Radervi in presenza di altri esseri viventi: la grande guerra

Il mio kit da rasatura: rasoio, pennello, sapone.

Il mio kit da rasatura – so che vi piace. Vorrei parlarvi di un fenomeno che i miei lettori uomini di sesso maschile (cit. De Curtis) conosceranno bene, sempre che non siano degli hipster: ritrovarsi rasati a metà a causa di “imprevisti” causati da esseri viventi. Alzino la mano coloro che non hanno mai affrontato situazioni simili. Bene: ora abbiamo individuato chi invece le causa…

Cosa succede quando volete radervi? (Per le donne non so… sostituiscano l’attività della rasatura con qualcos’altro. Sempre che non si radano). Andiamo con ordine. Entrate nel bagno e notate che è vuoto. Tutti gli inquilini sono altrove e in altre faccende affaccendati: chi si pasce della sua colazione, chi all’opre femminili intenta; il gatto – inutile controllare – dorme.

Bene, vi dite: i coinquilini sono fuori tiro. Sistemate la bacinella nel lavello e la riempite d’acqua calda. Prendete l’attrezzatura da rasatura, mettete il pennello e il rasoio a bagno. Svitate il tappo al sapone da barba. Continua a leggere

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Sull’autobus: economia, diritto, amore e tanto altro

Ninja Shinobi

Orbene, eletta schiera d’eroi e lettori, eccoci alla fine del mese d’ottobre, che all’autunno dà il via in questa mia isola gettata a caso fra l’Europa e l’Africa. E ci sono ancora venticinque gradi di massima giornaliera. Inizia, con l’usuale all’erta meteo, la stagione delle piogge. Alcuni giorni fa ci hanno buttati fuori dalla biblioteca perché così hanno voluto dove si può ciò che si vuole. Hanno anche fatto bene, ché in questo paese chiunque si sbucci un ginocchio ormai corre in procura prima ancora di essersi messo il cerotto.

Approfitto dell’allontanamento dalla biblioteca e dai libri che andavo consultando – ho iniziato a scrivere il post all’epoca – per mettervi a parte di alcune epifanie di cui siamo stati testimoni negli ultimi tempi (e anche in alcuni non proprio ultimi). La prima parla d’economia, la seconda di diritto, la terza d’amore, la quarta di arti marziali e l’ultima di maestri di vita. Per non farsi mancare niente, le prime due l’hanno anche buttata sul razzismo, il vero credo unificante della nazione, con buona pace dell’unico cattolicesimo che conta in politica, il reazionariato vandeano. Ma andiamo subito agli argomenti, tutti (lo ricordo) orecchiati sui mezzi pubblici. Continua a leggere

I cavalli bianchi, di Aldo Palazzeschi

Aldo Palazzeschi da giovane.

Forse dovrei aprire una nuova rubrica: libri visti per caso in biblioteca. Anche questa volta parlerò di un libro che ho deciso di leggere per molti motivi, ma spinto dal ritrovamento casuale. Ero nel settore poesia italiana e c’era un bel Meridiano con le poesie di Aldo Palazzeschi: tutte le edizioni dei versi del fiorentino, con commenti, note, cronologie. E chi sono io per non leggere per intero le poesie di Palazzeschi?

Palazzeschi diede quasi settant’anni di lavoro alle patrie lettere: romanzi, raccolte di racconti e di versi. Raggiunse spesso le vette del successo. Fu un famoso poeta d’avanguardia ai tempi del futurismo e anche in vecchiaia si fece apprezzare, pure negli ambienti neo-avanguardisti, con i suoi ultimi romanzi.

Io vivo fuori dal mondo – e questo lo sapete tutti. Vivo, naturalmente, anche fuori dal mondo letterario – e per formazione e per incapacità mia. Quindi non so di quale prestigio goda oggi il signor Palazzeschi poeta. Cosa si dica di lui, se lo si legga ancora e in quale chiave. Per parlarne, insomma, farò da me, con i soliti errori di chi non ne sa abbastanza: confido nella vostra personale cortesia, amici lettori, eletta schiera. Continua a leggere

Bagno dopo mangiato: quanto si deve aspettare?

La sigla di Baywatch: simbolo della sicurezza sulle spiagge!

