere: è “fanon” che quando Oscar si ferisce chiamino Lassonne, ed io pensavo che fosse un personaggio del manga, ma ora sospetto che qualche fanfictionara dei tempi passati lo abbia messo come medico cercando un dettaglio “verosimile” e che da allora sia diventato “fatto noto” che il medico di Oscar è questo Lassonne, anche se oramai – ho chiesto eh! – nessuna di quelle che scrive ora sa che è veramente esistito…

                      E ora si scopre che faceva il censore… mai un attimo libero!

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                    • beh pure Malesherbes, sa? Era il presidente della corte degli ausili cour des aides (non lo so tradurre se non così…) e pure a capo della Censura!

                      Tra l’altro c’era lui quando ci fu la vicenda Monnérat, che è una delle poche cose che sapevo dall’epoca del liceo… in pratica una specie di caso Tortora: un povero cristo viene arrestato con una lettre de cachet e messo in prigione, alla fine viene liberato perché si scopre che non era lui ma solo uno che somigliava al vero colpevole. Irritato si rivolge a questa cour des aides e chiede giustizia: chi lo ha arrestato viene condannato, ma interviene il Re, c’è addirittura un editto.
                      Malesherbes protesta.
                      E allora lettre de cachet pure a lui!

                      Pochi anni prima una lettre de cachet se l’era beccata pure il padre di Malesherbes, a 80 anni! Lo esiliano nel suo castello, poveretto . cioè se uno deve essere esiliato meglio nel castello di famiglia che ramingo per il mondo sia chiaro, a 80 anni poi… io ci fare la firma, però…

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                    • Immagino a questo punto che il censore fosse sia censore, sia, in un certo senso, “editor”… su una comunità in fondo piccola il rapporto personale non poteva non svilupparsi… non credo che tagli e cambiamenti proposti avvenissero solo parlando con lo stampatore… che non credo avesse una struttura da casa editrice, più un tipografo evoluto – e infatti non stampavano solo libri, ma anche manifesti, regolamenti, etc… le attività, appunto, di un tipografo fino agli anni ’50, grosso modo…

                      Tra l’altro io la trovo una cosa bella, diciamo che mi è sempre piaciuta l’idea che uno scrivesse e intanto lavorasse facendo altro, come Spinoza che molava lenti – da una maggiore idea di appartenenza al mondo (ma su questo immagino non sarà d’accordo con me).

                      Io ricordavo che Diderot era finito in carcere per la lettera sui ciechi (forse, dovrò controllare) e che montesquieu lavorava di nascosto allo spirito delle leggi (ma lo sa che al liceo lo avevo letto? come pure i gioielli indiscreti di diderot?).
                      Però le opere di Voltaire, Diderot, Montesquieu sono state stampate. E però Rousseau se ne dovette andare.
                      Presumo quindi che ci fossero stati momenti di apertura e momenti di chiusura – o forse la fama dell’autore lo rende meno censurabile? O il calibro del suo protettore?

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                    • Poi, per carità, se l’autore voleva pubblicare a tutti i costi, c’era la strada delle stamperie clandestine, i cui proprietari credo avessero vite rocambolesche… e per pubblicare roba non esattamente di prima qualità temo.

                      La polizia aveva il suo bel da fare – anche se… con tutti i pamphlet che ci giunge voce circolassero… mah! possibile? Non è come ora che basta una connessione web ed un cellulare e metti in rete quello che vuoi… se i pamphlet arrivavano a circolare… non lo so… lei che dice?

                      La cosa interessante è che i parlamentari facevano discorsi in parlamento (ovviamente) e li stampavano per poi venderli, ma quelli non erano soggetti a censura…

                      Vabbè, questo è come mi sto divertendo… però nel frattempo volevo far parlare il Generale ed il suo amico della censura solo per mostrare che uno è rigido e l’altro ne ha due palle così… ma non mi piace, nemmeno nelle ff (che sono merdatine, lo so, nessuna di noi è eco o baricco e nemmeno la kinsella) uno è solo stronzo senza rimedio… o una è bella bella bella e spettacolarmente perfetta etc etc

                      Ma lei proprio non mi aiuta ;PPPPPPPPPP

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                    • Si, ma il foglio di carta, in assenza di fotocopiatrici e stampanti e smartphone, per riprodursi prevede una pressa, i caratteri mobili, l’inchiostro… tutte cose che nessuno si fa in casa da sé.

