Canzoncine – un libro mio di me medesimo

Quando ho scritto qui per l’ultima volta, se non ricordo male, i dinosauri dominavano la terra e il capo dello stato era Hammurabi, legislatore famoso e autore di importanti riforme elettorali. Bei tempi, non dico di no.

Ma bando alle ciance. Vengo con questa mia addirvi (addirvi, una parola: lo diceva Totò, e chi siamo noi per contraddirlo?) che è in vendita nei peggiori chioschi di librai dell’impero dei romani un volume di versi miei bellissimi, eleganti e sublimi. Il libro in questione è nomato Canzoncine – gli esiti atroci di un tempo tremendo. Si tratta d’un libercolo condito di forme classiche, ammorbato da rime banali, speziato con versi regolari e impreziosito da un neologismo – non mio – che mi piace.

Trovate il mio libercolo sul sito dell’editrice, su ibs, su amazon, su bookrepublic, e pure altrove: qualunque motore di ricerca vi potrà aiutare, sia che cerchiate l’ebook, sia che cerchiate il cartaceo – crisma della pubblicazione, nonostante si viva tutti noi in un’era tecnologica. E se lo chiedete nella vostra libreria di fiducia, il libro vi arriverà pure lì e, così facendo, farete felici tutti: me, l’editrice egregia, il distributore stimato, il libraio eccellente. Non conteggio voi in questo piccolo libro mastro, lettori eventuali, perché di sicuro, una volta aperto il libro (il mio, non il libro mastro), sarete i meno felici di tutti: metterete a bilancio l’intrattenimento ottenuto e la spesa sopportata, e subito dopo vorrete mettermi le mani addosso.

Ora che leggerete i miei versi, anche per me potrà avverarsi il destino di Cinna, il poeta, quello del Giulio Cesare del Bardo:

TERZO CITTADINO – Il tuo nome, e dicci il vero.
CINNA – Davvero, il mio nome è Cinna.
PRIMO CITTADINO – Fatelo a pezzi, è un cospiratore!
CINNA – Sono Cinna il poeta, Cinna il poeta!
QUARTO CITTADINO – Fatelo a pezzi per i suoi brutti versi!

***

PS Non scrivo sul questo blog da un bel pezzo. Vorrei dirvi che ho avuto molto da fare. Non è così. Ho avuto da fare, qualche volta. A volte un poco, a volte di più, qualche rara volta moltissimo; quasi sempre niente. Questo è un blog abbandonato a se stesso, lo so: e da solo non va poi molto lontano. Ma anche quando l’accompagnavo, non faceva certo più strada di così: quindi, fra me e lui, quello meno utile sono io.

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