Una volta mangiato, quanto bisogna attendere prima di fare il bagno al mare? L’estate – lo dimostra il meteo – s’avvia a una conclusione ingloriosa: e io, che sempre arrivo tardi con i miei post, mi sento finalmente autorizzato ad affrontare l’argomento. I passanti della rete potranno usufruire l’anno prossimo di questa disamina della questione.

Durante la vacanza nel nord dell’isola, mentre ero in spiaggia con i miei amici – eletta schiera d’intellettuali – si è discusso di questo incubo della nostra infanzia. Una di quelle malattie che colpiscono solo gli Italiani – ne paiono immuni gli stranieri di passaggio e anche i residenti. Una delle malattie, mica è sola. Anzi, direi che è in buona compagnia. Continua a leggere

L’immancabile polemica estiva: la cultura umanistica

Maccari: Cicerone denuncia Catilina in senato.

Con inquietante regolarità l’Italia s’imbarca in effimere quanto feroci polemiche. Ogni anno, attorno alla fine di agosto, si presenta il dilemma estivo – e non mi riferisco a quello di scegliere se andare in montagna o al mare (quello arriva in primavera). Sto parlando di una polemica che si presenta uguale a se stessa ogni dodici mesi: identico il testo, diversi gli interpreti. La polemica sulla cultura umanistica.

Sì, insomma, quel ripetersi come un mantra “Ma che ci frega a noi di Dante, degli Spartani di Leonida, di Luigi XIV che lo Stato era lui e dopo di lui il diluvio, di Cicerone, di Platone, di Severone da Berna e Celestone da Parmitan, di Nerone e delle sue bighe, della diatriba sull’esistenza di Omero, della marcia su Roma?” Continua a leggere

Tema: le mie vacanze, anno 2015

il blogger Alo Madeddu in vacanza.

Dedica. Alla rossa con il bikini color verde-acqua marina e il cappello di paglia a tesa larga, avvistata il 12 di agosto, sempre circondata di genitori, zii, cugini, cuginetti con i braccioli.

Rossa, non so chi tu sia, cosa tu faccia nella vita, nemmeno che voce tu abbia, ma mi rimarrai nel cuore. Sono proprio l’ultimo dei romantici.

Momento commozione concluso. V’informo, colleghi bloggatori eletta schiera e mai abbastanza compianti lettori, che sono tornato dalle vacanze estive. Laonde per cui pubblico questo post in cui vi parlo delle cose strabilianti che ho visto a Santa Teresa di Gallura, località turistica nel nord dell’isola.

Ne approfitto per fare qualche comparazione con ciò che si vide l’anno scorso nello stesso luogo e negli stessi tempi. Cose, fatti, persone dell’estate del 2015. Continua a leggere

Il buon soldato Sc’vèik, di Jaroslav Hašek

Copertina del Buon soldato Sc'vèik, edizione feltrinelli

La settimana scorsa ho finito di leggere un libro veramente bellissimo. Come spesso capita non avevo alcuna intenzione di leggerlo, però quando l’ho visto in biblioteca mi sono detto che era arrivato il momento di leggere Il buon soldato Sc’vèik di Jaroslav Hašek.

Romanzone picaresco, spassoso e allo stesso tempo tremendo, Il buon soldato Sc’vèik racconta i casi e le disavventure di Josef Sc’vèik, cittadino praghese non più giovanissimo. Sc’vèik di mestiere è un venditore di cani – in genere orridi botoli per i quali compila alberi genealogici fasulli – o per meglio dire un intermediario fra acquirenti e ladri di cani, poiché la maggior parte dei cani che vende è stata sottratta in qualche maniera.

Forte bevitore e chiacchierone (adora esemplificare i suoi argomenti raccontando di fatti accaduti, fatti che di solito si concludono con l’ubriachezza dei protagonisti, rissa e conseguente intervento delle guardie), Sc’vèik viene sorpreso dalla notizia dell’assassinio dell’Arciduca Ferdinando mentre si fa un pediluvio contro i reumatismi. Va subito all’osteria “Il calice”, luogo di ritrovo abituale per lui e gli amici, per discutere delle novità. Vi trova solo l’oste e un bieco agente provocatore della questura. L’agente provocatore sosterrà poi di aver udito gli altri due pronunciare discorsi sediziosi e li farà arrestare. Continua a leggere