                      Sulla seconda sono più che d’accordo.

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                    • Detto ciò la saluto che ho da fare, prometto che per un paio di settimane non la scoccio più.

                      Auguri per eventuali fidanzamenti e sfidanzamenti – ma la fanciullina pallida che studiava ingegneria? Che fine ha fatto?

                      Posso permettermi un consiglio?

                      Il 100% in natura non esiste, ma , detto ciò, i laureati in ing sono molto quadrati, vedono il mondo in un modo e vogliono costringere gli altri a vederlo esattamente in quella prospettiva e sono abbastanza dogmatici.

                      Io due ing che scrivono fanfic le ho conosciute virtualmente e ho notato che sono quelle che mettono note in continuazione a ciò che scrivono…
                      cioè narrano che il cielo e plumbeo e Oscar ha le palle girate e poi mettono la nota e tu leggi “la natura è stata usata come metafora per i sentimenti della protagonista”, oppure dicono “oscar distese la fronte” e mettono la nota che dice “oscar prima aveva al fronte corrugata” – una cosa che mi fa uscire pazza, glielo confesso, manco fosse la divina commedia per studenti del liceo, però con Gino & Michele che ci hanno messo le mani ogni tanto…

                      Il 100% non esiste, ripeto. Ma io da una ragazza che studia ingegneria starei alla larga…

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                    • ahahah! non sia scortese…

                      Una delle due fu quella che mi lasciò una review fiume piena di insulti in cui si augurava che il mio personaggio in contrasse un sodomita che se lo appecorasse in un pozzo di piscio…

                      L’altra non recensisce storie in cui Andrè non si conserva vergine per Oscar perché la fanno stare male.

                      IL mondo è bello perché è vario

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                    • oh signor Alo… Malesherbes diceva che era “scomodo” per un autore non poter parlare con il suo censore in modo da spiegare il suo punto di vista o cosa voleva dire… per cui ci sono casi in cui bypassò il censore di parigi per passare il libro ad un censore di provincia più “comodo” per l’autore…
                      Altrimenti i censori stavano a Parigi… ma lo sa che tra loro c’erano pure i Crébillon (padre e figlio)?

                      E sa che la “Librairie” (l’ufficio delal censura) decideva pure il numero massimo di copie stampabili?!?!?!?

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                    • Io la posizione del Generale la farei dignitosa e gli farei citare Platone – un classico – alla fine non è un coglionazzo… in più gli farei dire che la mancanza di censura farebbe proliferare l’imbecillità: se vengono pubblicati troppi libri e troppi giornali nessun uomo li potrà leggere tutti. La concorrenza spingerà non a creare prodotti migliori, ma a favorire il sensazionalismo, il pettegolezzo e la malignità.

                      Si pubblicherà solo robaccia. O si favorirà la pubblicazione di robaccia come cani tutti appresso a litigarsi lo stesso osso.

                      Sfugge al generale che se uno si vuole leggere un libro pornografico non lo fa rinunciando a leggere un libro sul calcolo differenziale e viceversa, ma il generale non deve avere né torto né ragione, deve avere un punto di vista che lo mostri granitico, desideroso di plasmare una società di duri e puri, ma non elitista fine a se stesso… poi è per una fanfic non per una tesi di laurea e nemmeno per un libro di Eco… le pazzerelle lo troveranno noioso e quindi devono parlare ma senza esagerare…

                      IL suo interlocutore aveva la famiglia protestante per cui le sue posizioni sulla libertà di stampa sono scontate – a parte che ne ha due palle così di tutte queste discussioni teoriche, visto che ovunque si gira c’è qualcuno che gli rompe le scatole, o in famiglia, o fuori dalla famiglia.

                      Se ha commenti dica pure, ma tanto so che non ne ha – se commenta mi dirà “ah io non so, e Dio non esiste”… ma io adoro le sue frasi cattivelle, quindi ora sono proprio curiosa…

                      Detto ciò prometto solennemente di lasciarla in apce per lo meno fino al 25 di novembre, contento?

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                    • L’opinione del generale è diffusa largamente ancora oggi e stigmatizza principalmente l’autopubblicazione. Il bello è che era già opinione di Leibniz di che si dovesse porre un freno alla pubblicazione dei libri, era già impossibile leggerli tutti nel XVII secolo. E stiamo ancora qui a raccontarci la stessa cosa!

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                    • immagino, non sapevo di Leibnitz e leggerò, ma perché il tizio delle monadi voleva porre un freno alle pubblicazioni?

                      A parte ciò può filare come discorso per il Generale o è assurdo?

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                    • Non è una tesi di laurea che deve essere un minimo dignitosa nonché originale, glielo ripeto con tanta simpatia, sono solo un po’ di chiacchiere su una storia che leggeranno 4 o 5 persone… mi piace farla carina ma per fissazioni mie… lei piuttosto che farebbe replicare all’interlocutore? Dai che poi da mezzanotte è libero fino al 26 di novembre, promesso!!!!!

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                    • le lascio un compito: Il gnerale e m. Henri parlano della censura.

                      Il generale è uomo granitico tutto d’un pezzo.
                      M Henri è reduce, aveva una moglie ugonotta ed è meno granitico, no pensa che le idee siano giovani, ma che siano per giovani… Ora che posizioni potrebbero avere sti due sulal censura dei libri? su cos asarebbero in accordo e su cos ain disaccordo?

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                    • Ah sono reduce da Spectre – mi sono pure addormentata al cinema (ma non ho russato, ci mancava solo quello): se ci voleva andare non ci vada! Pur trovando molto affascinante Christoph Waltz (quasi quanto Tim Roth) il film non decolla assolutamente – e si che vanno in posti bellissimi.
                      Non diverte e non convince – e parliamo di james bond eh!

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                    • sbaglia ad aver evitato skyfall… era molto interessante, anzitutto nonera tratto da un romanzo di fleming e poi era un tentativo di narrare una storia sull’invecchiamento ” non siamo più quella forza che smuoveva cielo e terra” etc etc

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                    • peccato… il filo conduttore è l’invecchiamento: M diventa anziana, Judi dench le da quei piccoli tratti come il tremore delle mani… e viene messa sotto accusa, diciamo: è obsoleta.
                      Bond non supera i test: andrebbe congedato dal servizio attivo.
                      E il cattivo è fisicamente molto provato.
                      Peò è come se M fosse la mamma, Bond il figlio che vuol bene alla mamma,. passa a tovarla, le cambia le pile del telecomando, e il cattivo fosse il figlio che ha conti sa saldare, che si ricorda dei ceffoni e dei confronti con i figli bionici dei vicini di casa.

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                    • Sullivan’s Travel dovrebbe guardarlo, se non altro per motivi storici: contiene forse una delle prime citazioni di film nel film o di topos di film… un personaggio dice che gli inseguimenti in auto della polizia non si vedono nelal realtà e poco dopo c’è un inseguimento

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                    • Di Sullivan’s Travel potrei parlarle per ore, ma mi limiterò a dirle qualche cosa: è un film che narra di un regista, stanco di girare commedie. Vuole girare un film realistico – siamo all’epoca della Grande Depressione americana… credo capisca cosa intende il regista per “realistico”… va quindi a cercare sul campo con ,una serie di peripezie. Da cui il titolo che strizza l’occhio a Gulliver, anche se di Swift c’è molto poco.

                      Ad un certo punto finisce ai lavori forzati – un mondo senza cellulare, senza chi l’ha visto (ammesso ancora esista questa trasmissione).
                      Mentre sta impazzendo per riavere la sua vita, arriva un giorno attesissimo dai suoi compagni di sventura: potranno andare al cinema. Vengono “ospitati” da una chiesetta battista del Sud di negri (neri se preferisce gli americanismi adesso così di moda, come se qui avessimo un passato di schiavismo legato alla parola “negro” e una di rivincita sociale legata alla parola “nero”) gli ultimi tra gli ultimi e vedono una proiezione di cartoni animati (topolino) una cosa semplice per anime semplici e c’è questa carrellata su tutti questi visi onestamente brutti che ridono… non servono grandi discorsi, è una bella scena. Lei direbbe “escapismo”, immagino, però funziona.

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                    • Quando tutto si risolve e chiederanno a Sullivan se vuole girare questo film lui dice di no.
                      Perché non servirebbe a nessuno.
                      C’è una dignità anche nelle commedie e spesso servono di più.

                      Il titolo del film avrebbe dovuto essere “Oh Brother were are thou?” cioè fratello dove sei? Che è il titolo del film che i Cohen hanno girato come doppio omaggio a Sullivan’s Travel e al film Blues Brothers – stessa idea di un on the road con musica stavolta country.

                      Spero che questo lo abbia visto, c’era Turturro tra gli interpreti…

                      Non mi deluda!

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                    • C’è poi il film, di per sé che segue a spanne l’Odissea: ci sono le sirene, il protagonista si chiama Ulysses e vuole tornare a casa da Penny, sua moglie.
                      Ci sono citazioni, ma è a spanne.
                      Sono nella Bible Belt, c’è una scena di un battesimo di massa… secondo me è molto bello.

                      Io poi dico country, ma in realtà è un misto, viene eseguita you are my sunshine, ma pure cose blue grass… ha visto Winter Bone? La musica dei redneck, diciamo e del sud…
                      La mia preferita è you and me and the devil makes three (go to sleep)

                      Secondo me è un bel film, che vale la pena almeno una volta.

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                    • Signor Alo! Ah questo pessimismo misogino… se me lo consente penso che userò questa sua frase avulsa dal contesto e la farò dire al fratello maggiore del povero Clément il cacciatore di merluzzi.

                      Poi la accredito in una nota!

                      Qualcosa mi dice che lei va appresso alle strafighe, le uniche degne dell’appellativo “donna” – le altre sono solo bipedi che non sanno guidare.
                      Anche se questo sui riprendermi sull’uso del volgare termine “fica” un po’ mi stupisce… un uomo spirituale?
                      Che si guarda i film della signorina Talore… oooh che tenero!

                      Ma le sue compagne di liceo non sono uscite pazze quando hanno saputo che lei era un confratello?!?!?!

                      Faccia in modo di far qualcosa che fa piacere alla sua mamma, piuttosto, se è ancora viva… mi sa che per lei si è preoccupata tanto (come tutte le mamme) – sa, noi li vorremmo tutti felici come se si drogassero ‘sti figli e ci preoccupiamo tutto il tempo tranne poi frugare nei loro cassetti se sorridono troppo…

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                    • Peccato, speravo che ci fosse dietro una storia d’amore, comunque… lei con una giovinetta su un divano a guardare la puntata, la fanciulla che le parla d’amore e lei che fa le pulci ai riferimenti storici – dove sono le parrucche?

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                    • Adesso non ce la vedo nemmeno io.

                      E non ci vedo nemmeno una donna della sua età ad ammettere di vedere Lady Oscar.

                      Al liceo davvero non ci si sarebbe visto? A vedersi una puntata per amore di una ragazzina, facendo poi i commenti su quanto aveva visto?
                      Ma che tristezza…

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                    • Quest è una review: “Amore declinato in tutta la sua gamma…giocoso appassionato e struggente …prima della missione. ..prevedo molto coinvolgimento” – ad una storia in cui trombano lei sotto e lui sopra e poi viceversa – immagino siano queste le declinazioni – e poi si dicono di amarsi.

                      Seconda me pure alcuen review o sono follia o sono “commenti satirici” che nessuna decodifica come tali

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                    • “Sublime e ironica, ecco certificati rivelatori” – viene battezzato il figlio di lady oscar e lei risulta il padre (sic!) perché non può posare André (la madre risulta ignota). Non vi è nulla di ironico, è tutto molto serio… e lei er piacere non sghignazzi!

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                    • Cioè signor Alo, è come se… diciamo che lei ne legge uno e dice “carino”, poi ne legge un altro e dice “oh una rivisitazione ironica, una parodia!” e dopo il numero 20 capisce che non è parodia, è proprio una cosa seria… di gente che discetta di questo e quello, ma poi scrive cose improponibili… oggi si lamentavano dei romanzi porno e a iomi sono trattenuta perché la domanda era “ma voi che cavolo pebnsate di stare scrivendo? “

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                    • Le disgusta.

                      Una si lamentava di aver letto in una storia di un altro fandom di uno che infilava le dita in una vagina (lei è maggiorenne, avrà sperimentato, non penso di sconvolgerla).
                      E a me veniva da sghignazzare: la stessa fanciulla ha scritto deliziose pagine di cose similari, compresa una descrizione del povero Fersen che avrebbe infilato un macaron nella “regal vagina” (sic!) per poi mangiarselo tutto contento.

                      Ah contento lui…

                      Ora lasciamo da parte che se una legge un bollino “rosso” non si deve stupire di gente che si infila roba nei due buchi che ha disposizioni atti alla faccenda…
                      Ma una storia così ogni tanto va bene, oramai sono tutte così!

                      E tutte che si complimentano l’una con l’altra, ma non dicendo “ah come sei stata porca!”, piuttosto parlanda della sublime sensibilità. Ma come è possibile? Bevono?

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                    • Mi sento come la parente pazza, non so se ha presente tipo la povera moglie di Rochester tenuta rinchiusa in soffitta, perché metterebbe tutti in imbarazzo… ahahahah!

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                    • Non è assolutamente il suo genere, ma c’è un librino per ragazzine della Pitzorno che è delizioso: la storia di una ragazzina francese, che viene adottata da una ballerina … è pieno di citazioni di personaggi di altri libri dell’epoca – ad un certo punto si incontra perfino Vitali con i suoi cani (se ha letto senza famiglia sa di che parlo, ma essendo di un’altra generazione non so se fa parte del suo immaginario dell’infanzia), insomma è molto divertente, alla fine è la storia non narrata, ma intravista di tre personaggi presenti in Jane Eyre, appunto

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                    • la sintesi di queste storie su André è: André incontra l’unicorno, Se la storia è ortodossa: André e l’unicorno si siedono sul prato davanti al tramonto e parlano di Oscar,
                      Se la storia è eretica: André si siede sul prato davanti al tramonto e si ubriaca pensando ad Oscar. L’unicorno va dalal parte opposta.

                      Nel secondo caso: almeno una review lacrimevole di chi afferma che la storia è stata traumatica – si scrivono fanfiction a scopo terapeutico, sappia.

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                    • Ah non so… ho chiesto e le fanciulle così mi hanno detto: soffrono parecchio e la scrittura le aiuta. Io non sono tanto convinta… se immaginare che un personaggio immaginario di anni 34 abbia avuto una minima attività sessuale porta ad uno sconvolgimento emotivo… qualche problema c’è.

                      ‘Ste cose sconvolgono, al limite, solo se applicate a figli e genitori (a parer mio)

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                • E attenzione, io la storia che cito la adoro! Ma le review a volte mi paiono scentrate – della serie “ho letto di fretta e non ho capito bene, ma non importa… lascio un segno!” e il segno è su quello che una pensa che gli altri dovrebbero pensare, ma non è detto, non è assolutamente detto… eh lo so mi spiego molto male…

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